Il vostro incubo quotidiano
Nel mondo orrorifico di Charles Burns, qualsiasi casetta di provincia può nascondere vicende terribili. Come quella raccontata in Big Baby.
di Paolo Giovanazzi
Crescere con una dieta a base di film horror e libri pulp, è facile sviluppare un’immaginazione fertile in tema di storie e situazioni inquietanti. Quella di Charles Burns si è rivelata particolarmente attiva, e ha dato origine a uno stile molto riconoscibile. Secondo Robert Crumb (guru del fumetto americano underground), il mondo di Burns è a tempo stesso “spaventoso e buffo”. Una definizione calzante, ma per trovare divertenti gli incubi a fumetti di Burns serve almeno una certa propensione all’umorismo nero. E aiuta anche la predilezione per un tema ricorrente dell’horror come il lato oscuro e pauroso della quotidianità , il mostro che si rivela tra le pieghe di un ambiente in apparenza del tutto normale. La graphic novel Big Baby (Coconino Press, 15 euro) è proprio una storia di questo genere.
TUTTO NORMALE. O QUASI
Il protagonista della vicenda è Tony Delmonte, un ragazzino timido e facilmente impressionabile, che vive in una tranquilla zona suburbana degli Stati Uniti. Questa esistenza tranquilla viene rovesciata quando Tony si avventura fuori dalla sua stanza una notte e viene coinvolto in una strana storia di omicidi e cadaveri occultati nei giardini di comunissime villette a schiera. Potrebbe far pensare a certe storie di Stephen King, ma Burns ha un tocco più visionario, alla David Lynch. Consigliato, ma non ai più impressionabili.

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