Essere tentati o tentati di essere? Evento

Essere tentati o tentati di essere?

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Italia 2.0
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Ti sei mai chiesto quante persone su quell’autobus usano - o abusano! - dei social network? Loro, sì. E hanno anche molte altre risposte…

di Gabriele Ferraresi

Bene, ora che anche voi avete una pagina su facebook, un account su twitter, magari i più smaliziati se la godono anche su friendfeed, vi domandate: ma che cosa faccio con tutto questo? C’è chi se lo chiede per voi: Enrico Marchetto ed Enrico Milic hanno infatti da poco concluso e pubblicato i dati della seconda edizione di Diario Aperto, indagine partecipata sul web 2.0 in Italia.

Secondo giro di Diario Aperto. Potete spiegare di che si tratta ai nostri lettori?
Diario Aperto assomiglia all’idea televisiva di un “format”, un progetto di ricerca piuttosto stabile nel tempo come metodologia e contenuti. Tre anni fa abbiamo proposto a SWG l’idea di creare un osservatorio permanente sui temi più caldi della rete. Nel 2007 abbiamo lavorato sul mondo dei blog, ottenendo dei risultati straordinari con un campione di circa 5000 utenti tra blogger e lettori di blog.
Quest’anno obbiamo orientato la ricerca sui social network. E siamo qui a presentare Diario Aperto 2009.

Avete da poco concluso la ricerca, come si è svolta? I problemi più irritanti che avete dovuto affrontare nel mentre?
A dire il vero i problemi più grossi li abbiamo avuto con la precedente di ricerca. Il pubblico dei blog fu molto severo e critico agli inizi, poi comprese la vastità del lavoro e ci aiutò non poco.
Per questa ricerca direi che gli elementi di criticità forte sono stati il reclutamento di un campione considerevole ma soprattutto l’analisi e il lavoro sui una quantità di dati davvero impressionante.

Ok: tocca a voi, risultati delle ricerca. Partiamo con: le tre cose che, a suon di serendipity, non vi aspettavate di scoprire.
Questa te la risolvo commettendo l’errore che un ricercatore non dovrebbe fare mai ovvero universalizzare un’esperienza personale. Mio fratello, molto più giovane di me, è sempre stato un teledipendente accanito. Da quando i miei gli hanno ragalato un portatile in contemporanea con l’esplosione di Facebook notavo che i suoi tempi di esposizione al tubo catodico si erano praticamente dimezzati.
Diario Aperto su un campione di circa un migliaia di persone ti conferma esattamente questo: il tempo di fronte alla televisione è crollato soprattutto per la fascia di età dai 18 ai 24 anni.
Sempre sui media: la principale fonte di informazioni per chi frequenta le “arene” sociali sono i siti dei quotidiani online, la versione cartacea invece ha dei dati pressocché ridicoli a confronto.
Ultimo aspetto è l’uso del social network. Prima della ricerca ero convinto che l’utilizzo finalizzato alla ricerca di nuove amicizie fosse fondamentale: i dati mi hanno smentito. Facebook non è incline al nuovo, alla scoperta di un nuovo contatto. Facebook è lo strumento principe per la gestione di cerchie relazionali già acquisite nell’arco della vita di ciascuno.

E ora, le tre cose che avevate magari teorizzato, ma solo ora sono state suffragate da dei dati.
Per prima cosa l’uso quotidiano. Avevamo la sensazione che i modi della fruizione del social network fossero diversi da tutto ciò che avevamo rilevato in passato: infatti il pubblico di Facebook, in primis,
pratica una presenza quotidiana nel social network. E’ sempre connesso, è come se la finestra sociale fosse sempre aperta sul proprio desktop quotidiano. Erano anni che si disquisiva dell’estensione digitale dello spazio sociale e nell’arco di pochissimi mesi abbiamo assistito a un boom senza alcun precedente nella storia della rete.
I quattro usi principali vanno esattamente in questa direzione:
- gestione della cerchia relazionale
- aggiornamento costante dello status dei propri amici (“cosa stanno facendo?”)
- condivisione delle informazioni (estremizzazione del concetto di sharing: video, foto, link suggerimenti, articoli, etc.)
- organizzazione del tempo libero tramite partecipazioni a eventi e appuntamenti

A questo punto a chi meglio che a voi due posso chiedere: stato attuale dei social network in Italia?
Il nostro tentativo di fotografare gli spazi sociali online nonostante lo sforzo e la cura potrebbe rivelarsi già “vecchio” in un arco temporale ristrettissimo.vCome dicevamo prima, non abbiamo mai assistito a nulla del genere in Italia: stando al numero dei partecipanti di Facebook dobbiamo immaginare che ogni volta che camminiamo per strada, andiamo al bar e prendiamo il bus una persona su sei che incontriamo ha la propria vetrina personale online. La mia personalissima opinione sullo status attuale è che stiamo passando dalla fase del boom alla fase della maturazione. Stando anche ai dati, il pubblico comincia a utilizzare le pagine dei social network con estrema consapevolezza del sé offerto agli altri. Più cura nella privacy, più tutela dei contenuti, più cognizione dello strumento, orientandolo sempre più spesso, mi accorgo, verso quella grande chimera della rete, la condivisione della conoscenza.

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http://www.diarioaperto.it/blog/

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