Uomo di famiglia
Robert Carlyle si dà al piccolo schermo e ringrazia amici e parenti. Senza di loro…
di Alberto Motta
Correva l’anno 1996 e il grande schermo era terreno di scorribande per la banda di eroinomani di Trainspotting, film di Danny Boyle tratto dal romanzo di Irvine Welsh. Il più violento tra i membri della ballotta di Edimburgo nemmeno abusava di sostanze stupefacenti perché lui “si faceva di genteâ€, di risse e - ma solo per errore - di transessuali. Il personaggio di Begbie veniva interpretato magistralmente dallo scozzese Robert Carlyle, un attore venuto dal teatro sperimentale tanto calato nella parte da far pensare a un futuro di film fotocopia. Invece il 48enne di Glasgow inanella negli anni successivi bestseller da botteghino quali Full Monty, Riff Raff, Il giovane Hitler (con Peter O’Toole), Eragon (con John Malkovich), The Beach a fianco di un giovanissimo Leonardo Di Caprio. Oggi Robert Carlyle passa il confine che separa il grande schermo da quello domestico e prende il testimone da Mac Gyver/Richard Dean Anderson del comando della squadra di Stargate Universe, serie televisiva in onda da questo gennaio su Sky. Facciamo il punto della carriera con il capitano Dr. Nicholas Rush, aka Robert Carlyle.
Grande cinema e piccolo schermo, hai ancora tempo per il teatro?
No, purtroppo non ho più tempo per il teatro. Sono lontani i tempi di quando fondai la Rain Dogs Company, compagnia teatrale sperimentale, insieme alla mia allora fidanzata.
Il solito snobismo attoriale? O fai teatro o ti dai alla tv?
Non più, grazie a dio. È una tendenza che sta scomparendo. Soprattutto dopo l’avvento delle pay tv che oggi producono serie sempre più costose e di qualità . Ora il piccolo schermo spesso investe quanto il cinema. Questo è uno dei motivi che mi ha fatto accettare di recitare in Stargate Universe.
Come definiresti questa tua esperienza in una serie tv?
Non appena mi venne fatta la proposta rifiutai, pensavo che non mi interessasse più di tanto recitare episodi da 35 minuti. Poi ne parlai con la famiglia e capii le potenzialità della serie. Infine decisi di accettare e feci bene: è stata un’esperienza molto formativa.
Parlando dei tuoi esordi, con Trainspotting, è stato difficile interpretare il più cattivo della cattiva compagnia di eroinomani?
Per niente. Anche se il personaggio era così ben delineato che ancor oggi ho la fama di ‘cattivo’, sul set – persino durante le riprese – il mood generale della troupe era di divertimento e gioia. Lo so, sembra strano a chiunque lo racconti. Ancora oggi Begbie è un personaggio dal quale è meglio tenersi alla larga. Lo dico con orgoglio.
Cosa fai quando non reciti?
Leggo, ascolto musica rock, passo il tempo con la famiglia. In questi giorni sto leggendo My View from the Corner di Angelo Dundee, un libro sulle palestre della boxe. È più un coffe table book che un romanzo vero e proprio, ma è decisamente coinvolgente.
I tuoi musicisti preferiti, invece?
Mi piace la musica suonata davvero, con sudore ed esercizio, e per il rock è stata un’ottima annata. I dischi migliori dell’anno sono stati quelli dei Kasabian e Arctic Monkeys, il loro nuovo Humbug è un capolavoro. Ho conosciuto gli Arctic Monkeys e li adoro, mi ricordano me quando avevo la loro età . Stesso approccio alla vita. E poi adoro gli Oasis, ovviamente, visto che per loro ho recitato nel videoclip della canzone Little by Little. Ma per loro non è un momento dei migliori, speriamo ritornino sulla loro decisione di sciogliere la band.
Indovino: sei un chitarrista.
Già . Non lo dico troppo in giro perché sai, si crea sempre troppa aspettativa musicale sugli attori (vedi Keanu Reeves, Russel Crowe, Woody Allen – ndr) e non ho una vera e propria band al momento. Insomma non posso invitarti a un concerto. Per ora.
Potrai dirmi almeno quali sono le tue priorità nella vita, alla soglia dei 50 anni.
Questo sì, posso farti una classifica delle cose importanti: famiglia, famiglia, famiglia, cinema, amici, famiglia, musica, musica, famiglia, cinema. Se non fosse stato per le persone che mi vogliono bene non starei nemmeno recitando, ora. E’ con la mia fidanzata che ho fondato la mia prima compagnia di teatro, è con il mio amico Danny (Boyle - ndr) che ho realizzato Trainspotting, un film considerato tra i 100 migliori film inglesi della storia.

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