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Sudafrica Mondiale
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Sudafrica Mondiale

A un anno dalla Coppa del Mondo, c’è un Paese che si sta rifacendo il trucco, tra stadi simili a bomboniere e attrazioni turistiche molto jungle. Guida per chi ha la testa nel pallone. E non.

di Nicolò Canziani

Poco più di trecentosessantacinque giorni, come ci ricorda il countdown di Zakumi, il leopardo animato dalla criniera verde scelto come mascotte ufficiale dalla FIFA, ci separano dai Mondiali di Calcio che si disputeranno tra l’11 giugno e l’11 luglio in Sudafrica. Il nome Zakumi non è stato scelto casualmente: il prefisso “Za” sta ad indicare, in lingua Afrikaans, il Sudafrica, mentre il suffisso “kumi” denota il numerale 10 in diverse lingue africane. Non potrebbe essere altrimenti dato che qui convivono quattordici etnie diverse (Zulu, Xhosa, Sotho solo per citare le tre più diffuse) e addirittura undici lingue ufficiali, tra cui Zulu, Afrikaans, Xhosa e Tsonga. Da sempre il mondiale di calcio gode di rinomanza planetaria come una delle rappresentazioni, degli eventi sportivi più amati e seguiti da persone di tutte le età. Quest’anno, dopo la felice esperienza dei Mondiali in Germania e degli Europei in Austria e in Svizzera, la Fifa ha ufficialmente disposto, in collaborazione con il media partner sudafricano SABC, che le partite potranno essere proiettate gratuitamente a fini non commerciali nelle piazze e nei luoghi scelti insieme alle amministrazioni delle nove città ospitanti: Johannesburg, Durban, Città del Capo, Pretoria, Port Elizabeth, Bloemfontein, Nelspruit e Rustenburg.

PROVA COSTUME
E’ chiaro l’intento di rilanciare il ruolo del calcio quale collante e strumento di aggregazione sociale, permettendone una fruizione amplissima. è altrettanto evidente lo sforzo organizzativo del South African Tourism e il Tourism Grading Council of South Africa (TGCSA) per permettere di accogliere le migliaia di turisti e tifosi che giungeranno da tutto il mondo per assistere a questa manifestazione: le 55.000 camere richieste dalla Fifa per sarebbero giĂ  state ampiamente messe a disposizione e ben 17 milioni di euro sarebbero giĂ  stati investiti nel solo 2008 per campagne pubblicitarie per la promozione del Sudafrica e dei mondiali. Qualora decideste di recarvi a vedere il mondiale dal vivo, innestandovi nel flusso del mezzo milione di visitatori attesi, dopo esservi muniti di passaporto e, se viaggiate per lavoro, anche del necessario visto, sappiate che il periodo da giugno a settembre corrisponde alla nostra stagione invernale (il Sudafrica si trova infatti nell’emisfero australe), ma non disperate: il clima è solitamente secco e sereno, con temperature massime intorno ai 20-22 gradi e minime non inferiori a 3-4 (le cittĂ  piĂą fredde sono Johannesburg, Bloemfontein e Rustenburg). Se nonostante tutto voleste sfoggiare tanga, bikini o toraci scolpiti nelle incantevoli spiagge della costa del Natal, che si estende a nord ed a sud della cittĂ  di Durban, affacciandosi sull’Oceano Indiano, non diteci che non vi avevamo avvisato.

