Riccardo Montolivo - Visionario
Lippi lo tiene sotto controllo, lui intanto smazza passaggi decisivi e non si lascia scappare la bella vita di Firenze.
di Joni Scarpolini - foto di Nicola Favaron
Riccardo Montolivo ha la mamma tedesca. E lo capisci dalla precisione certosina con cui piega i vestiti indossati durante lo shooting, manco stesse ricamando un assist per Mutu o Gilardino. Ecco perché il ruolo di playmaker, colui che mette ordine nel casino del centrocampo, sembra sia stato inventato apposta per lui. Riccardo Montolivo ha anche una fidanzata segreta. Che poi tanto segreta non è. Addentrarsi però nella sua vita sentimentale è difficile quanto strappargli il pallone dai piedi.
A PROPOSITO, IN AMORE CONDUCI IL GIOCO COME IN CAMPO? QUESTO ALMENO CE LO PUOI DIRE.
Mi piace corteggiare, prendo sempre io l’iniziativa.
E TRA TE E CRISTINA (DE PIN, MODELLA, NDR), CHI è STATO A DARE IL CALCIO D’INIZIO?
Non te lo posso dire. Comunque stiamo bene.
CI ABBIAMO PROVATO. QUAL è IL COMPAGNO DI SQUADRA PIù PROVOLONE CHE HAI CONOSCIUTO?
Tranne negli ultimi mesi, qui alla Fiorentina sono sempre stato single e la maggior parte dei miei compagni è fidanzata o sposata. Sicuramente quello più attivo era Bojinov, finché non si è fidanzato pure lui.
SODDISFATTO DELLA TUA STAGIONE PASSATA?
Sì, sia dal punto di vista del club, perché abbiamo centrato la qualificazione in Champions League per il quarto anno consecutivo, sia dal punto di vista personale, perché sono entrato in pianta stabile in Nazionale nonostante, lo ammetto, abbia alternato partite belle a partite meno belle. Insomma, devo essere più costante.
DA TE LIPPI SI ASPETTA IL SALTO DI QUALITA’.
La questione è che in Nazionale hai una partita ogni due mesi e non hai subito la possibilità di rimetterti in gioco come invece accade nel club, dove hai più opportunità di dimostrare il tuo valore.
E DOVE DIMOSTRI DI ESSERE ANCHE UN GOLEADOR.
Sì, sto prendendo confidenza con la rete. Ricordo con piacere la doppietta segnata contro l’Udinese nello scorso campionato.
SE AVANZASSI SULLA TREQUARTI?
No, io sono un regista, non mi vedo come fantasista. E poi per segnare si può partire benissimo anche da lontano.
IL TUO PRIMO GOL IN A?
Quando giocavo nell’Atalanta, contro il Cagliari. Ho avverato un sogno che custodivo fin da bambino ed ero così gasato che non ricordo bene come esultai.
HAI UN MODO DI ESULTARE TUTTO TUO?
No, però una volta feci il gesto del caffè, perché lo avevo promesso a un amico che gestisce il bar dell’aeroporto di Firenze.
SICURO CHE NON SI TRATTASSE DI UNA CAMERIERA?
(Ride) Vai sicuro.
MEGLIO UN GOL IN ROVESCIATA O UN ASSIST DECISIVO?
Gol in rovesciata senza dubbio! E in questo invidio gli attaccanti, che possono gioire venti-trenta volte l’anno. Il gol è la cosa più bella del calcio.
CI SI SENTE PROTETTI CON QUEI DUE LA’ DAVANTI, MUTU E GILARDINO?
Sono due campioni che ci garantiscono tanti gol e che sanno fare sempre la differenza. Ma poiché i giornali mettono in evidenza i singoli, io preferisco valorizzare il collettivo, la forza del gruppo.
VENTIQUATTRO ANNI, SEI ANCORA GIOVANE. PERò POTRESTI AVER GIA’ TROVATO IL TUO EREDE.
Ho seguito Guarente, mio coetaneo ed ex compagno all’Atalanta. Anche se ha fatto più gavetta di me, lo ritengo un giocatore molto valido.
QUANTO SEI LEGATO ALLA TUA BERGAMO?
Tantissimo. Appena posso, vado a salutare le persone che in passato frequentavo quotidianamente e che mi hanno permesso di arrivare fin qui, dal magazziniere al responsabile del settore giovanile, dai tifosi al presidente Ivan Ruggeri, che mi ha sempre coccolato e al quale auguro di guarire al più presto.
E I DELLA VALLE TI COCCOLANO?
Certo, è da quattro anni che ripongono grande fiducia in me.
UN PO’ DI TE. MOTO O AUTO?
Auto, anche per motivi di sicurezza. Vorrei prendermi una Ferrari, il top.
CHIEDIAMO AL TUO PRESIDENTE DI INSERIRLA NEL CONTRATTO.
Giusto!
HAPPY HOUR O CENA AL RISTORANTE.
Cena al ristorante. Più intima e decisamente più romantica.
LA TUA MUSICA PREFERITA.
Adoro tutta la musica. Mi piacciono in particolare i Depeche Mode, gli U2 e Robbie Williams.
TROVEREMO MAI MONTOLIVO DAVANTI AL SEMAFORO IN MACCHINA COL FINESTRINO ABBASSATO, BRACCIO DI FUORI E STEREO A PALLA?
No no, per l’amor di dio! Sono troppo timido. Non lo facevo nemmeno quando ancora nessuno mi riconosceva in giro. E poi quando vedo certa gente che lo fa, mi vergogno quasi per loro.
CREDI ALL’OROSCOPO?
Non in senso assoluto, anche se nel mio segno, il capricorno, mi ci vedo in alcune cose come l’essere testardo: a volte lo sono troppo.
E LA TUA DONNA DI CHE SEGNO E’?
Ancora? Non te lo dico.
PERO’ POSSIAMO DIRE CHE TRA VOI C’E’ FEELING INDIPENDENTEMENTE DAGLI ASTRI.
Sicuramente c’è un bel rapporto.
(SEMI)CREDI ALLE STELLE. E AI POLITICI?
Spero pensino al bene del Paese e non agli interessi personali.
LA PIU’ GROSSA CAZZATA DELLA TUA VITA?
Spesso bigiavo la scuola.
E CHE VUOI CHE SIA. LO ABBIAMO FATTO TUTTI.
Sì, ma il problema è che in quella scuola insegnava mia mamma. Quindi era una vera e propria impresa.
UN GIORNO CI PRESENTERAI CRISTINA?
Vedremo.
PERO’ HAI VISTO CHE NON ABBIAMO PARLATO DI MERCATO?
Guarda, piuttosto che parlare della mia vita privata, stavolta avrei preferito rispondere a domande sul mio futuro calcistico.
ECCO, ALLORA TI CHIEDIAMO: SE DOMANI A FIRENZE ARRIVASSE UNO SCEICCO?
Intendi un caso come quello di Kakà ? No, non ci voglio nemmeno pensare. Sto bene dove sono.



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