Formula Zero
Nuove regole, nuove monoposto. Ci sarĂ anche un nuovo campione, in F1?
di Enrico Russo
Ultimo Gran Premio della stagione scorsa, quello che si corre a il 2 novembre 2008 nel circuito bagnato di San Paolo, in Brasile. Vince Felipe Massa, ferrarista e pilota di casa alla fine di una gara drammatica, il titolo iridato sembra essere suo, ma è il 23enne inglese Lewis Hamilton che alla fine, letteralmente all’ultima curva, riesce a conquistare la vittoria che conta di più, quella del Campionato piloti, diventando il più giovane campione nella storia della Formula 1. Il 29 Marzo 2009, ci risiamo. Da Melbourne, Australia, parte l’edizione numero sessanta della massima competizione dell’automobilismo sportivo. Due momenti nel continuum spazio temporale tra loro distanti quasi cinque mesi. Attenzione, però: non 150 giorni qualunque, ma un arco di tempo in cui la Formula 1, volente o nolente, ne è uscita stravolta, nella mentalità più ancora che nei regolamenti. Nelle forme, nella progettazione e nelle soluzioni aerodinamiche delle monoposto si nota il cambiamento più radicale, che salta all’occhio subito. Ma è nella forma mentis dei tanti protagonisti di questo business (perché voi lo chiamate ancora sport?) che c’è il vero cambiamento, quello meno visibile. Quello che va a incidere profondamente nelle strategie di gara. Insomma: benvenuta Formula zero.
CHE KERS SARĂ€?
A vederle così, le nuove monoposto di F1, sinceramente parlando, fanno un po’ schifo. Quasi innaturali, un po’ sformate con quell’alettone anteriore così esageratamente largo, e l’ala posteriore così esageratamente alta. No, più che Formula 1 sembrano monoposto delle tante formule propedeutiche. Ma tant’è: la FIA aveva già deciso da tempo che quest’anno si sarebbe cambiato radicalmente. Auto diverse quindi, meno sensibili all’aerodinamica, e maggiore attenzione al grip meccanico (dopo 10 anni tornano i cosiddetti pneumatici slick), e che Dio ce la mandi buona. Ovvero: speriamo che si torni (finalmente) a vedere, circuiti permettendo, qualche bel sorpasso!
Logicamente, poiché la Formula 1 rimane sempre e comunque, parafrasando gli inglesi, “the pinnacle of the motor sport”, ecco l’introduzione (il cui uso non è però obbligatorio) del Kers, il sistema di recupero di energia. Qualcosa che il mondo della produzione già conosce e utilizza per ridurre i consumi. Nel Circus, invece, verrà impiegato per un aumento delle prestazioni, seppur soltanto per pochi secondi al giro. Questa è l’unica certezza. Perché ancora non si sa come, perché e in quali momenti della corsa verrà utilizzato. Insomma, è il proprio caso di dirlo: che Kers sarà ? Nell’attesa di scoprirlo l’unica certezza è che qualche decina di milioni di euro se ne è già andata nello sviluppo di questa tecnologia.
ANCHE I RICCHI PIANGONO
Che non sia un bel periodo, economicamente parlando, lo sappiamo tutti. Il fatto è che anche il microcosmo della Formula 1, dopo anni di eccessi e di budget che arrivavano a sfiorare i 500 milioni di euro per i top team, si è accorto, rovinosamente, di far parte di questo pianeta con i conti in profondo rosso. Ed ecco quindi il traumatico risveglio, con il ritiro della Honda che ha fatto partire l’allarme rosso nelle stanza dei bottoni di un giocattolo costosissimo. E allora tutti insieme, appassionatamente, si sono messi a cercare di capire che cosa fare. Con i team da una parte, riuniti nella FOTA, e la Federazione dall’altra. Risultato? Basta con i test effettuati durante la stagione; basta con i motori usa e getta, la loro vita deve durare assai di piĂą. Questo solo per cominciare, poi c’è un’infinita lista di provvedimenti che faranno della Formula 1, almeno negli intenti, uno sport “accessibile” nel prossimo futuro con un budget di “soli” 50 milioni di euro. Nel caso vi avanzassero e siate indecisi su come investirli potrebbe essere un’idea…
CHI VINCERÀ QUEST’ANNO?
Un grosso cambiamento nel regolamento tecnico, parlandoci chiaro, di solito azzera i valori in campo. Ovvero: si ricomincia da zero. Il che non vuol dire che Ferrari e McLaren si ritroveranno a spartirsi le ultime posizioni della griglia. Semplicemente che Renault, BMW e Toyota, per esempio, potrebbero anche prepotentemente dire la loro con maggiori chances di affermarsi. Ovvero che il Fernando Alonso, il Robert Kubica e lo Jarno Trulli di turno potrebbero anche togliersi grosse soddisfazioni. Una cosa però è certa: i bookmaker inglesi indicano ancora una volta Lewis Hamilton e la Ferrari tra i favoriti per il titolo finale. E se lo dicono loro, allora, avete già un’idea di come potrebbe andare a finire.

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