Joanna Krupa
Cosa può accadere in un appuntamento al buio tra una delle donne più belle del mondo e uno dei conduttori più bravi della tv italiana?
di Alessandro Cattelan - foto di Juanjo Molina / MandarineMedia.com
Forse avrei accettato a prescindere, ma l’allegato fotografico con l’anteprima della patinata copertina del numero di Maxim che state tenendo tra le mani, è stato un colpo basso. Come adescare Michael Jackson chiedendogli di scrivere un articolo per una rivista di moda e poi sottoporgli il catalogo primavera/estate della Chicco. Impossibile rifiutare. Oltretutto, quando la redazione mi ha proposto di raccontare l’appuntamento da sogno con Joanna Krupa ero così concentrato sul mio mantra: “Fai che si presenti vestita così! Fai che si presenti vestita così! Fai che si presenti vestita così!†da non aver compreso che “ da sogno†significasse che me lo potevo solo sognare e dovevo poi scriverci su una simpatica storiella da pubblicare. Dopo lo scorno iniziale, però, devo ammettere di essermi sentito immediatamente sollevato. Si, perché ho l’impressione che quando esci con una star hollywoodiana, tutte le ansie, le paure e il senso di smarrimento che già proveresti con la tua ex compagna del liceo di Capocotta ritrovata su Facebook, si moltiplichino. Sarà sufficiente presentarsi con dei fiori? Apprezzerà una scatola di cioccolatini a basso contenuto calorico? Un buono per una notte d’amore folle con la mia foto appiccicata sopra sarebbe troppo ardito? Ormai al giorno d’oggi, le modelle hanno già tutto… Mi rendo conto di non conoscerla per niente, come donna intendo, e non vorrei fare la figura del vitellone italiano interessato solo alla circonferenza dell’areola dei suoi capezzoli. Dove potrei portarla? Hanno aperto un posto nuovo a Milano, molto carino, di cui non farò il nome perché l’unica volta che ci sono stato mi hanno fatto pagare cinquanta euro un piattino striminzito di sushi e un bicchiere di vino. Potrei portarla lì. C’è una bella terrazza che sovrasta il traffico di punta, e nell’ora dell’aperitivo ti permetterebbe addirittura di perderti amabilmente nei colori del tramonto, se mai a Milano ce ne fosse uno.
COSA NON FAREI (E NON SAREI) PUR DI…
“ Prego, Joanna…†le sussurrerei all’orecchio spostandole la sedia con un gesto deciso per farla accomodare. Il cameriere, in pressing asfissiante come un commesso di Footlocker, ci chiede prontamente cosa vogliamo ordinare con quello stile pretenzioso tipico dei locali modaioli meneghini.
“Posso consigliarti io?†le chiederei con garbo, per dipingere il mio autoritratto di uomo deciso ma garbato, forte ma sensibile, consapevole ma umile… ‘sta mano pò esse piuma, come pò esse fero… A un suo cenno elegante del capo la travolgerei di tradizione, immergendola nei piaceri dell’alcolismo triveneto.
“due spritz, grazie!â€
“col Campari o con l’Aperol?†mi chiede lui.
“ col Campari, grazie.†Ho idea di quale sia la differenza? Non credo proprio, ma mi hanno insegnato che è sempre meglio far credere di avere delle opinioni.
Chiacchieriamo per un tempo indefinito che potrebbe essere due minuti come due giorni di fila. È decisamente la donna più bella del locale, e probabilmente in questo momento, dell’intera provincia. Sento addosso gli occhi della gente. Mi invidiano, e la cosa mi fa stare bene, ma non ho più il controllo del mio cervello. Ogni volta che rotea la testa per scrollarsi la voluminosa chioma di capelli biondi dalle spalle, il mondo va al rallentatore e tendo a sbavare incontrollatamente. Se fossi vissuto insieme a lei, ai tempi di Pavlov, avremmo risparmiato un sacco di scatolette di cibo per cani. Per tutta la serata le ho dato il miglior finto-me-stesso possibile. Joanna sta lentamente cedendo alle mie costanti e mirate avances e sento che stiamo per concludere. Le ho parlato di libri che non ho letto, film che non ho visto, città in cui non sono mai stato. Mi sono finto interessato al racconto della sua infanzia in Polonia e ho ridacchiato con educazione ad alcune sue battute agghiaccianti per non farla sentire a disagio. Metto in moto la Vespa col pedalino e la carico a bordo. Nel mio sogno ho anche imparato a fare le impennate e mentre la obbligo a stringersi forte a me con manovre da centauro trattengo il respiro per indurire gli addominali e nascondere la pancetta da birra. Arrivati sotto casa si slaccia il casco liberando nell’aria i capelli, che a loro volta liberano un profumo di Baby Johnson’s e ancora una volta sbavo. Si avvicina maliziosa e mi chiede se ho in casa un po’ di latte per fare colazione domani mattina.
TITOLI DI CODA
Per lei terrei in casa una mucca intera. Saliamo le scale perché l’ascensore è rotto e da dietro osservo le sue natiche cantare le più belle canzoni che siano mai state scritte. La chiave gira nella toppa. Entriamo in casa. Mi volto a guardarla negli occhi mentre le sue labbra socchiuse mi si stanno già facendo incontro e all’improvviso… finisco lo spazio che il giornale mi ha concesso per il mio sogno a orologeria. Va sempre così, ma almeno stavolta non devo cambiare le lenzuola…
JOANNA SVELATA
Da qualche anno la polacca Joanna Krupa è una presenza fissa in quelle classifiche che compaiono regolarmente su riviste come la nostra: “le modelle di costumi più sexy del mondoâ€, “le hot 100â€, “le 50 donne che ci fanno ringraziare di essere etero†e via elencando. La posizione di Joanna in queste liste è variabile, ma il nocciolo della questione è che, in tema di sex appeal, la nostra è a livelli planetari. E infatti è finita spesso sulle copertine dei maschili. Non concede soddisfazioni invece ai fans delle bad girls abbonate a scandaletti, gossip e bagordi pubblici. Anche se il fatto di avere un padre proprietario di alberghi ha spinto qualcuno a paragonarla a Paris Hilton, Joanna proclama la sua estraneità al glitter festaiolo della California (dove attualmente risiede). “Faccio una vota normale, al primo posto ci sono la famiglia e l’amoreâ€, ha dichiarato a FoxNews.com. “Non appena finisco sul set, torno alla mia vita normale e mi godo una serata a casa con il mio fidanzato e i cani. Se usciamo, lo facciamo solo con pochi amiciâ€. Pallosa? Ma no, la ragazza ha 29 anni ed è evidentemente dotata di buon senso.
DOGMA PAPALE. O NO?
Preferisce apparire semmai come testimonial della Peta, l’associazione che si batte in difesa dei diritti degli animali. Ha anche posato per la campagna pubblicitaria dell’organizzazione, con lo slogan “meglio nuda che impellicciataâ€, concedendosi completamente priva di indumenti per l’occasione. Niente entusiasmi, non si vede niente di piccante: è una campagna destinata ai media di grande circolazione. Lei comunque pensa che posare in topless non sia affatto un problema e preoccuparsi per una cosa del genere sia “ridicoloâ€. A supporto della sua tesi, osserva che Papa Giovanni Paolo II aveva fatto notare che tutti noi siamo nati nudi. Quindi, aggiunge lei, una foto di nudo si limita a mostrare “un bel corpo che Dio ha creatoâ€. Mai avuto riserve sulle immagini di nudo, anzi. Ma abbiamo il sospetto che Papa Wojtyla avrebbe avuto qualcosa da obiettare. (P.G.)


