Cloverfield
Erwitt, il nuovo Capa
L’erede del primo fotoreporter della storia ci regala una Roma inedita. Quella che pulsa in mezzo alla gente.
di Athina Pizzinato
“Questa mostra è il frutto di una serie di foto casuali di Roma. Ci sono i monumenti e il Colosseo, ovviamente. Ma soprattutto c’è la gente, c’è la vita della città ”. Così Elliott Erwitt descrive i suoi scatti, una sorta di tributo alla capitale. Camminando tra le geometrie dei palazzi e ascoltando le voci dei loro abitanti, il fotopoliglotta (ha vissuto tra Milano, Parigi, New York e Los Angeles) regala al grande pubblico uno dei suoi ultimi lavori concluso nella primavera 2009. Attraverso le sue immagini si percepisce il respiro di una città che custodisce le rovine di un’antica civiltà , dove un tempo hanno regnato i grandi, dove si sono combattute battaglie e si sono vinte guerre. Una Roma letta con il cuore e non con gli occhi, dove Elliott arriva alle persone e insegue i loro pensieri più remoti per immortalarli su pellicola.
Immersi in un percorso di un viaggiatore instancabile ci ritroviamo catapultati nella storia. A scandire il passaggio del tempo le immagini di ben quattro Pontefici: da Giovanni XXIII a Benedetto XVI. L’ironia e la testimonianza di un grande fotoreporter, reclutato persino nella celebre agenzia di Robert Capa (dove ne diventerà più volte presidente), ci viene presentata al palazzo Braschi presso il Museo di Roma dal 13 novembre al 31 gennaio 2010. Consigliato a coloro che vogliono vivere un viaggio indimenticabile. Anche se solo di poche ore, traghettati dal Caronte del nostro secolo.



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