Mai visto prima
Avatar è uno spettacolo dell’altromondo. Quello tridimensionale.
di Karin Ebnet
Si dice spesso, ma questa volta è vero. Avatar è il più ambizioso e costoso film della storia del cinema. Con un budget superiore ai 300 milioni di dollari (voci deliranti assicurano che la cifra sia arrivata attorno ai 500), James Cameron penetra nel mondo lussureggiante ma pericoloso di Pandora, abitato da creature bellissime seppur mostruose e luogo dove risiedono i Na’vi, esseri di razza umanoide alti tre metri, dalla pelle di colore blu e dalla forza incredibile. Accolto entusiasticamente dalla critica di tutto il mondo e acclamato a gran voce film dell’anno, è sicuramente qualcosa di mai visto prima e ai Golden Globes prima, e agli Oscar poi, non avrà rivali, con Cameron che tornerà ad essere il re del mondo.
Interamente realizzato pensando al 3D, Avatar ha preso vita grazie a un mix di riprese dal vivo e Performance Capture (qualcosa di simile a Beowulf, ma Avatar è di gran lunga superiore tanto da risultare ridicolo il paragone). Un lavoro complesso - durato cinque anni, anche se in realtà il progetto aveva visto la luce 12 anni fa grazie ad una sceneggiatura del regista - che ha dato vita ad un’opera colossale ed epica, in cui gli uomini non fanno una gran bella figura. Sono loro, infatti, gli invasori alla ricerca di minerali di cui la terra ormai è priva (siamo nel 2154) con l’intenzione di sottomettere la popolazione dei Na’vi considerata primitiva, ma che per contro è di gran lunga superiore. Un film fiume da assaporare minuto per minuto e inquadratura per inquadratura e di cui sarà difficile non innamorarsi perdutamente.
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