Sidney Geubelle
Sidney Geubelle
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Sidney Geubelle

e i suoi 7 peccati capitali.

di Gianni Passavini - foto di Nicola Favaron

Da che parte cominciare a descrivere una fanciulla dalla bellezza inquietante come quella di Sidney Geubelle, che sfoggia il suo ‘corpo del reato’ con tanta innocenza e tanto candore? E come scrivere di lei mantenendo un minimo di obiettività? Impossibile, se non per dare conto della sua data di nascita (31 agosto 1989), della sua altezza (175 cm), del colore - blu - dei suoi occhi, o del numero di scarpe, il 39. Poi ci sono le misure canoniche seno-vita-fianchi - nel suo caso 87/64/89 - soggette, si sa, a piccole variazioni stagionali. Ma per tutto il resto, come fare a prenderne le misure? Come, ad esempio, misurare in lei il grado di sensualità ed erotismo, le scosse che provoca in chi la guarda? Ricorrere alla scala Richter o, piuttosto, a una doccia fredda? Meglio scansare questi turbamenti e passare a dettagli meno impegnativi. Dire, per esempio, che Sidney è belga e fa la modella per l’agenzia Fashion di Milano. Aggiungere che è un’ottima fotografa, una rockettara e una viaggiatrice instancabile. E poi che è simpatica come non potreste neppure immaginare.

ACCIDIA
Questo peccato capitale proprio non mi riguarda: credo di essere attiva e curiosa, una che non si accontenta di fare da spettatrice, ma vuole vivere in prima persona le cose, possibilmente da protagonista.

SUPERBIA
Mai peccato di superbia, anzi: detesto chi crede di essere superiore agli altri, chi se la tira perché si crede bello, bravo e irraggiungibile, dimostrando con questo di avere una personalità fragile, che deve sempre cercare conferme.

IRA
Succede rarissimamente, ma capita anche a me di perdere la calma. Allora è meglio lasciarmi da sola, concedermi il tempo di sfogarmi. Tranquilli, non ci metto più di qualche minuto a rientrare in me stessa.

GOLA
C’è una cosa alla quale non riesco davvero a resistere: il gelato italiano, di cui sono ghiottissima. Potrei vivere cibandomi soltanto di gelato. Per il resto mangio un po’
di tutto e in maniera abbastanza equilibrata.

AVARIZIA
L’avarizia è una cosa che non capisco, e non parlo soltanto di quella legata al possesso morboso di beni materiali e al denaro. L’avarizia più grave, per me, è quella che limita o impedisce amicizie, sentimenti, rapporti con gli altri.

INVIDIA
Invidia? Al contrario, io provo piacere quando qualcuno ha successo, ottiene un riconoscimento. Sarà un riflesso del mio carattere, allegro e aperto, del mio modo di fare e di essere, ma quando va bene agli altri io sono contenta.

LUSSURIA
Posso invocare la privacy su questo tema? No? E va bene, se proprio interessa, confesso che a letto io sono una gaudente, fare sesso mi piace e non mi tiro indietro se sono con la persona giusta. In questo caso, pecco volentieri.