Ludmilla Radchenko
Ludmilla Radchenko
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Ludmilla Radchenko

Scrive, dipinge e sta studiando recitazione in maniera molto più che seria. Il carattere non le manca. Il fascino, pure.
Occhio a non sottovalutarla, perché potreste pentirvene.

Non giudicate il libro dalla copertina.
Ludmilla Radchenko è tutt’altro che la solita bellona che lascia il tempo che trova. La ragazza di Omsk, Siberia, è un’autentica guerriera; una che sa dove vuole arrivare e cosa vuole ottenere. E quando decide qualcosa…

In Italia, ormai sei di casa. Ma quanto è difficile mollare tutto per trasferirsi in un altro paese e cominciare da zero?
Io sono arrivata qui molto giovane e quando sei giovane hai meno responsabilità e quindi più coraggio e voglia di rischiare, di provare cose nuove. Tutti i momenti, anche quelli più difficili, mi hanno insegnato molto.
Per carattere sono molto indipendente e così ho imparato a fare tutto da sola, a proteggermi da sola. Oggi, fare quello che ho fatto anni fa sarebbe decisamente più complicato.

Farsi largo nel mondo dello spettacolo, non è facile. Cosa pensi di avere in più rispetto alle tue colleghe?
Quando sono arrivata in Italia, il mio obiettivo era quella di fare più lavori possibile per mantenere la mia indipendenza. Nel mondo dello spettacolo, ci sono finita così, un po’per caso.

Cosa ho di più delle mie colleghe? La convinzione che ogni giorno vale due: il tempo è  prezioso perché devo crearmi una base solida, devo procurarmi da sola le mie opportunità e possibilità. Sai com’è, no, la necessità fa virtù.
Ho una famiglia molto normale che non mi ha mai limitata.

Adesso sto preparando anche una mostra di quadri che spero di inaugurare il prossimo marzo. Spero di farcela in occasione della festa delle donne perché le protagoniste dei miei quadri sono le donne, declinate sì in varie interpretazioni ma sempre viste come angeli.

Il tuo debutto come attrice, è cosa fatta. Il regista al quale non diresti mai di no?
Gabriele Muccino. Ma anche Carlo Verdone che è bravo, simpatico e spontaneo. Sento che potrei imparare molto da lui perché è un bravo professionista.

Rifaresti un reality?
No. La Talpa è stato molto positivo anche a livello personale perché lì ho trovato l’amore, ma un reality può decisamente bastare.

Un ruolo che ti piacerebbe interpretare?
Potendo scegliere, vorrei interpretare il ruolo di una persona normale. Magari anche un ruolo negativo, ma non sempre quello della bellona. Vorrei provare un qualcosa di diverso rispetto a quello che sono io. A volte, la bellezza può essere condizionante.
Il mio lavoro mi soddisfa, ma adesso è arrivato il momento di fare il salto di qualità. Per questo, dopo L’Ispettore Coliandro, che sto terminando adesso, a gennaio entrerò a fare il corso dell’Actor’s Studio. Sarà piuttosto dura, almeno all’inizio, ma mi sto preparando con molta cura, perché in tutto quello che faccio, ci metto una passione enorme. No, di certo non mi risparmio.

Il viaggio più bello che hai fatto?
Senza dubbio quello con il mio fidanzato, a Santo Domingo.

Zaino in spalla o comodità?
Un po’di tutto. Mi piace l’avventura ma amo anche il lusso. Mi piacciono le cose belle, ma senza esagerare. Meglio essere originali che essere inutilmente griffate.

In quale altra epoca ti sarebbe piaciuto vivere?
Fammi pensare… Negli anni Trenta. O all’epoca dei tre moschettieri.

La parolaccia che usi più spesso?
Cazzo o porca miseria.

Hai raccontato qualche bugia durante questa intervista?
No.

Progetti futuri?
Spero di migliorare in fretta come attrice per poter ottenere un ruolo importante in un film, in una fiction. È arrivato il momento di fare cose più sostanziose.