L’ultima sfilata Moda

L’ultima sfilata

Grand Theft Auto IV Games

Grand Theft Auto IV

Accessori… indispensabili Motori

Accessori… indispensabili

Vittorio Brumotti - Extreme Biker Campioni

Vittorio Brumotti - Extreme Biker

Matt Damon - Nobile meta
Matt Damon - Nobile meta
galleria

Matt Damon - Nobile meta

L’attore si cala nel ruolo del campione di rugby che ha unito il Sudafrica dopo l’apartheid. Perché non si vive di solo Bourne.

di Barbara Zorzoli - foto di Sheryl Nields

Un paio di anni fa, People lo aveva eletto “Sexiest Man Aliveâ€, ma lui, Matt Damon, 39 anni, lontano dal carisma della super spia Jason Bourne, aveva detto di non sentirsi degno di un riconoscimento simile. Infatti, nella vita di tutti i giorni Matt è un tipo semplice, sposato con Luciana Barroso e tre volte padre (Gia Zavala, un anno, Isabella, 3 anni, e Alexia, 10, figlia che la Barroso ha avuto da una precedente relazione e che Damon ha adottato). Ora, torna sul grande schermo con Invictus, pellicola ispirata alla vita di Nelson Mandela (interpretato da Morgan Freeman) e diretta da Clint Eastwood. Matt veste i panni di Francois Pienaar, capitano della nazionale di rugby sudafricana durante la Coppa del Mondo di rugby del 1995.

Cosa ci racconti di questo tuo nuovo lavoro?
Inizio col dire che è stato per me è stato un vero piacere lavorare con due colossi come Clint Eastwood e Morgan Freeman. Il film ha poi una valenza molto importante: attraverso la storia del mio personaggio, la star del rugby Francois Pienaar, si tocca con mano quanto lui, insieme a Nelson Mandela, abbia dato a bianchi e neri una causa comune da perseguire: vincere la Coppa del Mondo nel 1995, nel periodo in cui il Sudafrica si stava leccando le ferite provocate dall’apartheid.

Spesso sei impegnato in ruoli fisici, come questo. Pratichi regolarmente sport?
Quando riesco, tiro di boxe, gioco a golf e vado a cavallo.

Toglimi una curiosità: in molti film ti vediamo trasformato, ingrassato anche di parecchi chili. In questi casi che dieta segui?
Una dieta che definirei liberatoria e per questo bella.

Sarebbe?
Per qualche mese mangio tutto ciò che mi capita a tiro! Mentre di solito devo stare molto attento alla mia alimentazione, e soprattutto allenarmi costantemente in palestra, cosa che in regimi ingrassanti mi è proibita.

Altre volte ti trasformi caratterialmente. è il caso del tuo personaggio in The informant. Sai raccontare le bugie come lui?
No! (ride).

Come mai?
Perché per mentire servono molta energia, molta memoria, molta convinzione e io sono troppo pigro per ricordami tutto questo. Ci vuole energia, spudoratezza e anche equilibrio, altrimenti vieni smascherato e la bugia diventa un boomerang contro di te. Meglio evitare!

I personaggi che scegli cosa devono avere per attrarti?
Non piacciono i personaggi buoni o cattivi. Mi piacciono personaggi dinamici, con lati molto oscuri ma al contempo con un lato umano che viene fuori, magari, da un legame sentimentale o roba simile. Cerco di valutare a fondo tutti i pro e i contro del ruolo. Comunque, in linea di massima, voglio provare sempre cose nuove, lavorare con persone diverse. Il mio sogno è riuscire a lavorare con tanti registi su tanti progetti diversi.

Tra la serie di Bourne, Syriana, The Good Shepherd e poi The Informant, sarai diventato un esperto di spionaggio…
In realtà, mi limito solo a leggere le notizie sui giornali ed è già abbastanza per me. Quello che accade nel mondo tutti i giorni fa davvero paura. Il punto però è un altro: ogni nazione avrà sempre bisogno di un’agenzia di spionaggio, ma oggi vedo un’erosione dei nostri diritti costituzionali che mi preoccupa molto.

Quanto deve la tua carriera a Jason Bourne?
Ti racconto com’è andata. Ero un attore finito, avevo interpretato due film andati non molto bene. Le offerte di lavoro erano poche e poco interessanti. Poi esce The Bourne Identity, guadagna un sacco di soldi e io ricevo subito una trentina di offerte differenti. Quindi, per rispondere alla domanda, Jason Bourne mi ha aiutato moltissimo. Grazie a lui, ho avuto la possibilità di partecipare a progetti belli e rischiosi come Syriana e The Good Shepherd e a tutti i miei ultimi film. Ma soprattutto interpretare Jason ha rinforzato la fiducia in me stesso, come attore e come uomo.

Hai l’aria della persona discreta. Come vivi la popolarità?
Non è facile navigare nel mare della popolarità. Non esistono manuali di comportamento, devi agire in base a quello che senti e che sei e semmai utilizzare la fama per scopi nobili.

Come aiutare le popolazioni africane? (Matt ha creato l’H20 Africa Foundation per finanziare la creazione di pozzi e ha prodotto un documentario per finanziare l’impresa)
Se sei famoso, puoi puntare l’attenzione su quello che conta davvero. È un’opportunità e una responsabilità. Il timore di molti attori, in questi casi, è di trovarsi a discutere di cose che non è facile comprendere fino in fondo e risultare superficiali. Io ho risolto il problema partecipando di persona al progetto che ho scelto di sostenere e parlando solo quando ho qualcosa da dire.

Ultima domanda. Secondo te, è corretto accettare di essere il volto pubblicitario per un prodotto che non è proprio etico?
Sì, se il cachet viene speso per aiutare gli altri, un po’ come faceva Paul Newman con la sua azienda di prodotti alimentari, la Newman’s Own, i cui profitti venivano reinvestiti in programmi educativi e caritatevoli. L’importante è il fine, anche se il mezzo, spesso, non è proprio dei più nobili.

GUARDA IL TRAILER DI “INVICTUS”

Commenti

Non ci sono ancora commenti

Di la tua





Commento:

Ricorda le mie informazioni

Avvisami se ci sono commenti in risposta


Maxim ha deciso di non moderare i commenti, quindi vi chiediamo di rimanere "casti e puri". Ci riserviamo però il diritto di rimuovere i commenti che riterremo volgari o offensivi. Uomo avvisato...