-31: Schumi, festa rossa (2000)
Tana per la bambina con i capelli a ombrellone
Il Piper Club e le trame neofasciste, il punk e la musica di Rino Gaetano.
In Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, (Rizzoli, euro 15) la Roma di fine anni 70 fa da sfondo all’educazione sentimentale di una generazione ibrida, la prima che non cresce sentendo le urla della contestazione e gli spari dell’eversione. Al centro della storia, la bambina del titolo, tutt’attorno una famiglia caotica con padre distaccato e madre remissiva. Piccoli amori e violenze quotidiane, affidati alla penna dell’esordiente Monica Viola, classe 1964.
Un ritratto a tinte forti, che non rinuncia a spunti scapigliati e imprevedibili: “Avevo una certezza che mi teneva incollati i pezzi: che Dio c’era. Dio c’era, punto. Ci parlavo, gli spiegavo, lo convincevo, mi perdonava, piangeva con me, mi faceva le carezze sulla testa. Dio-Gesù, capellone rivoluzionario che perdona i peccati del mondo, anche quelli della sua creatura che tirava le seghe di nascosto ai suoi fratelli di nascosto da mamma, che si strusciava con le amichette”. Un po’ De Carlo, un po’ Brizzi, senza dimenticare la più recente narrativa europea.
di Beppe Benvenuto

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