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Il nuovo Basquiat è il pittore delle celebrità nere dell’America di oggi. Rapper e sportivi che Kehinde Wiley immerge in scene lontane almeno due secoli dal loro habitat ultra moderno ma altrettanto bling bling. La sua mostra in corso Recognize! Hip Hop and Contemporary Portraiture è uno dei successi dell’anno.

Di Carlo Croci

È il nome hot nel mondo dell’arte visiva americana. Rolling Stone America l’ha raccomandato come il pittore must per il 2007, Pechino l’ha già accolto con una personale di un mese, Denzel Washington e Elton John hanno già provveduto ad accrescere la loro collezione privata con un dipinto di questo talento. Kehinde Wiley è la risposta californiana a Jean Michel Basquiat che vent’anni dopo il maledetto di New York sta riportando in auge l’arte afroamericana. Afro non certo in senso tradizionale. “Non sono mai stato interessato a riprodurre la tradizioneâ€. Anzi, quello che fa è un vero e proprio ‘sabotaggio’ dell’arte classica che da ragazzo andava a vedere nei musei. Uno scasso delle convenzioni che come prodotto benefico ha l’aver riportato fiumi di giovani nelle gallerie. Come sta accadendo ininterrottamente dal febbraio scorso alla National Portrait Gallery di Washington DC per vedere la sua exhibition dall’eloquente titolo “Recognize! Hip Hop and Contemporary Portraitureâ€.

RAP PORTRAIT
Infatti, meno testa calda del cocco di Warhol, il passatempo preferito di Kehinde Wiley in adolescenza era ridacchiare al cospetto di maestose scene di caccia della gentry inglese, sorridere di fronte alla troccotanza di Napoleone e dei monarchi antichi nelle rappresentazioni ufficiali e farsi beffe di quell’arte così ingessata. Ironicamente, poco dopo, proprio le stesse tele sono diventate la base con cui prima guadagnarsi borse di studio a Yale e San Francisco, e poi diventare un’iconoclasta del nuovo millennio. “Mi piace ridisegnare i contorni della nozione classica di superiorità, ceto e altro e riformularla in termini sia più attuali e divertentiâ€. Ed è così che le scene sbeffeggiate cambiano protagonisti, da corti e sovrani alla beautiful people della comunità afroamericana, e vengono amplificate nella loro grandour. Rapper, atleti, attori e celebrità sostituiscono i grandi del passato all’interno di paesaggi a metà strada tra Dalì e la battaglia di Waterloo, come nel caso del rapper Ice T che ha preteso di farsi ritrarre nei panni di Napoleone a cavallo. “Nella lista degli grossi personaggi che hanno voluto farsi ritrarre ci sono molti nomi che stimo. Direi tutti, perché la molla che deve scattare è l’associazione, l’ispirazione che mi fornisce un volto. Se non m’interessa, i soldi non bastanoâ€.

CASH
Soldi, giusto. Tanti, visto che le quotazioni di Wiley stanno salendo più in fretta di fuoco d’artificio. Si dice che il rapper Snoop Dogg abbia sborsato quasi 20 mila dollari pur di avere a casa un Wiley che lo immortalasse e il canale musicale americano VH1 non ha badato a spese commissionandogli il ritratto di tutti gli artisti hip hop della Hall of Fame per gli VH1 Awards del 2005. “Una delle esperienze più intense e divertenti della mia vita. La commissione arrivò bruscamente. Dovetti lavorare sodo per mesi per farcela e dovetti entrare per la prima volta nell’ottica del grande pubblicoâ€. Missione compiuta in generale per tutta la sua arte, una strana eccezione che mette d’accordo i critici, che ne amano la sofisticatezza, e la gente che accorre alle sue mostre incuriosita dagli abbinamenti insoliti e freschi come un grande reality show su tela. Il prossimo nome? “E’ top secret. Non rivelo mai. È una star mondialeâ€.

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