Luca Asta
Luca Asta

Luca Asta

“In italia NO!!”
Ciao lettori cari,
perché in Italia è sempre più difficile organizzare eventi mastodontici come nel resto d’Europa?
Parlando con amici dj di fama internazionale e mi sento dire: “Sono stato in Belgio c’erano 20.000 persone….†oppure “sono stato in Olanda (Germania, Spagna, o qualunque altro paese europeo) c’erano 5.000, 10.000, 12.000 (chi più ne ha più ne metta) persone in delirio….â€
Ma perché in Italia è difficile fare questo tipo di eventi?
E soprattutto perché i grandi dj mondiali fanno sempre meno date in Italia?
Su Myspace mi contatta un dj francese e mi chiede che cosa sta succedendo in Italia. Perché? Gli rispondo io. Lui mi dice che non capisce come mai l’Italia è snobbata dalla maggioranza dei dj. Perplesso su quello che mi dice, gli rispondo che David Guetta, Martin Solveg, Bob Sinclair, Roger Sanchez, ecc. ecc., sono acclamati nel nostro paese e ogni tanto vengono a esibirsi con i loro dj set. Dopo un paio di giorni mi risponde così (testuali parole): “L’Italia non è più quella meta preferita di tanti anni fa, la gente non partecipa, è sempre più difficile far ballare le persone, i locali ti chiamano solo per la risonanza del nome che richiama persone e non vieni ingaggiato per la musica che proponi, i miei colleghi spesso rinunciano a venire in Italia anche se hanno il calendario libero. Ma che sta succedendo?â€
Sicuramente la crisi che vive il nostro paese non aiuta, ma la situazione sta cambiano. Nell’aria c’è voglia di novità, voglia di uscire dagli schemi.
Attendiamo fiduciosi il cambiamento e continuiamo a ballare in questa stagione invernale ormai avviata.
Appuntamento al prossimo mese.
Ciao!!

Commenti

Leo
da Leo il 26/11/2008

Ciao!
dato che son rimasto colpito vorrei spiegare quali sono a mio avviso i problemi in Italia…

Punto 1: io penso che in Italia sia impossibile organizzare eventi di grandi dimensioni, perchè sia girando per i locali sia suonando nei club della mia zona non ho mai trovato una situazione in cui la gente potesse essere considerata abbastanza matura per poter convivere anche solo in una folla 5000 persone (si dice che i ravers olandesi siano molto più tranquilli e socievoli rispetto ai 14enni italiani; direi che non è una bella cosa)

Punto 2: se bisogna modificare qualche cosa al fine di poter essere ben considerati dagli stranieri, son sicuro che ciò è possibile, ma sarà molto arduo. Il popolo della notte italiano è immaturo anche per quanto concerne la cultura musicale e quella del clubbing: si ascolta musica perchè è di moda, si frequenta un locale perchè anche quello è di moda, si seguono le mode dettate tramite cori da stadio e/o “dresscode” delle varie serate pensando solo ad essere ben visti e mettendo in secondo piano la vera essenza di una serata in discoteca, ossia la musica. Per non parlare del fatto che in discoteca si trovano ormai ragazzini che farebbero meglio a stare a casa a farsi una cultura sui libri al posto che bere e fumare. In poche parole una parte del problema è la gente, e “modificare” la gente non è certo una passeggiata mattutina.

Punto 3: una volta mi pare fosse il dj a riempire un locale, adesso senza le pubbliche relazioni un locale senza clientela fissa rimane vuoto, perchè tutti se ne fregano della musica (a meno che non ci sia un dj guest, quindi c’è in ballo un nome che attira gente)

Punto 4 (la cosa più triste in generale): cosa ci aspettiamo da una nazione che demonizza la vita notturna senza sapere NIENTE? Se in un locale muore qualcuno per droga la discoteca viene chiusa pensando che il problema si risolva, dato che ovviamente è colpa del titolare, dei lavoratori di quuel locale e dalla gente tranquilla che va a ballare, giusto?. Risultato: opinione pubblica infiammata contro le discoteche e problemi irrisolti. Forse bisognerebbe prendersi ognuno le proprie responsabilità al posto che trovare capri espiatori.

Punto 5 (il più triste per i dj VERI ma SCONOSCIUTI): come fa un giovane dj a farsi conoscere? I tiolari dei locali ormai pensano solo ai guadagni, tanto da assumere alcuni dj (se così possiamo chiamarli) che dopo aver chiesto a papà di comprargli due cdj e un mixerino pensano di essere in grado di suonare dovunque, anche gratuitamente o (attenzione) portando tot persone a seguito!!!
Io ero rimasto che per suonare in un locale i dj venivano selezionati grazie ai mixati o, perchè no, con serate di prova, ma non certo perchè sono dei bravi pr!!!!!!!
Sarà anche vero che ci si può salvare con alcune produzioni belle mirate, ma ho visto gente che produce e non sa mettere a tempo due dischi, così come ho visto gente che considera “vecchio” un dj che suona con i giradischi (è capitato pure a me..ehm, ma io ho 19 anni ahahah!!)

saluti

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