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Halle Berry
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L’attrice premio Oscar torna con un film intenso e “maudit†che ce la riconsegna più bella che mai.

di Barbara Zorzoli - foto di Michael Kappeler

La saga di X-Men le ha dato la notorietà, il film Monster’s Ball, invece, l’Oscar come miglior attrice. E pensare che sarebbe potuta diventare una collega giornalista. Invece Halle Berry ha saggiamente optato per il cinema: merito di talento, bellezza, intelligenza, e una grinta incredibile (dovuta, racconta lei, al “suo†diabete tipo 1). Ora, a 41 anni, Berry è in procinto di diventare madre, e torna al cinema impegnato con il film drammatico Oltre il fuoco.

Com’è stato lavorare con Susanne Bier?
Interessante. Il suo metodo lascia molto spazio all’improvvisazione: attore e regista in questo caso collaborano e apportano insieme dei cambiamenti allo script.

C’è differenza tra l’essere diretti da un regista uomo o da una donna?
Direi di no, è solo questione di feeling, di affinità. Susan ed io ci capivamo senza bisogno di parlare: a volte basta un’occhiata.
Cosa ti è piaciuto del tuo ruolo?
La sua intensità. Si parla spesso della difficoltà tutta hollywoodiana di pensare e quindi scrivere ruoli per donne…
Questo è un vero problema. I pochi ruoli di qualità sono scritti da uomini, per uomini. Così quando esce un ruolo appetibile come questo, tutte le attrici disponibili si scatenano.

Anche in questo caso?
Certamente. Il fatto che molte attrici si siano presentate per la parte, dimostra quanto si senta il bisogno di ruoli femminili da protagonista.

Cosa ha significato ricevere un Oscar?
È stata la cosa più grande capitata nella mia vita, un avvenimento che assume ancora più significato per una persona di colore e per giunta donna.

E la vita, la carriera, le proposte poi cambiano?
Non direi. Il cinema è un’industria molto competitiva, per qualsiasi cosa bisogna combattere.

E tu combatti?
Combatto e ho combattuto soprattutto in passato, quando mi sentivo dire che non ero abbastanza nera per interpretare ruoli da afro-americana, e che non avevo abbastanza glamour per poter affrontare parti drammatiche!

Mai pensato di lavorare in Italia?
Sì, mi piacerebbe molto.

E lavorare invece con un regista italiano?
Gabriele Muccino ha davvero talento, salterei di gioia se potessi lavorare con lui.
Non ci sono dubbi che la maternità renda belle, ma tu sei addirittura raggiante. Come ti senti?
Al settimo cielo, felice come non mai.

Facciamo un gioco prendendo spunti da tuoi ruoli: in X-men, Tempesta è una superdonna dotata di straordinari poteri. Cosa vorrebbe Halle di Tempesta?
Mi piacerebbe essere in grado di fare cose straordinarie, fuori dal comune…

Quindi, il potere di…
Volare.

Di Catwoman invece vorresti…
Il suo senso di potere, la sua consapevolezza. Sai, questo è un ruolo a cui sono davvero affezionata…

Perché?
Perché incoraggia a mostrarsi per quello che si è, e questo è il miglior messaggio che si possa dare.

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