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Charles Aznavour ha fatto innamorare le nostre mamme, nonne e zie con quel suo accento francese e le canzoni da gita al mare (ma sotto sotto ci stavano Morricone e Calabrese). Dopo 26 anni torna in Italia il cupido di Parigi. Buon anniversario.

di Alberto Motta

Chi è Shahnour Vaghinagh Aznavourian, o meglio, Charles Aznavour? Provate a chiederlo a vostra madre. Perché è ben probabile che il vostro concepimento dipenda tanto dal vostro padre biologico quanto da questo parigino di origine armena piccolo piccolo nato il 22 maggio del 1924. Sono infatti proprio le canzoni di Aznavour a profondere un libeccio di sensazioni amorose per l’Italia e l’Europa a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta (altro che summer of love, altro che stagione dell’amore, l’ottantacinquenne figlio di ristoratori parigini raggiunse, trasversalmente, intere fasce di società condizionandone il gusto della musica pop almeno quanto Beatles e capelloni della stessa risma), grazie a quella voce avvolgente ma piratesca - grenouille, rospo, la chiamano in patria, ed è causata dal mestiere di strillone di quotidiani durante la seconda guerra mondiale - e a tematiche dolenti e dolci-amare; la fine di una liaison, l’incontro inaspettato di due ex amanti sui ponti di Parigi, lo struggimento di un addio a Venezia.

Non crediate che la storia finisca lì, con il vostro concepimento. Perché poi le canzoni di Charles hanno continuato a far innamorare in giro per il mondo, cantate in diverse lingue, sono rimaste nei vostri giradischi fino alla consunzione, hanno fatto breccia financo nel cuore di Francois Truffaut, che nel 1960 scritturò proprio Aznavour come protagonista del suo film Tirate sul pianista.

Ma ora siamo nel 2009…
Esatto, e mi trovo qui a Milano a presentare il mio nuovo tour italiano, il primo, dopo 26, anni nella vostra bella nazione.

Lei, del resto, è stato il fautore della scena musicale italiana insieme a Mina, Celentano, Tenco…
In Italia scrivevo spesso canzoni con Giorgio Calabrese, con Mogol. Poi Calabrese si dette alla televisione e al cinema e non potemmo più collaborare. Oggi non seguo la musica italiana ed è un peccato, soprattutto se penso che negli anni 70 tutti noi cantautori giravamo per l’Europa ed eravamo riconosciuti ovunque. Oggi in Francia viene solo Massimo Ranieri a fare concerti. Fa male al cuore, aver perso il gusto per la bella melodia italiana.

Ai tempi si faceva orchestrare da Ennio Morricone - recuperate la raccolta Buon anniversario, RCA, 1971 per godere dell’accoppiata, ndr - e scalava le classifiche mentre oggi in vetta ci sono cantanti come Marco Carta o i Finley. Non teme che la gente si sia disabituata alla qualità e diserti il suo tour teatrale?
No, non lo penso perché ai miei concerti viene chi mi conosce da anni, si è affezionato alla mia musica. E poi tutti i figli delle mie fan degli anni 60 e 70 hanno rivalutato i miei dischi.

Parlando di fans, lo sa che Berlusconi aveva in repertorio le sue canzoni quando suonava sulle navi da crociera?
Certo, lo conoscevo e ci frequentavamo a quei tempi.

Ma va? Scoop? E le piace, come politico?
Berlusconi fa un ottimo vino, me ne ha regalate diverse bottiglie, ha dei magnifici quadri appesi alle pareti di casa, come conoscente è impeccabile. Come politico invece è affare vostro, io non mi occupo di politica. A pensarci bene, forse mi regalò quelle bottiglie perché non riusciva a venderle.

Altri fans: Paolo Conte e Bob Dylan dichiarano che lei è il cantante perfetto.
Sono lusingato, non conosco Conte ma ho avuto modo di conoscere Dylan. Pensi, venne a un mio concerto decenni fa e non si presentò nemmeno in camerino, nonostante sapevo che cantasse sempre le mie canzoni. Quando infine lo rincontrai ci abbracciammo come vecchi fratelli.

Nella sua prossima tournee canterà brani in italiano come in passato (tra i suoi classici: Com’è triste Venezia, Il sole verde, Buon anniversario, E tu strafai)?
Sicuramente canterò 6 brani in italiano, ora resta solo da capire quali riuscirò a ricordare meglio. Vi racconto un aneddoto a riguardo: mi trovavo a Cuba e andai a visitare un’azienda di produzione di sigari. Non appena gli operai mi videro si misero a cantare tutti insieme Com’è triste Venezia. Se ci fosse stato un italiano lì con me non ci avrebbe creduto. Un altro aneddoto: in tutto il mondo le versioni in italiano delle mie canzoni sono molto famose, tanto che in centro e sudamerica devo tenerle come finale di scaletta. E ancor oggi mi capita che mi chiedano da quale parte dell’Italia io provenga, se non mi conoscono bene.

Come vede l’Italia dopo 26 anni di assenza?
Non vedo grossi cambiamenti, la moda è forse più rivolta ai giovani e snobba gli adulti. Però le cose importanti sono rimaste identiche: il vino, il cibo, le scarpe italiane. Sono di ritorno giusto ora dal Conte Ugolino, il mio ristorante preferito. Fanno un’ottima pasta e fagioli.

Come mai il tour coprirĂ  solo 6 date?
Perché sto facendo un tour in perdita. Vede, di solito mia moglie e i miei cari si guardano bene dal seguirmi nei miei concerti. Per le date italiane invece mia moglie, i miei tre figli con relativi fidanzati, la mia nipotina hanno preteso di venire con me. Quando sarò tornato in Francia mi ritroverò con la carta di credito azzerata e la mia famiglia che continuerà a sospirare: “ooooh, l’Italia è proprio meravigliosa.

IL TOUR ITALIANO
30 ottobre PARMA - Teatro Regio
1 novembre FIRENZE - Teatro Comunale
3 novembre MILANO - Teatro degli Arcimboldi
4 novembre ROMA - Auditorium Parco della Musica (presso la Sala Santa Cecilia)
6 novembre CATANZARO - Teatro Politeama
9 novembre BARI - Teatro Team

http://www.aznavour.it
http://www.concertieproduzioni.it

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