Martens vs Timber
L’arrembante anfibio Dr. Martens contro il classico boot Timberland. Progressismo contro conservatorismo. La politica ai nostri piedi.
di Stefano De Bernardi
Trend
DR.MARTENS BAROCK’N’ROLL. QUANDO IL CLASSICO NON VUOL DIRE BANALE.
Grazie di tutto e tanti saluti a Jean-Paul Gaultier, Corinne Cobson, Yohji Yamamoto e Raf Simons (in rigoroso ordine cronologico). Grazie e avanti un altro. Comptoir des Cotonniers? Presente.
Dr. Martens ha cambiato partner. E il risultato è sotto gli occhi di tutti. Si passa dall’anfibio rampante all’anfibio più classico (ma non per questo convenzionale) realizzato in morbido suede. Con quel marrone dettagliato d’arancio che fa molto serata chic a Madonna di Campiglio o quel grigio ghiaccio a braccetto col blu royal non poco snob. Una collezione molto “barock’n’roll” che s’innesta con nonchalance nella tendenza pret-a-porter di questo autunno/inverno. Grazie quindi a Gaultier e fratelli. E benvenuto al nuovo alleato. Pronto a far le scarpe a tutti.
Brand
TIMBERLAND IMMORTALE. MA TROPPO DILIGENTE.
Timberland è come la Juventus: non muore mai. Anche perché la pelle impermeabile che riveste dalla notte dei tempi i boots per antonomasia non riesci a scalfirla nemmeno con la punta dei bastoncini da trekking. Per questo giro, la Timber si è messa la trapunta e, come se non bastasse, se l’è pure verniciata con una pennellata di nero o khaki. Per il resto, i modelli sono sempre quelli, marron glacé, nero e blu scuro, tanto per cambiare. Tonalità eleganti, senza dubbio, ma diligenti, standard. Che non danno nulla in più rispetto alla collezione dello scorso autunno/inverno. Ma che importa. Timber non muore mai. E di certo non morirà ora che inizia a fare un freddo boia.

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