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Sebastian Vettel - Golden Boy
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Nell’avaro circo della F1 c’è solo un giovane che mette paura ai veterani: Sebastian Vettel. Il colpaccio è vicino.

di Enrico Russo - foto di Mark Thompson

L’ultima volta ci siamo incontrati a Monza durante i test della macchina. Una settimana dopo Sebastian Vettel vinceva il suo primo Gran Premio. Un preludio importante al nostro incontro per Maxim alla vigilia della stagione 2009: quella che con il passaggio alla scuderia Red Bull potrebbe sancire la definitiva consacrazione del 22enne di Heppenheim, un paesello di 25mila anime in Assia dove Seb è nato e cresciuto a pane e motori.

FORSE QUESTA VOLTA, DOPO QUESTE DOMANDE, POTRESTI RAGGIUNGERE UN TRAGUARDO PIÙ ALTO, TIPO IL CAMPIONATO DEL MONDO?
L’obiettivo di quest’anno è vincere. Ovviamente non sarebbe corretto starmene seduto qui a dirti che arriverò a vincere il campionato. Vorrei tanto, ma staremo a vedere. Dobbiamo vedere quale livello raggiungeremo, a che punto saremo rispetto alle altre squadre. Penso che le nuove regole daranno a team come il nostro la possibilità di ridurre la distanza con i primi, ma i favoriti restano Ferrari e McLaren, non c’è dubbio. Se lavoreremo al massimo ci troveremo nella posizione di guadagnare punti con regolarità e, forse, puntare a qualcosa di più. Non sono il tipo da dirti che ce la faremo, preferisco restare con i piedi per terra e lavorare sodo. Se poi arrivano delle sorprese, tanto meglio.

COSA PENSI DALLA CRISI ECONOMICA MONDIALE E DALLA DECISIONE DELLA FORMULA 1 DI NON FERMARSI?
Non sono un esperto di economia, ma la crisi finanziaria mondiale ha colpito la Formula 1. Comunque i team del FOTA (Formula One Team Association) hanno lavorato duramente per ridurre i costi, già dal 2009, tramite regolamenti quali l’estensione della durata del motore e l’abolizione della stagione dei test; le riduzioni sull’aerodinamica e sui testi del vento hanno portato inoltre a riduzioni sensibili immediate negli investimenti. La Formula 1 resiste come sport tra i più popolari al mondo e penso che il 2009 sarà una stagione molto eccitante, visti i nuovi regolamenti adottati.

COSA PENSI DEI NUOVI REGOLAMENTI (MENO AERODINAMICA, PIÙ GRIP CON LE GOMME SLICKS, L’INTRODUZIONE DEL SISTEMA KERS)? COME CAMBIERÀ IL MODO DI GAREGGIARE?
Il 2009 sarà un’annata interessante; grossi cambi nel regolamento porteranno a grandi differenze nelle velocità dei mezzi. I piccoli team avranno delle chance in più, ma allo stesso penso che i grandi team – che godono di ottime risorse – ne usciranno avvantaggiati. Ciò che posso dirti è che le gomme slick girano molto meglio rispetto a quelle scolpite. Danno una sensazione più naturale perché hanno maggiore groove meccanico, laddove i copertoni scolpiti creano un grip molto inusuale. In generale, le nuove gomme soffrono i detriti della pista ma danno al pilota una sensazione molto migliore. Riguardo al Kers (sistema cinetico di recupero dell’energia – ndr), infine, non penso aiuti la guida. È un sistema che necessita di ulteriori prove per dimostrarsi valevole per tutti i team.

PENSI ANCORA ALLA TUA PRIMA VITTORIA?
Monza, sentire il tifo del pubblico ferrarista, sono emozioni che ti colpiscono e rimarrano con me per sempre. Ma la vita va avanti. Non vedo il motivo per sedermi, o perdere terreno dopo quella conquista. Ho passato una serata rilassante, ho cenato fuori con amici e famiglia e mi sono addormentato con la pancia piena. Ma ho dormito da dio. E la settimana successiva ero pronto per Singapore.

COSA TI PIACE DELL’ITALIA?
La gente è molto amichevole e ospitale, e poi il cibo e l’atmosfera. Robe uniche che fanno breccia appena arrivi nel vostro paese.

COME TI SEI INNAMORATO DEI MOTORI? QUANDO HAI DECISO DI DIVENIRE UN PILOTA DI FORMULA 1? E LA TUA PRIMA VOLTA IN UNA GARA?
Sono finito tra i motori grazie al passato di mio padre. Era un pilota di Uphill, da giovane, e decise di comprare un kart insieme ad un amico. Gli chiedevo continuamente di poterlo guidare, e un giorno me ne comprò uno. Avevo 3 anni e lo guidavo nel retro di casa. Non volevo mai scendere. Poi ne comprammo un altro, più grande e veloce, dandomi l’opportunità di correre sui circuiti kart. Poi ebbi il mio primo kart per bambini e con quello feci la mia prima gara, a 7 anni. Sono sempre stato supportato dalla mia famiglia. Per diversi anni sono stato parte del team Red Bull, che nel 1999 cominciò a sponsorizzarmi e nel 2001 divenni membro del Team Junior - sempre della Red Bull - fondato nello stesso anno. infine, sempre Red Bull mi ha offerto la possibilità di sedere su una F1 a metà del 2007 con la Scuderia Toro Rosso.

CHI È LA PERSONA PIÙ IMPORTANTE DELLA TUA VITA? E NELLA FORMULA 1?
La mia famiglia mi ha sempre supportato. Quando, a 7 anni, decisi di correre sui kart ho dovuto viaggiare continuamente attraverso la Germania. Sarebbe stata dura, senza i miei genitori!

CHI È IL PIÙ SIMPATICO PILOTA DI FORMULA ? E IL PIÙ ANTIPATICO?
La F1 è un po’ come la scuola. In classe ci sono 20 compagni e alcuni ti stanno simpatici, altri meno; con alcuni ti diverti, altri invece non sono della tua pasta. È una visione molto cristallina, nella mia mente.

SEI SUPERSTIZIOSO? FELIPE MASSA INDOSSA GLI STESSI BOXER DI SABATO E DI DOMENICA, DURANTE I GP. E TU?
Entro in macchina sempre dal lato sinistro, e ne esco dallo stesso lato. Porto con me un San Cristoforo, il patrono dei viandanti, che metto sulla punta della mia scarpa destra quando gareggio. Inoltre tengo dei portafortuna nelle tasche della tuta da corsa.

L’ULTIMA VOLTA CHE HAI FATTO UNA CHIACCHIERATA CON MICHAEL SCHUMACHER?
Ho parlato con lui alla Race of Champion di Londra lo scorso dicembre; correvamo nello stesso team e abbiamo vinto insieme la Nations Cup.

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