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Alessandro Cattelan
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Alessandro Cattelan

Alessandro Cattelan è un combattente iperattivo: radio, televisione, musica, libro, blog. Uno che ha sofferto per le donne ma che, da buon campione italiano di ju-jitsu, sa come menare la vita. Ma non lo farà sul palco Trl Music Awards.

Testo Alberto Motta • foto Antonio Hassler • Styling Antonio Lupo

Ciao, piacere, sono Alessandro’.
Ha inizio così, in modalità rilassata, l’intervista con Alessandro Cattelan. Strano a dirsi, visto il personaggio. Un fi ghter iperattivo e versatile. Vale la pena farci caso perché tutto attorno al conduttore di TRL èfrullato in un tornado di frenetica attività. Oggi, per l’esclusivo servizio di queste pagine, tra truccatori, stylist, fotografi, cambi abito, chiacchiere; più in generale nella vita tra Radio 105, Mtv, gli 0131 (suo progetto musicale), la Mondadori - perché è fresco di stampa il suo primo libro, Ma la vita è un’altra cosa, scritto a quattro mani con il cantautore Niccolò Agliardi. Finalmente, insomma, un attimo di sosta, unapausa dagli scatti fotografi ci e dalla lotta quotidiana, in cui Alessandro accenna passi di danza, spara battute, vede un pianoforte e comincia a suonare.
E a rispondere.

Alessandro Cattelan oggi è un personaggio a 360 gradi. Sei uno showman, un musicista, hai scritto un libro, sei un conduttore radiofonico. Cosa manca nella tua vita?
Mi sento un personaggio a 290 gradi, direi. Mi manca, boh, un film? O di fare un figlio? Be’, potrei recitare in un film la parte di ragazzo con un figlio e ottimizzare, così a fi ne riprese riconsegno il figlio ai legittimi proprietari e torno libero.

Mtv ti ha fatto conoscere al grande pubblico. Cosa ricordi con maggior piacere della tua esperienza il canale musicale per eccellenza?
Sicuramente il secondo TRL Awards, trasmesso nel 2006. Per tutto l’anno avevo condotto Total Request Live da solo e durante l’Awards abbiamo deciso di inserire delle gag, una sigla divertente e innovativa. Insomma, di divertirci. Il tutto di fronte a più di centomila persone in piazza Duomo a Milano.

La ricetta del successo. Di cosa ti nutri e cosa non riusciresti mai a mangiare?
Io mangio tutto. Innanzitutto adoro le verdure e poi spazio dalle lasagne cucinate da mia nonna, al sushi, al McDonalds. Ecco, proprio non ce la faccio a mangiare il fegato.

E di che musica ti alimenti? Quali sono i tuoi tre dischi da portare sull’isola deserta.
Direi Stevie Wonder. I Beatles. E al terzo posto metto una compilation di artisti vari con tutte le mie canzoni preferite.

Il che ci porta a parlare del tuo primo libro. Scritto a quattro mani con, guarda caso, un musicista.
Questo libro è la storia di due amici che davanti ad un boccale di birra decidono di partire per un viaggio in cerca dei personaggi delle canzoni che amano. I personaggi in realtà rappresentano anche altro. Per noi Sally è la fatica, Chicco e Spillo sono la seconda possibilità che ti offre la vita. E dentro a questo viaggio ci sono l’amicizia, la consapevolezza di sé.

Restando su temi universali. Le donne e Alessandro Cattelan?
Diciamo che va un po’ così. E va che l’amore fa soffrire.

Sei spezzato di cuore? E soprattutto, vale la pena di soffrire per amore?
Sì, vale la pena perché in cambio ti dà così tanto. E poi diciamo che questa crisi è arrivata a fagiolo, in contemporanea con la scrittura del mio primo libro. E’ stata fonte di ispirazione.

E inoltre sei stato così signore da dedicare il tuo libro alla fonte di tutti i tuoi mali?
Sì, le ho dedicato il libro.

Amore a parte, quali sono i tuoi valori nella vita?
Innanzitutto la famiglia e poi a pari merito i valori cristiani propri ad ogni buon cristiano.

Quindi il tatuaggio sulla tua spalla destra che rappresenta Gesù incorniciato dalla scritta laugh now…
L’ho fatto all’inizio della mia avventura con Mtv. E’ di buon auspicio e fa da monito. Voglio bene ai miei tatuaggi.

Il blog sul tuo myspace racconta una simpatica vicissitudine: ci sei tu, una lei e un cane che manda all’aria i tuoi piani, catturando le attenzioni di lei. Dal che, ti riprometti di fare esperimenti sociali con un cane. Aggiornamenti?
In molti mi hanno chiesto di quel blog, domandando se fosse realmente accaduto e chiedendo l’epilogo. In realtà era un pretesto per analizzare un fatto evidente: oggi sono i cani a decidere per i padroni, a scegliere i locali giusti. Comunque, ho usato il cane dei miei genitori per i miei esperimenti.

Una curiosità. Sei stato campione italiano di ju-jitsu. Ti è mai capitato di usarlo durante una rissa?
No, durante una rissa viene molto più spontaneo farsi prendere dall’istinto. Ma non sono una persona rissosa. Insomma, mi è capitato di fare a botte ma niente Karate Kid!

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