Alla scoperta di Charlie Cinema

Alla scoperta di Charlie

-1: Materiale infiammabile (2009)

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-19: Pirata, ultima volata (2004)

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-17: L’ultimo ciak di Moana (2004)

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Factory del design
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Factory del design

Milano capitale del design? Forse non solo grazie all’incombente Salone del Mobile. La factory creativa nata da una costola di MTV, Milano Design Studio, sta portando il digital design italiano in giro per l’Europa.
Come? Semplice, a suon di idee.  Quelle (tra le altre) di Roberto Bagatti, direttore creativo di MDS e mente dietro le campagne grafiche del canale musicale.

Roberto Bagatti è cresciuto a pane e manga. Poi MTV l’ha rapito. Lui è l’homo faber dietro molte delle ultime trovate in materia di digital e graphic design. Ora, il londinese d’Italia trapiantato da Londra a Milano a 13 anni, è il cervello principe di una nuova struttura cretiva che si prefigge una cosa tanto semplice quanto difficile: portare in alto in Europa la graphic design italiana.

Cos’è Milano Design Studio se dovessi descriverlo a un amico al bar cullando una birra?
E’ uno studio creativo di grafica animata e promozione televisiva che lavora per una ventina di canali tra quelli di MTV, Nickelodeon e Comedy Central sparsi per il Sud Europa: si occupa di promuovere show e di concepire, progettare e realizzare grafica per trasmissioni televisive ed identità grafiche di rete. Il suo obiettivo è quello di fare grafica distinguendosi nel panorama contemporaneo, sviluppando sempre più una propria personalità distintiva.

Cosa significa fare graphic design e digital design per canali tv?
Significa pensare ad un progetto grafico in movimento e di farlo nell’ambito delle necessità di un canale televisivo. Significa anche pensare a come allargare le applicazioni di un progetto grafico dal suo uso televisivo a quello che coinvolge la comunicazione di un canale o delle sue produzioni sul territorio o online. Di fatto un motion designer non è altro che un grafico che integra nei propri progetti altri elementi tipici dell’animazione e della regia, quali il suono, il tempo e lo spazio.

Di cosa vai più orgoglioso? I picchi pupazzo di Your Noise?
Your Noise è stato premiato con due ori al Promax Europe (uno dei massimi riconoscimenti per la promozione e la grafica televisiva) ma ci sono tanti progetti realizzati in passato e di recente che mi hanno dato altrettante soddisfazioni. I premi sono importanti ma non hanno un valore assoluto e non sono necessariamente una chiave di interpretazione per la qualità. Personalmente la cosa che mi rende più orgoglioso in questo momento è il poter lavorare con persone di talento, che hanno parecchio da esprimere attraverso i propri lavori. 

Cosa un giovane designer non deve assolutamente fare?
Non credere di essere il migliore. Non rifiutarsi di fare lavori umili (qualsiasi passaggio è necessario e a qualsiasi livello c’è da imparare). Non credere alle tendenze che sono omologazione. Lasciate spazio alla sperimentazione. Collaborare il più possibile, scambiare informazioni e non perdersi esclusivamente nello stile ma cercare un’attitudine precisa. Soprattutto alimentare il proprio percorso con più stimoli possibili (visivi e non).

Su cosa state lavorando in questo periodo?
Dopo aver lanciato una nuova identità di rete per quattro MTV in Europa (Italia, Francia, Spagna e Portogallo) ci stiamo concentrando sul lancio di MTV in Grecia e su parecchi progetti per i vari canali dell’area per cui lavoriamo. Soprattutto ci dedichiamo a cambiare il nostro modo di lavorare nell’ambito del network di MTV dove rappresentiamo un esperimento per l’ottimizzazione delle risorse al fine di migliorare il livello creativo anche in quei paesi dove il marchio è meno presente. 

Dammi una tua definizione di design nel 2008? Magari confinandola a un ambito specifico.
Credo che la grafica nel 2008 sia in cerca di un orientamento preciso. I linguaggi negli ultimi 30 anni sono stati molteplici, la quantità di grafica prodotta è aumentata notevolmente, soprattutto la quantità di designer (e quindi di direzioni stilistiche diverse). E’ cambiato anche il modo di consumare grafica ed è cresciuto il numero di ambiti in cui è entrata (ad esempio con la diffusione di applicazioni interattive piuttosto che lo sviluppo degli strumenti, i software e le possibilità da essi offerte). In un’epoca come la nostra non credo sia possibile una singola definizione di design: ha sicuramente bisogno di riavvicinarsi ai contenuti. Troppo spesso vive in una dimensione schizofrenica dove grafica e ciò che dovrebbe raccontare vanno in direzioni completamente diverse.

Milano sta al design come il Colosseo a Roma?
Purtroppo Milano sta alla grafica come il Colosseo sta a Trieste: tranne pochissime realtà direi che la grafica in Italia non esprime molto da troppi anni. Soprattutto non è a servizio delle nostre vite quotidiane: pensate alle ferrovie dello stato, alla televisione pubblica, agli ospedali e agli aeroporti, che dovrebbero comunicare attraverso un design di qualità (che dovrebbe essere un servizio offerto e non un surplus che le aziende pubbliche forniscono ai propri utenti) e invece non hanno alcuna attenzione nei confronti del design.

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