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Tokio by Night
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La globalizzazione è viva e lotta insieme a noi. Nel 2008 non ha davvero piĂą senso parlare di realtĂ  diverse….

Di Dan Mc Sword

La globalizzazione è viva e lotta insieme a noi. Nel 2008 non ha davvero più senso parlare di realtà diverse tra loro per quanto concerne ad esempio la vita notturna. Basti pensare a Tokio: 12 ore di volo di distanza, 8 ore di fuso orario di differenza e una cultura estremo-orientale non creano all’ atto pratico così tanta differenza con la nostra realtà occidentale. Sia chiaro: qualche stranezza permane. “Innanzitutto quasi nessuno parla inglese – spiega il dj/produttore Joe T Vannelli, in tournèe proprio in Giappone nelle scorse settimane – poi è vietato fumare all’ aperto ma non nei locali al chiuso. Rispetto agli Stati Uniti, poi, non si danno mance nei ristoranti. Anche perché non esistono i camerieri. Vieni servito direttamente dal cuoco. Ed un cuoco non può essere offeso con vil denaro contante!”.
Nelle discoteche – questo è assolutamente scontato – i soundsystem sono di qualità assoluta. Il pubblico esibisce un’ educazione straordinaria e si professa grande appassionato della musica house con particolare predilizione per la vocal, la cosiddetta musica cantata, meglio ancora se inquadrabile anche come house history, i grandi successi di ieri, oggi e domani. Complice il cambio euro/yen, andare in Giappone e trascorrervi una decina di giorni non risulta più così tanto costoso. E’ possibile cenare con ottimo pesce fresco spendendo l’ equivalente di 30 euro a testa. Basta evitare i posti più frequentati dai turisti, dove ci si fa spennare per niente. Questo, però, può capitare anche a Chiasso, pochi metri dopo il valico italo-svizzero. Non serve fare dodici ore di volo.
Per quanto concerne invece il clubbing in senso stretto, i locali più apprezzati a Tokio sono lo Yello ed il Mado Lounge, quest’ ultimo ubicato al 52esimo piano di un grattacielo. Il pubblico assiste in maniera sì disciplinata ma molto partecipata. Non si hanno notizie né di ballerine né di vocalist. Per i giapponesi non esiste più soltanto il karaoke.