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Fernando Alonso - Alba rossa
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E’ l’unico uscito pulito dal crashgate, l’anno prossimo sarĂ   al volante della Ferrari.

di Gabriele Ferraresi - foto di Amanda Israel

Fernando Alonso è un pilota di Formula 1, e chiaramente, è basso. Lo incontriamo in Terrazza Martini, per uno strano contrappasso, uno dei luoghi panoramici di Milano, uno dei luoghi più alti, di una città praticamente priva di un vero skyline. Lui, è l’uomo che nel giro di qualche mese, appoggerà le terga sull’unica monoposto che ogni pilota sogna, se è ancora capace di sognare: una Ferrari. Lui, l’uomo che è uscito in pratica indenne dallo scandalo che ha portato alla radiazione di Flavio Briatore, che è riuscito a non farsi sporcare dai maneggi di Renault, Nelsinho Piquet e Adrian Symonds. Sui banchi di una cucina di un suo sponsor spagnolo, è inizialmente imbarazzato, e non sembra molto convinto di trovarsi davanti a qualche giornalista, con in mano pasta, pizza e mozzarella a gesticolare facendo salatini che non avrebbe mai cotto. Ma fa tutto molto italiano, e la tranquillità con cui risponde a domande come “preferisci la pizza o la paella?” senza alzarsi e andarsene, ma rispondendo “paella, e a casa cucino sempre io, mai la mia compagna” ci convincono di essere di fronte a un fuoriclasse. Della pazienza, soprattutto. Paziente e fortunato, Alonso: una serie di coincidenze che lo porteranno, nel prossimo campionato di Formula 1, su una delle due vetture – o saranno tre? – di Maranello.

Alonso, al momento è pulito più che mai: le voci di un suo litigio con Felipe Massa si sono dissolte, con una stretta di mano a San Paolo. Felipe l’aveva accusato di sapere del crashgate del Gran Premio di Malesia, quello in cui Nelsinho Piquet aveva sbattuto, si dice, apposta. Fernando, il campione di Oviedo, l’eroe spagnolo, non l’aveva presa bene, soprattutto perché quelle parole arrivavano da quello che l’anno successivo sarebbe stato il suo compagno di squadra. “Di quella vicenda non so nulla, non sono coinvolto in niente del genere. Non ci sono dubbi a riguardo. La cosa più importante in Ferrari è sempre stata il gruppo, sarà così anche nel 2010”. Prendi e porta a casa. Alonso, mentre scattiamo l’immagine che vedete nell’apertura di questo servizio, è rilassato quanto basta da spiegarci che lui, prima delle gare, dorme come un angioletto. Non fa nulla, non ha mai problemi ad addormentarsi. Problemi che di sicuro non ossessionano neanche Flavio Briatore, l’ex nessuno venuto da Verzuolo, Cuneo, arrivato in cima al mondo e poi caduto in basso, tremendamente in basso. Ma più sono grandi e più fanno rumore quando cadono: e se truffano, fanno ancora più rumore. E’ un frastuono poi, se finiscono come Briatore, radiati, a vita, senza possibilità di appello, condannati con testimonianze dubbie, per una combine che magari c’era, ma che non andava dimostrata così. Risultato: credibilità per il circo più veloce del mondo, ai minimi termini, e prossimo campionato alla ricerca di quegli eroi di cui sarebbe sempre meglio non aver bisogno. L’ultima gara è andata male a Fernando, il Brasile, è stato un disastro finito al primo giro: “contro lo sfortuna non c’è niente da fare, non vedevo Sutil, era a destra e in testacoda ed è passato quando passavo io”.

Fine di tutto. Un anno complicato per il futuro ferrarista, che mentre battiamo queste righe, ha appena 26 punti, ed è nono in classifica, quando Jenson Button, dalla perfida Albione, quello a cui nessuno avrebbe dato due lire, conquista l’iride in terra paulista. E l’ombra che rimane è quella di Briatore, lui ci risponde che “è una persona abbastanza speciale” nelle parole col contagocce che ci centellina. Impossibile non ribattergli carloverdonianamente “In che senso?”. “Nel senso che come manager è il migliore, non si discute, come persona, non è come lo dipingono”. Il diavolo, magari, non è così brutto come lo ha dipinto la FIA: peccato che qual quadro con dentro Satana, non lo si rivedrà mai più, in nessun circuito di Formula 1, mai. La vendetta, di Mosley, è un piatto che si gusta gelido. E Fernando, dagli schizzi di fango che hanno lordato il suo ex Team Manager, non ha neanche una goccia addosso.

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