Anna Falchi
Le piacciono le emozioni forti, nella vita e nel lavoro. E preferisce comandare piuttosto che obbedire.
di Gianni Passavini - foto di Angelo Gigli - bodypainter: Paola Breda
“Chi è oggi Anna Falchi? Una donna vera, trasgressiva, senza peli sulla lingua. A me piace vivere forti emozioni nella vita e nel lavoroâ€. Questo autoritratto lo dipingeva Anna Falchi nel numero di ottobre del 1999 di Maxim, a commento di un servizio fotografico dove appariva nuda e sexy come non s’era vista mai. Oggi, marzo 2010, Anna conferma tutto, e aggiunge: “Sono spericolata, spregiudicata, mi lancio ancora in nuove avventure: in un mondo che non dà sicurezze, io non ho paura di nullaâ€. Finlandese naturalizzata italiana (anzi, romagnola), Anna Falchi da qualche anno ormai dirige col fratello Sauro la A Movie, società di produzione cinematografica che ha presentato recentemente al Festival di Berlino - e con ottime recensioni - il suo terzo film, Due vite per caso. È l’ultimo step di una lunga rincorsa, cominciata con la partecipazione a Miss Italia edizione 1989 dove viene incoronata Miss Cinema.
Ad Anna, allora, basta qualche foto sui giornali, per farsi notare, addirittura da quel mostro sacro del cinema internazionale che è Federico Fellini, che la chiama per un suo spot pubblicitario. Dopodiché, ha solo l’imbarazzo della scelta: tra Carlo Vanzina e Dino Risi, tra Maurizio Nichetti e Carlo Lizzani. All’inizio si fa prendere da una smania bulimica, prende tutto e gira di tutto, poi, repentinamente, lascia tutto, conquistata dalla televisione dove diventa una presenza fissa: da Sanremo a Domenica in, dallo Zecchino d’oro a Ballando con le stelle fino al recentissimo Da Nord a Sud… e ho detto tutto! a fianco di Vincenzo Salemme. Ma fa anche tanto teatro, per esempio con Pietro Garinei interpreta Se devi dire una bugia, dilla grossa. Oggi, nonostante i suoi nuovi impegni, Anna continua a fare l’attrice: attualmente sta girando la serie televisiva Roma nuda, storia di un malavitoso romano degli anni Sessanta in cui recita anche il leggendario Tomas “er monnezza†Milian. Ma è ora di sentire lei, che avrebbe potuto finire come una bella donna a fare da donna di scorta di qualcuno (il primo nome che viene in mente è quello del costruttore Stefano Ricucci, dal quale ha divorziato) e invece è stata capace di prendersi da sé il suo futuro.
Da modella a produttrice, un bel salto, l’avresti mai immaginato?
È una “falcata†enorme, e non pensavo certo di arrivare a tanto quando, all’inizio della mia carriera, sono partita con la mia valigia piena di speranze. Ma ho dimostrato di saper imparare e crescere in questo lavoro, che poteva essere solo un fuoco di paglia, di avere determinazione, di avere sempre avuto i piedi per terra.
Fellini ti ha portato fortuna…
Essere scelta da lui mi ha dato allora molte speranze, soprattutto mi ha aiutato a credere in me stessa.
Con Risi, Lizzani e altri grandi registi hai avuto tante belle occasioni. Poi, improvvisamente ti sei persa…
Ho solo cambiato direzione: gratificata dai cachet, ho cominciato a far televisione. In quell’epoca bisognava stare di qua o di là , fare cinema d’autore o puntare sulla popolarità . Oggi una cosa non preclude l’altra.
Adesso però il cinema di qualità lo fai come produttrice…
C’è stato un momento in cui ho capito che avevo grandi lacune come artista, per questo mi sono messa a studiare: dizione, recitazione, canto; mi sono messa a fare teatro e a imparare. Da lì è nata anche la passione per il cinema: mi ci sono buttata a capofitto fino a decidere di provare a produrlo io stessa.
Com’è una tua giornata da produttrice?
