Eleonora Pedron
Eleonora Pedron gioca a fare la vendemmia. Per Maxim e nella vita reale: il cinema l’ha appena vista nel cast di uno dei film rivelazione di questo autunno, Il Seme della discordia, la tv la vedrà protagonista nella fiction Medici Miei. Perché tanto successo? “Perché io sono il mio modello sexyâ€.
Foto Angelo Gigli - Testo Carlo Croci - Styling Mireille Comstock
“Quando studi troppo le mosse, non arrivi da nessuna parteâ€. Eleonora ragiona prendendosi tutto il tempo, spontaneamente. L’ha sempre fatto e non intende contravvenire proprio ora alla sua salutare regola di vita. Istintivamente, è seduta comoda sul divano del salone d’accoglienza all’interno della cantina vitivinicola Ca’ del Bosco, con l’altra location d’eccezione di questi scatti, la cantina Barone Pizzini, il teatro dove la stupenda ex Miss Italia è stata trasformata nella più bella venere che la vendemmia della Franciacorta abbia mai conosciuto. Non a caso, il commento eloquente di un raccoglitore è “se ci fosse lei a vendemmiare con noi, sicuramente la produzione andrebbe più veloceâ€. Le foto di questo servizio sono la prova evidente della battuta: Eleonora fa correre il sangue almeno quanto il suo fidanzato, il campione Max Biaggi, fa in pista con la sua superbike. Qui la corsa è dell’adrenalina su e giù per il corpo nel vederla dominare l’autunno consacrandosi a Bacco sul set del nostro fotografo Angelo Gigli. “Sono a mio agio. Cerco di essere sempre molto naturale sul set. Non mi piace mettermi in posa. Pensare che non sono nemmeno una gran bevitrice. Bevo solo quando si tratta di brindareâ€, scherza la ventiseienne padovana di Campo Sanpiero. Ora per Eleonora è proprio il momento giusto per alzare il calice: al cinema è ritornata con un ruolo piccolo ma decisivo in uno dei cult del 2008, la commedia agrosurreale di Pappi Corsicato Il seme della discordia; in Tv è protagonista con Elisabetta Canalis, Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti della sitcom Medici Miei. “In effetti è un bel momento. Sono soddisfatta di quello che sto facendo, ma quello che mi piace deve ancora arrivareâ€. Un monito dal sapore di piacevole minaccia.
Partiamo dal cinema. La piccola parte nel film di Pappi Corsicato vicino a Caterina Murino e Alessandro Gassmann cosa ti ha insegnato?
Moltissimo. Studio recitazione da tre anni e non è un mestiere semplice. Bisogna acquisire una buona base per potersi confrontare con ruoli sempre più grossi. Ho appena iniziato e per questo ringrazio una persona che mi segue nelle scelte professionali.
Ti sei riconosciuta nel ruolo della ragazza fatale?
Direi di sì. In realtà interpreto il ruolo di ragazza molto dolce. Dai tratti caratteriali delicati, una finta ingenua. Mi ci sono riconosciuta. Si è creato un bel contrasto con Caterina Murino, che aveva questo ruolo di donna più determinata. Pappi è un regista difficile, in grado di rendere bene i caratteri. Il risultato è una commedia alla Corsicato e lavorata in modo semplice e con il gusto per il dettaglio.
Giocando col titolo: cos’è per te il seme della discordia?
Ci sono tante cose che mi fanno arrabbiare. È come se ogni cosa che mi accade mi rimanesse impressa.
Se ti trovassi in una situazione come quella di Veronica nel film, rimasta incinta di un compagno sterile e sicura di non averlo tradito, come reagiresti?
Sicuramente reagirei come lei. Non sapendo cosa fare. Abortire è una reazione naturale. Bisogna tenere conto che il film gioca molto sull’assurdo della situazione. Mi piace molto questa surrealtà . I film troppo reali, alla gente non piacciono. Ti devi estraniare, devi avere la sorpresa.
Hai mai un forte desiderio di maternità , anche se sei molto giovane?
Sì, io sono cresciuta in una bellissima famiglia. Ogni mio pregio o difetto mi ricorda i miei. Sono la prima di dieci figli e sono sempre stata abituata a vivere con molta gente attorno. Mi piace fare la babysitter e sono sempre stata una grande ‘stressatrice’ con i miei fratelli. Ho un po’ l’indole della mamma maestrina. Sono sicuramente una di quelle persone che dà priorità alla vita privata sul lavoro. Sì, naturalmente lavoro molto, ma mantengo un equilibrio. Non riuscirei a fare a meno dei miei spazi privati in cui non ci sono obblighi e scadenze.
Essere bellissima è un vantaggio o uno svantaggio?
Decisamente è un vantaggio. Chi dice il contrario mente. L’impatto piacevole torna sempre a favore. Siccome siamo in generale molto meglio predisposti verso qualcosa di bello.
Un servizio di nudo, come lo vivi?
È un modo di mettersi alla prova. È simile alla recitazione, nel senso che devi interpretare il concept davanti alla macchina. È un po’ come recitare. Che sarebbe decisamente la mia dimensione preferita. Spero di continuare a farlo.
Sei in pace con il tuo corpo?
Sicuramente.
Cos’è per te essere sexy?
Sexy non è avere le forme e esporle bene o avere lo sguardo intenso ecc. Essere sexy è un movimento, una postura, un sapersi porre, una parola. Soprattutto sai cosa? Tutte queste cose devono essere fatte inconsapevolmente. L’istintività è sexy in una donna.
C’è un modello sexy?
Non sono bella ma sono sexy. Quindi direi io.
Tu sei il tuo modello sexy al femminile?
Sì, perché no?
Assolutamente. Cosa ti irrita in un uomo?
Non c’è una caratteristica in particolare. Il mio rapporto con l’altro sesso prima e ora durante il rapporto con Max è serenissimo. Non c’è nessun aspetto che mi irriti a priori perché forse non ho mai avuto l’ideale di uomo. Comunque, non vado in cerca del bello da calendario o da copertina.
Che rapporto hai con la velocità , tu che sei la donna di un proiettile umano su due ruote?
Diciamo che l’affronto bene se sono con qualcuno di cui mi fido. Altrimenti da sola ho qualche problema, e rallento. Una volta ero in pista a sciare ed è successo un casino. Io non scio bene, ho preso velocità in discesa e ho preso paura. Poi ho preso un pino ed è andato tutto bene.
Un pino? Ed è andato tutto bene?
Diciamo che ora scio solo se attorno non ci sono molti pini.
Diamo le definizioni ai tuoi più importanti partner lavorativi: Emilio Fede è…
Lunatico…
Pappi Corsicato è…
Difficile, un mix di briosità e grande professionalità . Anzi, cambio: è fuori schema e solare.
Alessandro Gassman?
Sempre scherzoso.
Sandro Piccinini?
Professionale.
Fabrizio Frizzi?
Brillante. E anche un uomo di un’umanità acuta. Quando a Miss Italia parlai della mia vicenda personale (la morte del padre in un incidente stradale poco tempo prima, ndr) fu comprensivo. Dimostrò di aver capito che il mio non era un subdolo tentativo di commuovere. Dovevo dire quella cosa (la dedica della eventuale vittoria al genitore, ndr) perché la sentivo dentro.
Te ne sei mai pentita?
No. Non mi pento facilmente.