ASTRONAVI NELLA GIUNGLA
L’effetto traino dei mondiali di calcio inciderà in maniera significativa sull’economia sudafricana: nonostante l’elevato indebitamento statale, pari a circa il 7% del Pil, una cospicua frazione della popolazione, quasi due milioni e mezzo di persone, ha accresciuto la propria ricchezza e costituisce oggi un nuovo ceto medio nero in grado di acquistare beni di consumo, terreni e immobili. Per i prossimi tre anni sono previsti ingenti investimenti (circa 80 miliardi di dollari) in infrastrutture come strade, porti, aeroporti, ammodernamento della rete elettrica e soprattutto stadi. Il nuovissimo Stadio Green Point, una futuristica struttura dalla capienza di 70000 posti nei pressi di Cape Town, si staglia incastonato tra l’oceano e la Table Mountain, in una ona facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblico della città. Orgoglio dell’ingegneria civile sudafricana sarà il Durban Stadium di Durban, la cui architettura già di per sé mastodontica, con una capacità di più di 70000 posti a sedere, verrà sovrastata da una particolare copertura composta da una coppia di archi che si svilupperanno verticalmente fino a sovrastare di 100 metri il tetto dello stadio. Questo progetto permetterà di riqualificare un area vastissima della città, costruendo un polo sportivo (il cosiddetto Durban’s King Park sporting precinct) in cui saranno realizzati impianti polifunzionali per praticare anche altri sport quali l’atletica, il nuoto, il golf e il rugby.

TRENTA GIORNI DA (E COI) LEONI
L’occasione dei mondiali di calcio consente anche, per chi non sia esclusivamente un assatanato ultrà, di visitare ed entrare in contatto con gli splendidi paesaggi e la genuina ospitalità di questo paese, magari approfittando sapientemente delle giornate di interruzione previste nei weekend del 30 giugno-1 luglio, 4-5 luglio e 8-9 luglio, prima della finalina per il terzo e quarto posto, prevista sabato 10 luglio e la finalissima di domenica 11. Fra gli itinerari imperdibili, per etologi e amanti degli animali l’Addo National Park, vicino a Port Elizabeth, consente di osservare, da molto vicino, i maestosi elefanti africani. Non mancano comunque leoni, leopardi, rinoceronti e, nella sezione marina, squali bianchi e balene. Tra le altre meraviglie naturali, non si possono tacere il Golden Gate Highlands National Park, il Mountain Zebra e il Kruger National Park, il più grande parco naturale sudafricano. Le attrazioni del Sudafrica non sono esclusivamente paesaggistiche: ai buongustai e gli amanti della cucina etnica una visita alla città di Soweto, poco a sud di Johannesburg, consentirà di assaporare e lasciarsi conquistare dai deliziosi aromi della birra e dei cibi tradizionali serviti nelle shebeen (una sorta di drinking rooms sudafricane). Che ne direste in alternativa di assistere alle performance live di Maskandi (la tradizionale musica Zulù) a Kwa Mashu? Per gli appassionati di antropologia numerosissimi sono i siti di ominidi fossili, tra cui quello di Sterkfontein Caves, anche noto come Culla dell’Umanità, da quando nel 1936 l’antropologo Bloom scoprì l’esistenza di uno scheletro fossile di tre milioni di anni, considerato l’anello mancante tra scimmie antropomorfe e uomini.

C’E’ SOLO UN SUDAFRICA
Il mondiale di calcio in Sudafrica si connota di forti valenze simboliche: per la prima volta questa importante competizione calcistica verrà disputata nel continente africano, ancora segnato da piaghe difficilmente tollerabili quale il dilagare dell’AIDS, che ha falcidiato moltissime persone, la povertà diffusa (in Sudafrica, tuttora, circa il 40% della popolazione vive sotto la soglia della povertà) e, fino a tempi recentissimi (1994), il famigerato apartheid. Il governo sudafricano si è reso artefice per quasi quarant’anni di un’odiosa e vergognosa discriminazione razziale, nell’aberrante convinzione che fosse necessario isolare i cittadini dei vari gruppi etnici di razza nera in veri e propri ghetti (i Bantustan), permettendo così alla “casta illuminata” dei Boeri di razza bianca di gestire le sorti del Paese. Designata quale crimine contro l’Umanità dall’ONU nel 1961, la politica dell’apartheid è stata comunque perseguita con lucida e disumana coerenza dai primi ministri della neonata (1961) Repubblica Sudafricana. Ma oggi il motto ufficiale della Repubblica Sudafricana è !ke e: |xarra || ke:, una grafia che può sembrare misteriosa, ma che in lingua khoisan significa “popoli diversi si uniscono”. Ci auguriamo che diventi anche un auspicio per la celebrazione dei prossimi Mondiali di Calcio. Il conto alla rovescia è iniziato. Preparate le valige.

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