Destinazione Afghanistan
In moto da Milano a Kabul.
Di Alberto Motta
L’AVVENTURA DI VIVERE LIBERI
“Mi sento come un animale selvatico, che annusa vivace la vita in cerca di cibo, acqua fresca e un posto riparato per dormire: anche io non so dove mi sdraierò nelle notti che verranno, come mi procurerò il cibo e un giaciglio caldo dove fare riposare le ossa, anche io dovrò affinare il mio istinto di sopravvivenza per portare a casa la pelle. Ma questa è la mia natura: vivere libero come il vento che ora si sta alzando nella pianura.”
Così si presenta Marco Deambrogio (Valenza Po, 1966) e così presenta la sua ultima avventura in motocicletta, che ha deciso di rendere accessibile ai lettori meno intraprendenti attraverso il libro “Destinazione Afghanistan”.
IL VIANDANTE SOGNATORE
Pagine di un diario di viaggio in moto, e di uno dei piĂą insidiosi percorribili; da Milano a Kabul attraverso tempeste di sabbia, campi minati, catene montuose di 5000 metri, tempeste di cavallette. Deambrogio, vero Marco Polo del terzo millennio che ha sostituito la motocicletta al cavallo, conferma in questo recente viaggio (e lo testimonia il fotodiario che potete ammirare qui a fianco) la sua poetica di viandante sognatore. Con il suo bagaglio leggero riempito di istinto piĂą che di mappe o tecnologia satellitare, con una manciata frammentata di lingue per poter parlare con tutti coloro che incontra, con la voglia di raccontare, di capire e di adattarsi ad un mondo antichissimo e per lui nuovo.
TESTIMONIANZE DI PACE
«Nella vita ci sono due tipi di persone: quelli che restano a casa e gli altri», diceva Rudyard Kipling, omaggiando il coraggio di chi accetta il richiamo e la sfida della strada e del destino. Marco Deambrogio non appartiene a nessuna delle due categorie, perché, per lui, la casa è la strada, l’interminabile nastro di terra che è promessa di stupore, la rotta lungo cui questo navigatore di terra ferma ha eternamente bisogno di prendere il mare. E non deve essergli bastato il giro del mondo in moto del 2001 per placare la fame di nuovi orizzonti se l’anno dopo, deciso a portare una testimonianza di pace nell’Afghanistan devastato dalla guerra angloamericana ai talebani e una donazione a un centro di primo soccorso aperto da Emergency è tornato in sella per una nuova impresa, affascinante e rischiosa. E allora via, dall’Italia ai tesori di Samarcanda passando per la vecchia Russia, tra incontri bizzarri e avventure da brivido, jazzisti sul Mar Baltico e colazioni all’alba nel deserto, impenetrabili città -cosmodromo e doganieri corrotti che amano Adriano Celentano, attacchi di locuste e profumati bazar, carri armati che diventano giocattoli e tunnel senza luce che attraversano le montagne, bicchieri di vodka e volti dai profili sconosciuti. In fondo, il percorso attraverso l’Afghanistan degli estremisti religiosi e dei marines – così diverso dai libri letti quando andare lontano era un sogno di ragazzo – terra cosparsa di precetti disumani, di mine, di macerie e delle lacrime di bambini feriti. Un viaggio vissuto con la sincera passione e la fame di libertà di chi non si considera mai «di passaggio». Perché la casa è proprio qui. E’, ancora una volta, la strada che stai percorrendo.
DESTINAZIONE AFGHANISTAN
“Destinazione Afghanistan” edito da Sperling & Kupfer è anche un’iniziativa benefica: l’autore e l’editore si impegnano infatti a versare 50 centesimi per ogni copia venduta a favore di Emergency (che cura la prefazione del libro). L’iniziativa di Deambrogio è nata infatti come raccolta fondi e sensibilizzazione umanitaria. Il viaggio intrapreso da Marco inizia a Milano e si conclude – non a caso – nell’ospedale di Emergency a Kabul.



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