Reda Lapaite
Sappiamo che lo stavate aspettando. E come ogni anno, Maxim vi regala un calendario che vi farà sognare. Protagonista di quest’anno, una ragazza lituana da tenere d’occhio.
Corpi al sole. E non stiamo parlando del romanzo di Agatha Christie. Ma di una giornata di primo autunno in un’isola del Mediterraneo.
Corpi al sole, non oggetto di un’indagine di Hercule Poirot, ma vitali, splendenti, seducenti. Un set di spiagge nere, di mare cobalto, di cieli sfavillanti: come location per gli scatti del suo calendario, Maxim ha optato per uno sbarco in Sicilia.
E per raccontare come si vive dietro le quinte di un sogno lungo dodici mesi, è stato scelto il sottoscritto (che volete farci, è uno sporco lavoro, ma in fondo, qualcuno deve pur farlo, no?). E, allora, via a mettere quattro cose in valigia.
Parto da Milano con la pioggia, atterro a Catania con un sole e un caldo che neanche alle Hawaii d’agosto.
In aeroporto, qualcuno mi guarda strano. Ci metto un attimo, ma poi capisco: sono l’unico con felpa e jeans in mezzo ad un esercito di persone in bermuda e T-shirt (che è un po’ come vedere un tizio con il piumino stravaccato su una spiaggia giamaicana).
Insomma, che sia appena arrivato da una città che il tepore estivo l’ha salutato già da un bel pezzo, me lo si legge dal guardaroba ancora prima che apra bocca, ma tant’è.
Montato su un taxi, mi godo la strada fino a Taormina, dove c’è l’Hotel che ci farà da base logistica: lì ho appuntamento con la troupe, ma, soprattutto, con la protagonista di questo calendario 2008: la ventenne Reda Lapaite, un metro e settantacinque di sex appeal made in Lituania, dagli occhi verdissimi, il sorriso ammorbante e fisico da favola.
E che Reda non sia la classica bellona che lascia il tempo che trova, se ne è accorto anche il decano del calcio in tv, Aldo Biscardi, che l’ha voluta al fianco come “padrona di casa” dell’edizione di quest’anno del suo storico Processo.
Ora, non resta che vederla in azione davanti all’obiettivo di un altro campionissimo, ma questa volta, della fotografia: stiamo parlando di Angelo Gigli.
Primi giorni di shooting: sveglia alle sei (e poi dicono che fare il giornalista, sia un lavoro di tutto riposo… D’accordo, io ci ho provato): alle sette ci aspetta l’aliscafo per Vulcano. A quell’ora, il porto di Milazzo è più trafficato del centro di Roma all’ora di punta, solo che al posto dello smog e di un caffè al volo, ci godiamo una giornata splendida e una colazione faraonica (Andry Verga che si occupa delle riprese video del backstage, si concede anche il lusso di un gelato).
A Vulcano, comincia l’avventura e sotto gli occhi di Marco Venturi e Alessandro Nava (fondatori di DoubleVision.it, l’agenzia che si occupa della produzione del calendario), si comincia a scattare: la luce è quella buona e il tempo, relativamente contato.
Ci aspetta una visita a Lipari e un ritorno a Vulcano per sfruttare la suggestione della sabbia nera della spiaggia dell’Asino, al tramonto. Io, che la vocazione del reporter d’assalto ce l’ho nel Dna, con la scusa di registrare e riportare, mi siedo su uno scoglio e mi godo lo spettacolo.
In gommone, ci spostiamo tra le due isole a caccia della giusta location (che vuole anche dire avere intorno il minor numero possibile di turisti, curiosi e paparazzi in erba che, attirati dalla bellezza di Reda, sono pronti a sfoderare il telefonino con una velocitĂ che neanche i migliori pistoleri del vecchio West e tutto per scattare una foto da esibire come trofeo): io mi sento a metĂ fra un paparazzato che sfugge a obiettivi indiscreti e un inviato di qualche trasmissione gossippara a caccia di sirene e sirenetti da beccare in situazioni piĂą o meno compromettenti.
Si va avanti così per un paio di giorni. Quel calendario che voi avete adesso per le mani, comincia a prendere forma. E adesso ci aspettano le Gole dell’Alcantara. Che, ancora non lo sappiamo, ma sarà un po’come fare la Parigi-Dakar.
Perché pretendere un po’ di privacy sarà praticamente impossibile (è venerdì e le Gole sono più frequentate di Rimini in agosto); perché avremo il nostro bel da fare a liberarci di un serpente piombato sul set dalle rocce sopra le nostre teste; perché l’acqua del torrente, che va attraversato di frequente, è ghiacciata.
E stare un giorno con i piedi a mollo, non è per niente facile. Si va via dalle Gole che è ormai buio, ma alla faccia degli imprevisti, la missione è compiuta.
Ora che l’avete appena sfogliato e appeso al muro, godetevi il calendario più sexy del 2008. Ma quando arriverete al mesi di giugno, ricordatevi del serpente che ha tentato a tutti i costi di fare lo special guest di quello scatto.


