Il lupo di Wall Street
New York, fine anni Novanta. “Eccola lì, la sala operativa della Stratton Oakmont. Un locale imponente, lungo più di un campo di calcio e largo quasi la metà . Un open space col soffi tto molto basso.
File compatte di scrivanie color acero disposte come nelle aule scolastiche e un mare di camicie bianche in furiosa agitazione. I broker si erano tolti la giacca e gridavano al telefono: erano loro il ruggito…”. Il lupo di Wall Street (Rizzoli, euro 20), è un testo destinato a divenire un cult.
Il resoconto veritiero ed emozionante di una carriera spietata, tutta ambizione e aviditĂ , ma al tempo stesso ispirata a un edonismo fuori controllo. Soldi e donne, a cui vanno aggiunte robuste dosi di euforizzanti (leggi soprattutto cocaina).
L’autore, Jordan Belfort, mette in scena la sua tempestosa ascesa seguita dal rapido tracollo per frode finanziaria. Il risultato è un romanzo adrenalinico, che oltreoceano ha già sbancato. Un vero e proprio caso che ha portato la Warner a farne un film diretto da Martin Scorsese e con Leo Di Caprio come protagonista. Sarà per il Duemila ciò che Wall Street ha significato vent’anni prima?
di Beppe Benvenuto

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