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Nella mente del killer
Nella mente del killer

Nella mente del killer

Con Heavy Rain le avventure grafiche diventano un thriller di grande profondità psicologica.

di Filippo Mantero

La pioggia scende come una frustata sulla costa orientale degli Stati Uniti, a lavare la fatica di uomini impegnati in un penoso caso di omicidi seriali. Vittime: dei bambini innocenti. Segni particolari: la figura di un origami disegnata sul collo (da qui il sottotitolo del gioco, The Origami Killer). In un’atmosfera degna di un poliziesco alla James Ellroy, e con un gusto fuori dall’ordinario per l’introspezione psicologica, si colloca questa vicenda grafica stupendamente disegnata, che certamente aggiunge un tassello imprevisto al mondo delle avventure. Al giocatore viene data in mano la vita non di uno ma di quattro personaggi, all’interno di uno sviluppo narrativo aperto, che esalta l’elemento decisionale di ciascun carattere: un uomo segnato dalla morte improvvisa del figlio, un investigatore privato che insegue il killer, una giornalista affamata di esclusive, un agente dell’Fbi ostacolato da ogni parte dai colleghi.

Tutte le decisioni prese da ciascuno di loro incidono sulla vita degli altri e sull’evolversi dell’azione. Straordinaria, poi, l’attenzione ai dettagli: in molte situazioni ci si aggira tra gesti normalissimi e quotidiani, che servono però a rendere l’esatta atmosfera emozionale del personaggio. Heavy Rain è una grandiosa dimostrazione delle qualità del motion capture applicato al mondo videoludico, un thriller psicologico che il genio creativo di David Cage, fondatore dello sviluppatore Quantic Dream, ci regala dopo averci intrigati con il premiatissimo Fahrenheit.

GIUDIZIO
Un’esperienza videoludica profonda e suggestiva, sorretta da un comparto tecnologico di prim’ordine e da un nuovo modo di creare una storia. E con personaggi che sono veri e propri attori in carne… e pixel.

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