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Liv Tyler
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Liv Tyler

La stupenda Liv annega le pene d’amore nel lavoro. E sul set di Hulk racconta di aver provato molta molta paura.

di Karin Ebnet foto James White

Bocca grande e labbra morbide, occhi azzurro cielo e corpo da pin-up. Non è cambiata poi molto Liv Tyler in questi dieci anni, da quando l’abbiamo vista sbocciare a soli diciannove anni sul set di Bertolucci in Io ballo da sola ad oggi, ormai matura poco piĂą che trentenne. Almeno fisicamente. Nel cuore, invece, ha qualche cicatrice in piĂą, dovuta alla recente separazione dal marito, il rocker Royston Langdon (sono stati sposati per cinque anni), col quale ha avuto Milo, il figlio di tre anni e mezzo a cui ora dedica tutto il suo tempo libero. Tempo che ruba al lavoro, unico rimedio efficace per lenire il dolore della solitudine. Per questo, dopo aver centellinato le sue comparse sul grande schermo (vista di recente solo nelle vesti dell’eterea Arwen nella trilogia del Signore degli anelli e al fianco di Adam Sandler in Reign over Me), ora torna con ben tre film. Nella comedy-drama Smother (con Diane Keaton), nel thriller The Stranger e nei panni di Betty Ross (quelli che furono di Jennifer Connelly nel film di Ang Lee), la fidanzata dell’Incredibile Hulk. É proprio tempo di lavoro, di cui parla a raffica, ma sulla sua vita privata, avvisa, non dirĂ  una parola, a parte…

“Non ho rimpianti per tutto quello che ho vissuto fino ad oggi. Il fatto di fare un lavoro che mi rende famosa non vuol dire che io non sia un essere umano come chiunque altro, e la mia vita non è perfetta proprio come non lo è quella di nessuno. Anche a me accadono cose che non vorrei e con cui devo fare i conti, ma sono fortunata perché faccio un mestiere che amo. Recitare è una magia che ti regala emozioni immense e ti permette di uscire dalla tua pelle per un po’. Una fortuna per cui sono davvero grata”.

Il personaggio di Hulk insegna che è importante controllare la rabbia. Lavorare a questo film l’ha aiutata in tal senso?
Per fortuna non sono una persona che si arrabbia facilmente. Anzi, forse dovrei imparare da Hulk la lezione contraria, far uscire la rabbia al di fuori. Di solito provo empatia per le persone e, anche se si comportano male con me, mi chiedo sempre qual è la ragione che sta dietro ai loro gesti e cosa posso fare per aiutarli. Solo che, così facendo, mi tengo tutte le emozioni dentro e questo mi rende un po’ triste.

E con la paura invece, che rapporto ha?
Credo di essere equilibrata. Ho tante paure, ma riesco a tenerle sotto controllo e mi considero comunque abbastanza coraggiosa. Inoltre non sono una di quelle persone che si vergognano a mostrare le proprie debolezze. Così, quando mi capita di avere timore per qualcosa, lo esterno senza problemi. Anche sul set. Quando si è ormai nel pieno della notte, dopo che si è lavorato per ore e la concentrazione inizia a diminuire, comincio a non sentirmi più troppo al sicuro, soprattutto nelle scene d’azione. Ma a volte non si può scegliere di fermarsi.

Le è capitato di avere paura anche sul set dell’Incredibile Hulk?
Un sacco di volte. Come nella scena in cui dovevo fuggire di fronte a un carro armato che mi rincorreva. É stato alquanto inquietante. Anche se, in realtà, è stato così un po’ tutto il film. In fondo il personaggio di Betty è una donna che si ritrova faccia a faccia con un mostro in continuazione. Ma lei riesce sempre a vedere Bruce Banner dietro alla maschera di Hulk. Lei sì che è davvero coraggiosa.

Che cosa l’ha spinta ad accettare la parte in Hulk? Non la si vede spesso interpretare film in computer grafica.
Da piccola adoravo il telefilm. Lo guardavo sempre insieme a mia madre. Non me ne perdevo una puntata. Così, quando si è presentata l’occasione, ho detto di sì senza nemmeno leggere il copione. Cosa che di solito non faccio mai. Cerco sempre di capire prima com’è il personaggio che devo interpretare e di capire come sarà il film. Con Hulk sono stata fortunata. Il copione scritto da Edward (Norton, ndr) era davvero bello.

Come si è preparata al ruolo?
Ho letto milioni di fumetti e rivisto la serie tv. Ma l’aiuto più grande me l’ha dato Edward. É uno scrittore dotato di talmente tanta fantasia che ha scritto, per ognuno dei personaggi, la storia del loro passato. Chi sono, da dove vengono e perché fanno quello che fanno. Un approfondimento psicologico a 360° gradi. Era impossibile non identificarsi con Betty sapendo tutto quello che conoscevo di lei.

Nella sua vita ha recitato in tanti film e fatto moltissime cose, tra cui la modella. Di cosa è particolarmente orgogliosa?
Essere madre. Dare alla vita un bambino mi ha fatto sentire davvero orgogliosa per la prima volta nella vita. Fino ad allora le mie gratificazioni erano comparire davanti ai flash dei fotografi e venire considerata da registi importanti. Mettere alla luce Milo ha cambiato completamente le mie priorità nella vita. Creare una famiglia è la cosa più bella che possa capitare a una donna, non importa quanta fatica comporti.

Com’è cambiata la sua vita da quando è madre?
Sono più consapevole di me. Prima ero un po’ confusa. Lavoravo da quando ero una ragazza, cercando di non perdere mai l’attimo. Ma era come se le cose accadessero da sole.
Cioè?
Non erano frutto di scelte ponderate. Ora invece ho ritrovato la calma. Da quando sono madre mi sento anche finalmente donna e pronta a impugnare la mia vita. Non me la lascerò più sfuggire dalle dita.

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