Le Cinema2
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Le hit parade non bastano. Le Cinema2 sono pronte ad assaltare il Saturday Night Live.

di Paolo Giovanazzi foto di Gianluca Fellini

Il Saturday Night Live aveva a suo tempo lanciato una coppia celebre come John Belushi e Dan Aykroyd. Quindi perché la versione italiana della trasmissione non dovrebbe fare lo stesso con Andrea Delogu e Barbara Clara, in arte Cinema2? Va bene, è un’esagerazione. Ma quando capita una buona occasione, tanto vale spararle grosse. Tanto, poi si può sempre dire di avere scherzato. Le due dirette interessate però preferiscono un approccio più modesto. Sono contentissime della partecipazione a SNL (in onda dal 16 settembre alle 23 su Italia Uno), ma non hanno nessuna intenzione di fare le superdive in anticipo. Non che manchino i motivi per essere soddisfatte, visto che i loro singoli sono andati benissimo (soprattutto Suave, circolato largamente anche negli Stati Uniti e in America latina) e l’album Chicas de contrabando sta seguendo la stessa strada. Ma Andrea e Barbara preferiscono giustamente restare coi piedi per terra. Per il resto, non aspettatevi due ragazze tranquille, posate e seriose. Semmai, fanno pensare a quelle compagne di classe che venivano cazziate perché sghinazzavano in faccia al prof. E per fortuna. 

Visto che siete nel cast del Saturday Night Live italiano, nomi come John Belushi o Chevy Chase vi dicono qualcosa?
Andrea: Certo! Ma non pensiamo minimamente di arrivare a quei livelli. Per noi SNL è una buona possibilità. Certo, faremo anche imitazioni di sketch storici, ma è solo uno scherzo.
Barbara: Certo, li conosco, ma non erano miei idoli. Quando è arrivata la proposta per il SNL mi sono andata a rivedere le loro cose. Certo, noi siamo molto diversi dagli americani. La sfida è riuscire a non perdere quell’originalità senza copiare.

Nella vostra biografia si parla di rapporto di odio/amore fra di voi. Cosa vi piace e cosa non sopportate l’una dell’altra?
A.: Lei è venezuelana e i latini tendono a essere ritardatari. Ecco, lei riesce a essere sempre in ritardo di un’ora. Poi è impulsiva, non ha mezze misure, si infuoca subito. I difetti peggiori sono questi. Mi piace invece il fatto che sia molto sensibile e volenterosa, potrebbe lavorare giorno e notte.
B.: Quello che odio di lei è anche quello che amo. È metodica e precisa, porta a termine tutto quello che comincia. A volte, questo mi dà fastidio, perché lei mi sta addosso, mi fa osservazioni. Ma è anche una qualità che vorrei avere io, almeno un po’.

Perché il vostro album si intitola Chicas de contrabando?
A.: è il titolo di una delle canzoni, che racchiude la nostra vita durante i quattro anni di carriera. In questo periodo ho visto mia madre in media una volta ogni tre mesi. Ci siamo spostate continuamente: Miami, Los Angeles, la Spagna. L’idea del “contrabbando†è legato al fatto di abbattere le frontiere.
B.: E poi noi stesse siamo un po’ “di contrabbandoâ€. Non siamo vere cantanti, di quelle che hanno studiato per anni. Abbiamo passione per quello che facciamo, siamo ragazze da palco, ci piace comunicare.

Andrea si dichiara una grande fan di Bruce Springsteen. Come si concilia con quello che cantate?
A.: Diciamo che è un compromesso. Barbara è legata alla dance e alla musica latina, che io ho conosciuto molto presto perché ho una zia argentina. Quindi era più facile incontrarsi su questo terreno piuttosto che spostare lei verso il rock. Quanto a Springsteen, è un dio del rock. Quello che fa, lo fa solo lui.
B.: L’anima latina sono io. Ho sempre ascoltato Marc Antony, i Manà, mi piacciono salsa e merengue. Però il nostro album non è prettamente latino, ci sono anche spunti diversi: fra i musicisti che ci hanno aiutato c’è Andrea Mariano dei Negramaro. Quindi abbiamo conciliato la mia vena latina con quella più rock.

Meglio fare le popstar o lavorare in TV?
A.: Per me, in Italia è meglio fare entrambe le cose. Qui ti chiedono di fare tutto. All’estero è diverso, se un disco va bene, puoi semplicemente presentarti come cantante. E in America latina, il nostro album è andato bene.
B.: Il meglio è fare quello che ci piace, comunicare. Fare tv è difficile, perché ci sono molti paletti, c’è paura di rischiare troppo, per cui ti blocchi. Quindi, finisci per trovare altre vie per comunicare.

Nei vostri testi giocate un po’ a fare le provocatrici sexy, un po’ le romanticone. Come siete in realtà?
A.: Nei testi peschiamo dalle nostre esperienze. Ci conosciamo da sette anni, c’è capitato di prendere mazzate in amore e di consolarci. Nei momenti di buonumore invece tiri fuori la malizia. Comunque, quando mia madre ha letto i testi, mi ha chiesto spiegazioni.
B.: Diciamo che siamo simili ma diverse. Lei è romagnola, mora, è più seduttrice. Io sono venezuelana, la mia cultura è diversa, sono più romantica e sognatrice.

Come vi rapportate ai vostri ammiratori? Vi tormentano?
A.: Come capita a tutti quelli che hanno messo il naso nello show-biz, succede di avere a che fare con qualche psicopatico. C’è chi ci ha spedito mutande, chi ha mandato fiori a casa di mia mamma. In generale abbiamo un rapporto ottimo con chi ci segue, soprattutto con chi ci contatta su MySpace.
B.: è capitato anche di gente che ci ha scritto cartelli in autostrada. Non bado molto a quelli che ci stanno dietro. A volte mi hanno fatto sorprese carine, altre volte è stato meno piacevole. Mi ricordo di uno che aveva una felpa con i nostri volti e pretendeva di venire nelle nostre stanze per darcela.