Siamo una squadra di giovani, io, mio fratello e degli editor molto bravi. Il nostro capo editor è quello che legge e fa la prima selezione, quello che passa i copioni da esaminare. Poi c’è da trovare la distribuzione, fondamentale, presentare i progetti al ministero se il film ha un valore culturale, insomma, è un lavoro molto lungo, il cinema è un’arte lenta.
Chi vorresti avere come prossimo regista di una tua produzione?
Paolo Sorrentino, è il mio ideale di regista. Se non potessi avere lui vorrei scoprire un regista come lui.
Sei molto coraggiosa, i film che la A Movie ha prodotto puntano molto sul cinema di qualità .
In Italia siamo famosi per il nostro cinema autoriale, riconosciuto a livello mondiale, e noi vogliamo valorizzarlo, il nostro prossimo obiettivo è di mandare un nostro film al festival del cinema indipendente di Robert Redford.
Da una che ha fatto film con De Sica e Boldi non ci si poteva aspettare di meglio…
Per fare i grandi incassi bisognerebbe fare quel genere di film, noi invece vogliamo produrre film indipendenti, senza tante risorse, anche se il sogno della vita è di fare un grande incasso e poi reinvestirlo in un film d’autore.
E’ vero che ti sei trovata meglio a lavorare con la Golino piuttosto che con Scamarcio?
Sì, confesso che mi piacciono più le donne colleghe degli uomini colleghi, che trovo sicuramente più competitivi delle donne nel mondo dello spettacolo.
A proposito di uomini: smentendo chi dice che in amore si finisce col cercare sempre la stessa persona, tra i tuoi ex non ce n’è uno che si possa paragonare a un altro. E’ così?
Effettivamente è così, sono tutti assai diversi l’uno dall’altro.
Facciamo qualche esempio: Max Biaggi?
Oddio, non mi va di parlare dei miei ex. Dico solo che mi piacciono gli uomini che hanno personalità , carisma, che preferisco gli outsider che ce l’hanno fatta venendo dal nulla. Quella, in definitiva, è la particolarità che cerco e che mi attrae negli uomini.
Quindi anche Stefano Ricucci…
Ma sì, grandi personalità , ovvio.
Come è finita con lui, male?
Le storie non finiscono mai bene, ma sempre male. Una delle frasi che mi piace dire è: lo sguardo sempre sul futuro, con un piede nel passato.
Denny Montesi, il tuo attuale compagno, che cosa rappresenta per te?
Lui è la persona che mi dà in assoluto più equilibrio e sicurezza.
Vivete insieme?
No, lui vive a San Marino, io a Roma, perché io amo la mia libertà , amo essere da sola, amo i miei spazi.
Chi ti dà i consigli migliori?
Mia madre.
Qualche errore che oggi non rifaresti più?
Forse la performance che ho fatto in un programma di Daniele Luttazzi, quando mi sono tolta le mutandine, anche se in fondo si è trattato solo di un gioco, di una provocazione.
Oltre alla bellezza, tu dimostri di avere anche un pizzico di ironia in più rispetto a tante tue colleghe…
Non lo so, dico solo che tante persone si prendono troppo sul serio, anche se non hanno ancora dimostrato niente.
Hai detto recentemente che in passato sei stata usata: ti riferivi a un episodio specifico?
No, solo al fatto che nell’ambiente dello spettacolo c’è tanta gente che sta accanto a te solo per fare notizia, per vivere di luce riflessa, gente che ti considera non per quello che sei, ma esclusivamente per sfruttare la tua immagine.
Tempo libero: immagino tu ne abbia poco, ma quel poco come lo vivi?
Lo dedico alle mie passioni: alla lettura, ma soprattutto alla pittura, mi piace fare falsi d’autore, con una predilezione per Van Gogh e Munch. Quando dipingo riesco a non pensare a niente.
Dove e come ti vedi tra dieci anni, oltre che sulle pagine di Maxim?
Mi vedo dietro la scrivania, mi piace fare la boss. Preferisco dirigere che essere diretta, è un segno di indipendenza e di forza, cioè di quello che sono io.


