Giocoscontro - Smash Court Tennis 3 vs Top Spin 3
Spears - Circo Britney
Mentre la parabola del pop discende inesorabilmente, tutti gli occhi sono di nuovo puntati sull’unica icona restante: Britney Spears. Sarà lei a salvarci dalla noia nel nuovo anno?
di Rob Sheffield
Dieci anni fa, a natale 1998, il mondo ebbe il suo primo assaggio di Britney Spears, l’ultima biondissima figlia della cultura pop americana. Il video di Baby One More Time entrò in alta rotazione nelle emittenti musicali ed entro il nuovo anno tutti ci stavamo chiedendo cosa ci fosse da sapere riguardo a quella ragazzina in gonnella scozzese da scuola cattolica. Come i reality tv - fenomeno esploso in contemporanea -, Britney si presumeva fosse una mania passeggera. Eppure entrambi (i reality e Britney) ancor oggi sono ovunque e sono al top del pop. Stiamo dunque parlando dell’ultima delle pop star?
Britney è sempre stata sottovalutata come autrice di successi, semplicemente perché nemmeno lei ci teneva poi molto. Eppure, ancor oggi, il nuovo singolo Womanizer ha un che di brillante; per la scelta di non utilizzare una melodia degna di nota e per l’inutilità del testo. Quello che tiene i culi in movimento e le orecchie incollate alle casse è quell’effetto vocale robotico che neanche Rihanna oserebbe utilizzare, in linea con la spocchiosa teoria secondo cui Britney non avrebbe ancora imparato a cantare.
Tutto merito dei produttori del brano. E del fatto che ormai diamo per appurato che a Britney non serva saper utilizzare le corde vocali. Questo ci piace. Perché siamo di fronte a una rivolta adolescenziale contro i virtuosismi vocali degli anni 90 alla Whitney Houston, con quelle vocine un po’ jazz e le lezioni di canto: dei veri e propri robot della voce. Bene, Britney è la risposta a tutto questo, ovvero un robot vocale, ma nel senso che la sua voce (da Oops!… I Did It Again a Piece of Me) passa da così tanti macchinari da sembrare più umana ed emozionante di tutte le altre.
SCHIAVA DEL SUCCESSO
Quando la intervistai nel 2000, Britney sosteneva che il suo secondo album fosse “totalmente ridicolo†e che si sarebbe autoesiliata in Spagna per tutto l’anno successivo per riversare i suoi sentimenti più profondi nelle successive canzoni. Mi disse, “voglio semplicemente coccolarmi, capisci?â€. Certo, Brit – capisco in pieno! E poiché sono un completo idiota sono rimasto sinceramente scioccato nel vederla ricomparire su Mtv meno di un anno dopo amoreggiante con un pitone mentre cantava I’m a slave 4 you (sono la tua schiava).
Questa è la ragazza che amiamo – una capace di cavalcare l’onda dell’eccitamento pop ovunque questa la porti, anziché svoltare verso una consapevolezza creativa che probabilmente non possiede. Come sosteneva Elvis, “ragazzi, questo è il mio posto di lavoroâ€. Britney può darci dentro quanto vuole nelle sue scorribande distruggendo ombrelli, rasandosi la testa, mostrando la vagina, litigando per i figli, tanto sappiamo che potrà sempre redimersi tornando a essere una dolce ragazzina casa e chiesa. È parte della melodrammaticità cattolica del sud america di cui è impregnata, dove il ritorno a casa e la redenzione sono parte di un gioco in cui non importa quanto tu possa essere perso, potrai sempre alzare una mano e chiamartene fuori.
Britney incarna il pop totale, un’attitudine alla musica inaugurato da Michael Jackson ai tempi di Thriller. Certo, oggi che Cindy Lauper non vende più sei milioni di dischi – mentre gli artisti alternativi continuano a viaggiare sulle 20.000 copie, come nei decenni passati – tutto va ridimensionato. Britney ha presieduto al tracollo musicale mediatico e discografico, e oggi le radio ed Mtv non sono più l’ostia della comunione pop.
GEVOLUZIONE ETERNA
Mtv stessa ha completamente rivisto il proprio palinsesto verso la metà degli anni 90 e ha relegato i videoclip nel blocco tardo-notturno per insonni. Fatta esclusione per questa fascia notturna per cannaioli e per eventi come TRL, Mtv è a tutti gli effetti un canale non musicale: una perdita palesemente più che simbolica. Quando Mtv celebrò il decimo compleanno (nel 1991) Madonna registrò un video di auguri nel quale dichiarò, “Io sono grande! Sono i videoclip a essere diventati piccoliâ€. Bene, oggi Britney potrebbe asserire la stessa cosa con la medesima autorità e tragicità . Il mercato musicale si sta sempre più restringendo mentre Britney diventa ogni giorno più grande e più Britney. All’inizio del 2009, con Dr. Dre, Kayne West, Beyoncé e i Guns n’Roses intenti a spingere i loro ultimi atti nel mondo dello showbiz, noi continuiamo a guardare a Britney Spears con la nostra fissa per un fanatismo monoteista delle icone pop. Chi altri potremmo adorare? Pete Doherty e i suoi problemi? Amy Winehouse piena di altrettante turbe? La perfetta Rihanna? Nessuno sembra tenere il passo dell’imperfetta, dolce Britney.
CIRCUS
‘Circo’, perché di questo si tratta, ogni volta che si ha a che fare con Britney. Un po’ come per Elvis o Michael Jackson, prima che toccasse a lei rappresentare la messinscena della pop-star mondiale destinata a stupire per contratto. Andando oltre al titolo del nuovo album, l’ascolto delle 13 canzoni conferma la vocazione alla pomposità sonora e alla verbosità strumentale mentre la voce – già dal primo singolo Womanizer – si conferma una creatura partorita da computer, sempre più simile all’Hal 9000 di 2001, Odissea nello spazio. Poco importa, il groove certo non manca (più urban e debitore dell’hip-hop moderno), la provocazione continua a far spettegolare e Brit è risorta dopo gli ultimi, burrascosi 4 anni. Gay club e discoteche per 14enni impazziranno.



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