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Marco Bortolami - Vita da rugby Campioni

Marco Bortolami - Vita da rugby

Martina Guiggi - Sotto Rete Campioni

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Marco Bortolami - Vita da rugby
Marco Bortolami - Vita da rugby

Marco Bortolami - Vita da rugby

Il calcio, la famiglia, i calendari gay, il golf, il blog, e skype. Ritratto di un rugbista di nuova generazione.

di Giacomo Brumoro - foto di Julian Hagreaves

Marco Bortolami è un fenomeno: a soli 28 anni è già il giocatore con maggior numero di presenze con la maglia azzurra tra quelli in campo nel Six Nations ed è stato a lungo capitano della Nazionale. Nel 2004 ha lasciato il Petrarca Padova per andare a giocare in Francia con il Narbonne, e dal 2006 si è accasato al Gloucester, in Inghilterra (anche qui, tanto per cambiare, diventa capitano nel giro di un anno). Bortolami potrebbe essere l’esempio perfetto del rugbista di nuova generazione: intelligente, faccia pulita, 110 chili di muscoli scolpiti su 196 centimetri, immagine vincente. Ho usato il condizionale perché non ha ancora posato semi-nudo per un calendario, l’elemento che più di ogni altro ha sdoganato la figura del rugbista al grande pubblico di casa nostra.

MARCO, QUANTO DOVREMO ASPETTARE PER VEDERTI SU UN CALENDARIO?
Tantissimo, dato che stai parlando di una cosa impossibile. Di questo sono sicuro, per lo meno finché gioco qui in Inghilterra. So bene che noi rugbisti siamo diventati vere e proprie icone gay, basta vedere cosa succede in Francia con i giocatori dello Stade Francais… ma qui in Inghilterra è impensabile che un giocatore di rugby posi nudo o in mutande per un calendario: c’è troppa considerazione, troppo rispetto per questo sport perché una cosa del genere possa succedere. Qui il rugby è preso ancora come un punto di riferimento educativo, non è semplicemente lo sport nazionale.

MI SEMBRA DI CAPIRE CHE LA SITUAZIONE È DECISAMENTE DIVERSA DA QUANTO SUCCEDE IN ITALIA CON IL CALCIO.
Ecco, hai toccato un nervo scoperto: da quando il rugby è diventato popolare anche in Italia non passa giorno che non ci sia un paragone con il calcio. Da italiano lo capisco benissimo: noi rugbisti siamo passati da fenomeno sportivo di nicchia a fenomeno di costume saltando il passaggio fondamentale, e cioè quello di sport di massa. Paragoni del genere non esistono in Francia o in Inghilterra. Il fatto che in Italia manchi una vera cultura sportiva poi peggiora le cose, dato che lo sport sta diventando sempre di più un modo come un altro per arricchirsi o per finire in copertina sui giornali. E così finisce che noi rugbisti siamo considerati semplicemente una moda.

NON POSSO CERTO DARTI TORTO, MA È COSÌ NEGATIVA L’IMMAGINE DELL’ITALIA SE LA SI GUARDA DA FUORI?
No, assolutamente. I lati positivi di noi italiani sono tanti, tantissimi, e da quando vivo all’estero ho iniziato ad apprezzarli sempre di più. Certo, allo stesso tempo ti accorgi anche in maniera più evidente dei nostri difetti, ma ti posso assicurare che anche francesi ed inglesi sono tutt’altro che perfetti.

INGLESI E FRANCESI CHE, PER TORNARE SUL CAMPO DI RUGBY, RESTANO I FAVORITI PER QUESTO SIX NATIONS, O SBAGLIO?
No, non sbagli, anche se sono convinto che la squadra da battere quest’anno sia il Galles, con la Francia subito dietro. Per noi sarà un Sei Nazioni delicato e difficilissimo, ma sono sicuro che daremo il massimo.

IL RUGBY È UNO SPORT DURO, DURISSIMO: COSA FAI QUANDO SEI FUORI DAL CAMPO?
Il rugby è prima di tutto fatica. Tanta fatica. Il tempo libero per noi professionisti non è molto, perché tra allenamenti in campo, in palestra e sessioni tattiche siamo sempre occupati. Ecco perché ho imparato ad essere geloso del mio tempo libero. Per prima cosa cerco di dedicare più spazio possibile alla mia famiglia, soprattutto ora che siamo in tre (a gennaio Marco è diventato papà, ndr). Poi mi piace restare in contatto con i miei amici, che sono sparsi in tutto il mondo: per fortuna che c’è internet altrimenti, non saprei proprio come fare.

ANCHE TU VITTIMA DI FACEBOOK E DEL SOCIAL NETWORKING?
No, quello è un mondo da cui mi sono sempre tenuto lontano. Utilizzo le mail e skype per tenermi in contatto con la mia famiglia e i miei amici veri, mentre per tutti i miei tifosi ho un diario sul mio sito che cerco di tenere aggiornato il più possibile, anche con foto e video. Preferisco evitare però di mettere troppo in mostra la mia vita privata: per questo motivo sono uno dei pochi rugbisti azzurri e non avere l’account su facebook.

E IL TUO SEGRETO PER RILASSARTI? IMMAGINO CHE LO STRESS FISICO E MENTALE PER UN RUGBISTA NON SIA COSA DA POCO.
Vero, ma ho trovato un modo per risolvere il problema: il golf. È lo sport perfetto per liberare la mente, per rilassarsi e per scaricare la tensione accumulata sul campo. Quando giochi a golf sei di fronte soltanto a te stesso. E ti posso assicurare che è in quei momenti che le cose si fanno maledettamente difficili.

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