Luca Manca - Faraone
Ha fatto “riscaldamento” in Tunisia, scenderĂ in campo in Sudamerica, per difendere il tricolore alla Dakar 2010. Destinazione Buenos Aires.
di Claudia Bidasio
Basta guardare come cambia la sua espressione quando si parla di moto per capire come ha fatto ad arrivare alla Dakar. Il suo sorriso parte dalla bocca e sale su, fino agli occhi. Tu parli e non ti ascolta più, la sua mente chissà in quale deserto si trova, a caccia della duna più alta da scalare. E’ difficile immaginare un Marcantonio di un metro e novanta come lui rannicchiato su una moto, eppure Luca Manca, 28enne di Sassari, in sella ci passa come minimo 4 ore al giorno. Soprattutto in questo periodo di preparazione alla sua prova più importante: la Dakar 2010, che partirà il 1 gennaio da Buenos Aires, la seconda edizione sudamericana di quest’incredibile gara che è fra i sogni di ogni pilota di rally che si rispetti.
Abbiamo incontrato Luca in Tunisia, a Cartagine, per la prima edizione della Enduro Carthage, una competizioni sperimentale inventata da Alessandro “Ciro” de Petri, uno che di rally africani se ne intende. Manca è qui con i colori della scuderia M&M di Udine, la stessa che lo accompagnerà oltreoceano, e con la sua TM 530 si destreggia benissimo in mezzo al fettucciato, tant’è che si piazza al quarto posto assoluto. Lo avviciniamo alla fine della gara, mentre si stiracchia indolenzito e si mette l’immancabile berretta.
LUCA, QUINDI E’ STATA LA PROVA UFFICIALE DELLA DAKAR?
Diciamo che è stato un buon allenamento. La vera prova è stato il rally dei Faraoni, dove sono arrivato secondo.
QUANDO PARTI PER L’ARGENTINA
Il 27 dicembre. Le moto me le dà KTM, il team di supporto invece è l’M&M di Udine di Mauro Sant che in fatto di rally è un’istituzione. E’ quattro anni che mi segue. Il mio sponsor ufficiale è Italcementi.
IN UNA GARA COME LA DAKAR, QUANTO CONTA IL TEAM?
Il 60%, sia a livello mentale che meccanico. Il tuo team deve cercare di farti stare sereno, in qualsiasi situazione, se cadi, se hai sbagliato o sei vai troppo forte. Ti consiglia e crea con te una strategia di gara.
IN MEDIA, QUANTI CHILOMETRI E’ LUNGA UNA TAPPA DELLA DAKAR?
Le tappe superano in media i 400 km al giorno. Generalmente sono precedute da un po’ di trasferimento e poi a tutto gas in speciale.
CHI SONO I TUOI AVVERSARI PIU’ FORTI IN QUESTA DAKAR?
Coma, Despres, Casteau, Fretignè, Villadoms, Pain, Rodrigues…insomma tutti quelli che sono arrivati fra primi dieci l’anno scorso.
MA DIMMI, COM’E’ CHE DALLA SARDEGNA SEI ARRIVATO NEL DESERTO AFRICANO?
Quella per le moto è una passione che ho preso da papà . Ho cominciato a sei anni con il mini cross. Giravo così tanto in giardino che all’ora di pranzo mamma mi rincorreva urlando. Quando poi mi lamentavo perché ero caduto mi diceva: “ Se non smetti di piangere ti do il resto!”. Dopo un inizio nel cross sono passato all’enduro e, in fine, ai rally. Il primo è stato a 23 anni, a Dubai.
LA PRIMA MOTO E’ COME IL PRIMO AMORE, NON SI SCORDA MAI.
E’ già , la prima è stata una Grizzly Malaguti. Che brutta! La mia prima moto da cross,invece, una Kawasaki.
QUAL E’ Il PEGGIOR INCUBO DI UN PILOTA ALLA DAKAR?
Sicuramente quello di farsi male e di rimanere ore in terra ad aspettare i soccorsi.
QUAL E’ LA COSA CHE TI MANCA DI PIU’ QUANDO SEI NEL DESERTO?
Niente, quando sono nel deserto penso solo al deserto, mi isolo dal mondo, penso ad andare piĂą forte e a trovare la strada piĂą facile per superare gli ostacoli. Non mi mancano le comoditĂ , potrei dormire anche in una caverna.
HAI MAI AVUTO UN MIRAGGIO?
Sì. Quando fai tanti chilometri nel deserto dopo un po’ ti sembra tutto uguale. Una volta ho visto una pietra, un ostacolo grande, e invece era un miraggio. Mi sono quasi insabbiato a forza di frenare. Ci vuole esperienza.



Commenti
Grandissimo Luca ti vogliamo in forma e sorridente come in questa foto!
Ti aspettiamo tutti a braccia aperta….
non sapevo che luca fosse così campione!
quando tornerà a sassari lo intervisterò...
bye MancA
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