Alessia Filippi
Specialità : dorso e misto. Soprannome: farfalla. Obiettivo: essere la numero uno del nuoto. E vincere l’oro a Pechino.
Qual è il colmo per una nuotatrice? Essere la speranza numero uno del nuoto azzurro alle prossime Olimpiadi di Pechino e da piccola aver pianto a dirotto per evitare di entrare in acqua. Il paradosso anfibio ha un nome e cognome: Alessia Filippi, la romana che, dopo la vittoria ai Campionati Europei di Budapest del 2006 nei 400 misti e l’argento ai mondiali in vasca corta dello stesso anno, è con Filippo Magnini attesa dalla grande prova del prossimo agosto. Un paradosso umano che inizia da lontano. Anni tre. Roma, la sua città . Il padre la butta in acqua insieme al fratellino. Lei, la bellissima ventenne ora a Verona per allenarsi al Centro Tecnico Federale, urla e piange come solo i bambini sanno fare. “All’inizio fu un trauma. Non ne volevo sapere. Ho un ricordo vago, ma a quanto mi hanno raccontato per il primo mese farmi toccare l’acqua fu un drammaâ€, racconta in una pausa tra un allenamento e un rilassante check-up fisioterapico. “Poi come per magia, tutto in acqua mi è parso facile e naturale. Ho iniziato la lunga trafila, gli allenamenti sotto la guida del mio allenatore Riccardo Pontano, le prime convocazioni in nazionale a sedici anni e il traguardo della vittoria a Budapest di due anni faâ€.
Un traguardo da cui ripartire subito.
Certamente. Ma non sono minimamente preoccupata per le Olimpiadi. Sono un grande appuntamento, e forse più a ridosso della data fatidica sarò in ansia, ma non credo. Mi sto preparando al meglio. Lavoro molto e non ho paura di nessuno.
A cosa pensi quando sei in acqua durante una gara?
A poco o nulla. Non c’è il tempo, sei troppo impegnata a nuotare. È una sensazione strana da descrivere.
Hai solo vent’anni e una lunga carriera davanti, ma si dice che già pensi al dopo nuoto e magari a un ingresso in politica. È vero?
Questo ancora non lo so. È prematuro. In realtà ora penso solo a nuotare, anche perché c’è davvero poco spazio per il resto nella mia vita. Mi piacerebbe laurearmi in Scienze Politiche. Questo è l’unico obiettivo a breve scadenza oltre al nuoto. La politica per ora è solo un interesse. Ho dato l’assenso a diventare dirigente del Partito Democratico come figura non esecutiva. Ora non potrei fare molto a causa degli impegni, ma con quell’adesione volevo dare un messaggio positivo ai giovani.
Hai tempo per divertirti?
Non molto, ma non mi lamento di certo. Amo passeggiare, vedere gli amici le cose più normali per una ragazza della mia età .
Ti sei divertita a sfilare per Valentino?
In realtà non ho sfilato, ho solo fatto da testimonial per un servizio fotografico. È stata una bella esperienza. Non credo che resisterei a fare la modella, ma posare ogni tanto non sarebbe certo una tortura. Quel giorno mi sono davvero divertita molto.
E andare a vedere la Roma è divertente?
Decisamente. Sono tifosissima della Roma e di Totti in particolare. Vedere le partite è un rito familiare che mi ha trasmesso mio padre.
Oltre a non essere laziale, un uomo cosa deve avere per conquistarti?
Be’, non è necessario che sia romanista… direi che deve saperci fare, deve essere sveglio, deve affascinarmi…



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