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No, non è uno scambio di persona. Semplicemente, Francesco Renga si è fissato: far ascoltare la sua voce a tutto il mondo. A costo di sacrificare (un po’) Ambra e Brescia. Vuoi vedere che ce la farà?

di Carlo Croci - foto di Alessio Pizzicannella

L’ultima volta che aveva cantato una cover era il 1990. Francesco Renga aveva 22 anni, i capelli lunghissimi da rocker, suonava con la sua prima vera band, i Timoria, e di Ambra Angiolini sapeva al massimo dalla tv per vederla condurre ogni giorno Non è la Rai. Si trattava di Pugni chiusi degli Area, inserita nell’album dei bresciani Colori che esplodono. Da allora sono passate molte canzoni e molti anni, dischi con i Timo e dischi solisti, vittorie a Sanremo e figli con Ambra, ma di cover mai più l’ombra. Fino ad ora. A fine 2009 il bresciano nato a Udine riparte esattamente da lì, da quella reinterpretazione del suo idolo Demetrio Stratos che 19 anni fa aveva reso in chiave desertica. La differenza tra allora e oggi? Un’orchestra di 60 elementi ad accompagnarlo e un progetto ambizioso attorno: cantare i ‘suoi’ classici magistrali del pop italiano per riscoprirli insieme a un pubblico nuovo e mondiale. Da L’immensità a Se perdo te passando per gemme più oscure come L’ultima occasione. Un album transitorio? Sì, ma con l’intento di farsi largo nel mondo, in attesa di sfornare il vero nuovo album nella prima parte del 2010.

ORCHESTRA E VOCE DA DOVE NASCE?
Ci sarebbero molti modi di rispondere. Sicuramente nasce dalle canzoni della mia fanciullezza cantate da mia madre mentre faceva i mestieri. Sono cresciuto con quelle voci in sottofondo e in qualche modo alcune di queste mi hanno accompagnato fino a oggi. Lei mi ha fatto conoscere Aznavour, Del Monaco, Un amore così grande per esempio. Mi piaceva l’idea che la mia voce diventasse lo strumento al servizio della musica e dell’Italia per dare l’immagine migliore di sé.

QUINDI L’IMMAGINE MIGLIORE DELL’ITALIA È UNA FOTOGRAFIA DEL PAESE NEGLI ANNI SESSANTA, IL DECENNIO DA DOVE HAI PESCATO TUTTI I BRANI.
Non è l’unico naturalmente, non voglio dire questo. Certamente è uno dei periodi più fertili e prolifici. La gente cantava le canzoni degli italiani nel mondo e se mi guardo intorno ora non posso che avere la conferma. Ora l’Italia è un paese che mi fa sempre più orrore. Orrore è la parola giusta. Non esistono più certe canzoni. Magari ci sarà un miglioramento in futuro, chissà, ma a oggi vedo davvero una calma piatta e poca voglia di mettersi in gioco.

PER QUESTO HAI DECISO DI FARE DA INTERPRETE. SEMBRA UNA SCELTA UN PO’ IN CONTRASTO CON TUTTO QUELLO CHE HAI FATTO FINORA: SDOGANARTI CIOÈ COME AUTORE COMPLETO?
La scelta è stata di tentare di arrivare come un interprete nel mondo. Una voce italiana. Questa è stata la sfida che mi sono imposto con questo disco. Non è che non voglia più cantare e comporre cose mie, ma dopo l’ultimo mio disco Ferro e cartone che è stato un progetto complicato ed elaborato in cui c’era la parola al centro, sentivo l’esigenza di tornare a mettere la voce in primo piano.

UN DISCO DI COVER NEL MOMENTO IN CUI TUTTI I FUORIUSCITI DI AMICI E X FACTOR STANNO INVADENDO IL MERCATO CON VERSIONI DI ALTRI: NON SI RISCHIA LA SATURAZIONE DA RIASCOLTO?
No, perché c’è un significato dietro. Un percorso fatto di esperienze. Non voglio sentenziare su show che non seguo, a parte qualche stralcio di X Factor, ma c’è una bella differenza nell’approcciare non solo i brani di altri ma la musica in generale di questi spettacoli. Passa il messaggio che la musica sia un colpo di fortuna, che non sia sudore del palco, tante date frutto di chilometri fatti per strade e tante ore a farsi il culo provando. Non sono veri artisti, poi dovranno dimostrare tutto. Come sta facendo Giusy Ferreri.

TRA L’UNO E L’ALTRO QUALE BUTTI DALLA TORRE?
Amici. La cosa più deleteria di Amici è il gioco al massacro di ragazzini che sono coscienti del meccanismo televisivo e lo alimentano consapevolmente.

CHE NE PENSI DELLA TV?
La mia idea è che questa purtroppo è  la tv.

COSA TI SPAVENTA DI ANDARE A PROPORTI IN PAESI DOVE NON SEI NESSUNO?
Non mi spaventa niente. Anzi, mi eccita molto l’idea di farlo. Se nessuno mi conosce, nessuno ha né giudizi né pregiudizi sulle mie canzoni. L’ideale per avere una risposta sincera, non filtrata. Mi piace molto anche l’idea di dover viaggiare molto, conoscere nuovi posti. Il mio centro però, la mia famiglia, rimarrà sempre qui.

COME REAGISCE AMBRA A QUESTO GIRO DEL MONDO?
Tranquillamente, lei magari mi seguirà quando sarà possibile farlo.

COME HAI REAGITO AL FILM HOT DI AMBRA APPENA USCITO NELLE SALE, “CE N’È PER TUTTI�
Non sono geloso, quindi nessun problema. Non mi dà fastidio se deve fare un film sexy perché è una mamma… la madre dei miei figli.

TI SENTI ANCORA ROCK’N’ROLL NELLA VITA?
Certo, lo sarò sempre.

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