Elisa Scheffler - Maxim Girl of the Week
Rigorosa, determinata, ma non mettetela a capotavola: comandare non le interessa, sedurre invece… bè, quello ci riesce senza volerlo.
di Joni Scarpolini - foto di Alex Alberti e Maurizio Montani
L’ultimo tratto di Corso Sempione, quello che sfocia nell’anfiteatro dell’Arco della Pace, a orario aperitivo è un esubero di giovani seduti ai tavolini dei pub più in che fanno di questo quartiere una delle parentesi più fighette di Milano. Non appena arriva lei col suo passo da Cleopatra, verrebbe da prendere tavolini (e clienti) e buttarli senza convenevoli dentro il locale, così da lasciarle libero il passaggio come nemmeno Mosè sulle acque del Mar Rosso. Elisa Scheffler fa il classico effetto “sgombro”: tutti che la scannerizzano dalla testa ai piedi, nessuno che osa avvicinarsi per timore di profanare la sua sagoma perfetta. In realtà , Elisa è una ragazza semplice come due più due uguale quattro, che ti mette a tuo agio nonostante la sua bellezza prorompente. Noi abbiamo avuto la fortuna di invitarla a un happy hour. Ed è stata un’ora felice: parliamo con lei davanti a un bicchiere di RedBull con vodka, e il tempo vola. Ma il drink energetico che ti mette le ali stavolta non c’entra.
ELISA, INCUTI PAURA GIA’ SOLO PER IL TUO COGNOME…
Più che incutere paura, induco all’errore: non sai quante volte avranno sbagliato a pronunciarlo. Alcuni persino mi chiedono “ma è il tuo nome d’arte?”, quando invece sono proprio il mio nome e il mio cognome veri.
SCHEFFLER PERCHE’…
Perché mio padre è di origine tedesca, mia madre è italiana. Io sono cresciuta a Desenzano del Garda.
VIAGGI MOLTO?
Sì, il mio lavoro di modella mi porta in giro per il mondo, per esempio ora sono appena tornata dagli Stati Uniti. La mia professione è a tempo pieno, mi occupo di showroom, faccio cataloghi e sono impegnata sia a livello fotografico sia a livello video, con clip e spot pubblicitari.
TI PIACEREBBE FARE L’ATTRICE?
Per recitare bisogna studiare molto, ma non escludo questo tipo di carriera.
NELLA VITA SAI RECITARE?
Nella vita sono una persona molto diretta, il che può piacere e non. Ma nel lavoro la trasparenza è tutto: cerco sempre di essere precisa e rigorosa, soprattutto quando voglio mettere le cose in chiaro fin da subito. Adesso non pensare che sia una persona impostata e rigida, semplicemente cerco di essere professionale.
TI DETTI DELLE REGOLE? TI FAI IL PROGRAMMINO DELLA GIORNATA?
Con il mio lavoro è difficile fare una vita regolare e prevedibile, però ogni giorno mi faccio una sorta di scaletta degli impegni e degli orari da rispettare. L’importante è essere duttili mentalmente e flessibili operativamente, pronti a qualunque stravolgimento dell’ultimo minuto. Per come sono fatta, non riuscirei a fare la stessa vita tutti i santi giorni, odio la routine.
ANCHE IN AMORE CI SONO DELLE REGOLE?
Dove vuoi arrivare?...
ALLA TUA SITUAZIONE SENTIMENTALE, OVVIAMENTE…
Sono single.
MA COL TUO LAVORO NON E’ MALE ESSERE SINGLE…
Sì e no. In coppia sto bene, se però di fianco non hai la persona che ti capisce e che accetta il tuo stile di vita, allora meglio stare soli, così non crei problemi né all’altro né a te stesso.
E IL TUO UOMO IDEALE COME DEVE ESSERE?
Intelligente, interessante, deve farmi sentire importante, farmi sentire donna, cosa che oggi purtroppo è difficile riscontrare.
LA TUA STORIA PIU’ IMPORTANTE?
Sono stata tanti anni con un calciatore, il mio fidanzato storico. E’ finita l’anno scorso, e ora ho voltato pagina. Investo il tempo nelle mie cose, penso a me stessa, poi se arriverà un prossimo amore, ben venga.
CI PUOI DIRE CHI E’ QUESTO CALCIATORE?
Non è un tabù, Davide Marchini, che oggi gioca nel Livorno. Ma adesso non tirar fuori la solita storia della velina e il calciatore…
NO, TI CHIEDO SOLO SE TI PIACE IL CALCIO O SE TE LO SEI FATTO PIACERE.
Diciamo che ho visto tante partite e ho vissuto tante trasferte… non sono mai stata tifosa di una squadra in particolare, tifavo per Davide e per il club in cui giocava in quel momento. E siccome ne ha cambiati parecchi durante i nostri anni di fidanzamento, capisci che non potevo avere una squadra del cuore fissa.
UNA DOMANDA CHE POTREBBE RIVELARCI PARTE DELLA TUA INDOLE: A UN TAVOLO DA DIECI PERSONE, DOVE TI SIEDERESTI? A CAPOTAVOLA?
Dipende se è un tavolo di lavoro, o con amiche. Non sono egocentrica, non voglio per forza essere al centro dell’attenzione. Certo, eccentrica lo sono, sennò non farei la modella, ma non ho la smania di stare sempre sotto i riflettori.
QUINDI IL RUOLO DI LEADER NON TI ADDICE?
Non mi piace comandare, come non mi piace essere comandata. Sono determinata, ma questo non significa che voglia ricercare la leadership a tutti costi. A mio parere, chi ricerca per forza qualcosa, nasconde un’insicurezza di fondo.
Un po’ la stessa insicurezza di chi si ritrova davanti Elisa Scheffler per la prima volta. Poi tutto passa. Con un sorso di RedBull e il suo sguardo ipnotico.


