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Hardcore Rider
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Vicino all’Hockenheim Ring si costruiscono artigianalmente belve che Brad Pitt e Kimi Raikkonen comprano per 100 mila euro.
L’ex crossista Marcus Walz è il creatore di Hardcore Cycles.
Un miracolo che oggi compie 15 anni.

di Carlo Croci

Hockenheim sarebbe solo una tranquilla cittadina alle porte di Stoccarda se non fosse per i motori. Per il circuito, ovviamente, teatro delle gare di Formula 1 e MotoGP, ma sempre di piĂą anche per essere la sede principale della Hardcore Cycles di Marcus Walz, un perito meccanico ed ex pilota pro di cross ha messo in piedi dal nulla un laboratorio artigianale per realizzare il proprio sogno: costruire, customizzare ed elaborare moto, Chopper e Harley Davidson, che nelle sue grinfie diventano belve estreme e brutali degne del prezzo da sceicco a cui vengono vendute: media 100 mila euro.

L’origine di un mito

Quella di Marcus Walz è una storia strana di sfiga rivoltata in fortuna e amore per le due ruote. Il prossimo 20 gennaio questa storia celebrerà i 15 anni di successi: “lavoro sulle moto da quando avevo 14 anni”, racconta il boss dell’azienda che ormai è un cult tra gli appassionati di moto estreme, “dieci anni più tardi, a 24 anni, in una stalla riconvertita costruivo la mia prima moto e scoprivo che avrei potuto vivere con i soldi che facevo.
Quello fu il momento in cui fondai la Walz Hardcore Cycles. E pensare che tutto nacque dalla sfortuna di un infortunio: a fine anni 80 e primi 90 correvo per Kawasaki nel campionato tedesco di MotoCross. Nel ’91 ebbi un tremendo incidente in cui persi quasi tutti i denti e la mascella. Dovetti stare in ospedale per 6 mesi.

Quando uscii non ero ancora in grado di ritornare a correre, naturalmente, quindi escogitai un modo per rimanere nel mondo delle moto senza cavalcarle. Iniziai così a costruire la mia prima Harley e capii che si potevano fare molti più soldi in quel modo che non correndo e per di più senza rischiare l’osso del collo”.

Bolidi fatti in casa

Da quella prima vecchia Harley ricavò i soldi per lo startup dell’azienda. Da lì alle quotazioni record di vendita oggi (120 mila euro il massimo toccato) il salto non è scontato ma breve.
Cifra esagerata? Forse no, assistendo al delicato processo di personalizzazione, design ed elaborazione a cui ogni moto è sottoposta. “Pensa, dal momento dell’ordine alla consegna può passare anche più di un anno di lavoro sulla moto.
Ogni parte è costruita a mano e di conseguenza è chiaro quanto sangue e sudore serva per sedersi in sella di una vera Walz Custombike”. E anche parte del fascino esclusivo che ha portato il gotha dello star system motoristico e non a innamorarsi della linea bassa, tozza e aggressiva delle creature del 40enne tedesco. “I clienti di Hardcore sono in verità di tutti i tipi.

Abbiamo veri appassionati anche tra la gente normale. Gente che magari risparmia una vita per potersi permettere una della nostre moto. Oppure celebrità come Brad Pitt o Kimi Raikkonen”.
Proprio il ferrarista andò a trovare Walz in occasione del GP di Hockenheim nel 2005: “Venne da me deciso a ordinare una delle mie moto.”

Un amico di nome Brad

“Raikkonen è un vero specialista di moto” continua Walz. “Ne voleva una nera come molte che ho fatto. Gliela consegnai un anno dopo, nell’estate del 2006, sempre in occasione del gara di F1 di Hockenheim. La prima Iceman, battezzata così dal modo in cui lo chiamo. Allora me ne ordinò una seconda, la seconda Iceman, questa volta dicendomi però di farla a mio gusto e che si sarebbe fidato.
Così quando scoprii che sarebbe passato alla Ferrari, pensai di costruirgli una Ferrari-Red Bike”. Il timing di consegna, poi, si rivelò micidiale: Walz la completò poco prima della vittoria di Raikkonen nel mondiale di F1 e bastò solo la piccola tag “Kimi World Champion Bike” sullo scarico per rendere il gioiello il miglior regalo dopo il trionfo. Kimi però non è l’unica star a fare follie per i chopperoni di Walz: “Brad Pitt l’estate scorsa mi ha chiamato da Praga. Si trovava lì per lo shooting di un film della moglie Angelina e non sapeva come passare il tempo.

Mi disse: Marcus, mi sto annoiando, non è che puoi portarmi una delle tue moto per andare a fare un giro? Ovviamente gli dissi di sì e partii per consegnargli personalmente la mia Martini-Bike. Quando la vide era addirittura commosso. E in seguito le foto di Brad a cavallo delle mia moto hanno fatto il giro del mondo.
La migliore pubblicità, no?”. Di certo un fantastico colpo: “Esatto, anche se mi rimane ancora un sogno da realizzare”. Quale?
“Avere un mio team di corse. Sono ancora un pilota nel profondo del cuore e lo sarò fino al giorno in cui schiatto. Non c’è niente di meglio dell’atmosfera di un circuito. Un giorno esaudirò anche quel desiderio”.
Quando del resto si è degli autentici geni, tutto è possibile. E senza neppure strofinare la lampada: così almeno un comportamento sostenibile all’insegna del risparmio energetico
lo manterrĂ  pure lui.

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