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Fabio Cannavaro - Cuore di Capitano
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Campione del mondo e pallone d’oro 2006. Pronto, come sempre, a dettare i tempi alla difesa azzurra e a dare l’anima per vincere. Ma prima di tutto per lui c’è la sua famiglia.

di Silvia Santarelli - foto di Max & Douglas

Il capitano della Nazionale campione del mondo è il migliore difensore della sua generazione. 100 presenze con la maglia azzurra il 9 luglio 2006, in occasione della finale del Mondiale contro la Francia. Vincitore, sempre nello stesso anno, del Pallone d’oro, un riconoscimento doppiamente meritato, considerata la ritrosia ad assegnare questo trofeo a un difensore. Da due stagioni difende il fortino del Real Madrid con cui si è laureato per la seconda volta campione di Spagna. La sua esperienza in tutte le più importanti competizioni internazionali gli permette di affrontare ogni sfida con tranquillità e sicurezza, trasmettendole ai compagni. Agli europei è pronto, come sempre, a dettare i tempi alla difesa degli azzurri e a dare l’anima per fare bene. Fabio ci crede: con lui, vogliamo crederci anche noi.

I ricordi piĂą belli di Germania 2006?
Il rigore segnato da Fabio Grosso. 
Il momento in cui abbiamo alzato la Coppa del Mondo. La notte della finale, quando ho dormito con mio figlio Christian e la Coppa.

Il primo sms che hai inviato dopo la vittoria?
Tutte le persone a me care erano a Berlino. Non ricordo il primo sms che ho inviato, non ricordo nemmeno il primo a cui ho risposto, ricordo solo di averne inviati a valanga nei giorni successivi.

Quante volte hai rivisto la finale in televisione?
Tante, e ogni volta mi emoziono!

Che cosa si prova ad essere il capitano della Nazionale Campione del Mondo?
Una profonda soddisfazione, un orgoglio immenso. Rappresentare quella Nazionale insieme ai miei compagni è un grande onore.

Iaquinta e Materazzi si sono fatti un tatuaggio, tu per suggellare la vittoria del Mondiale hai fatto qualcosa?
Ho “tatuato” nella mente ogni momento di quella meravigliosa esperienza.

Tua moglie e i tuoi tre figli ti seguiranno durante Euro 2008?
Certo, averli vicini per me è fondamentale.

Hai un tuo rito scaramantico prima di scendere in campo?
No, nessun rito.

Ne esiste uno per tutta la squadra?
No, ci basta essere un grande gruppo.

Una giornata tipo durante il ritiro?
Colazione, allenamento, pranzo, un po’ di riposo prima di tornare ad allenarci e poi a cena di nuovo tutti insieme.

Nei momenti vuoti, come riempi il tempo, che fai?
Qualche dvd e soprattutto lunghe chiacchierate con i compagni. Da quando sono a Madrid, il ritiro è una delle poche occasioni che ho per trascorrere del tempo con loro.

Cosa ti mancherĂ  di piĂą della Nazionale campione del mondo?
I grandi campioni che si sono ritirati, ma il gruppo è solido e c’è sempre un’atmosfera speciale.

Hai intenzione di dare l’addio alla maglia azzurra dopo l’Europeo?
No, almeno fino a quando starò bene e riuscirò ad allenarmi bene. Per ora il Mondiale in Sudafrica è molto più di un pensiero.

Francia, Olanda, Romania, quale tra le tre temi di piĂą?
Nessuna squadra va sottovalutata, tutte hanno un buon potenziale, ma con la Francia c’è una rivalità sportiva particolare.

Da difensore, qual è l’attaccante che ti fa più paura?
Il livello è altissimo, diciamo… i soliti noti.

Il 17 giugno a Zurigo incontrerete di nuovo la Francia, senti particolarmente questa sfida?
In un Europeo ogni partita rappresenta una grande sfida. La Francia l’abbiamo incontrata spesso in gare decisive, ma la più importante l’abbiamo vinta noi.

Scaramanzia a parte, te la senti di fare un pronostico?
No, nessun pronostico, ma io e i miei compagni, lo posso assicurare, faremo di tutto per vincere.

A Madrid, che cosa ti manca di più dell’Italia?
Madrid mi piace e ci sto bene, ma sono italiano nell’anima, a volte ho nostalgia di tutto, credo sia naturale.

Com’è Cannavaro fuori dal campo?
Uno normale, uno che, soprattutto, spera di essere un buon padre.

Quali sono i tuoi pregi?
Caparbio, simpatico, disponibile.

E tre tuoi difetti?
Non so perdere, gli altri due preferisco lasciarveli supporre…

La tua piĂą grande soddisfazione?
La mia famiglia.

Quella professionale?
Naturalmente il Mondiale.

Commenti

nadia
da nadia il 17/05/2009

faboi sei grande

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