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Pur di rimettersi in forma… Dibattito

Pur di rimettersi in forma…

Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo
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Jorge Lorenzo

Il giovane pilota in MotoGp con un secondo posto.Tanto per dire che lui non guarda in faccia a nessuno. Vale compreso.

di Timothy Ormmezzano

Jorge Lorenzo, altrimenti noto come “Porfuera”, “da fuori”, per il suo modo spericolato di sorpassare all’esterno, è invece uno che prende la vita di petto, senza girare largo. Sicuro di sé, ai limiti della sfrontatezza. è lui il debuttante più atteso nel MotoGp. Lo spagnolo di Palma de Mallorca, reduce da due titoli mondiali nella 250 in sella all’Aprilia, è il nuovo pilota del Fiat Yamaha Team. Con il compagno di squadra Valentino Rossi non si può dire che sia scoppiato l’amore. Lorenzo è così: o si ama o si odia. Un po’ come Rossi, in fondo. Un po’ come i campioni predestinati. Si dice che nella vita chi striscia non inciampa. Il giovane Lorenzo non striscia, ma scivola velocissimo. A volte cade pure. Ma si rialza, come un ragazzo di venti anni che si impegna per diventare uomo vero.

Alcuni ti considerano antipatico. Ritieni che questa caratteristica sia una dote necessaria ai vincenti?
No, non credo sia una dote necessaria. Qualche volta, da giovanissimo, forse ho fatto alcune cose sbagliate, comunque non ho niente di cui davvero pentirmi. Sono stato aggressivo, in pista e fuori, e a molti non andavano bene le mie dichiarazioni. Ora, però, sto maturando. Ho vent’anni: spero che la gente si accorga che sto cambiando e migliorando progressivamente. Posso comunque dire che simpatia e antipatia sono componenti positive nel nostro sport.

Che effetto fa dividere il box con Valentino Rossi?
è un onore essere in squadra con Valentino e in un team come il Fiat Yamaha. Lui è il pilota più completo. Ha tutto: è veloce, scivola bene, sa staccare. E poi è carismatico: sa trasmettere le sue emozioni al pubblico e alla telecamera. Ma i box saranno differenti, ognuno farà il suo lavoro.

Come sarĂ  la tua prima volta da numero due?
Non posso arrivare per ultimo ed essere subito il primo. In Yamaha c’è Rossi, uno che ha vinto cinque MotoGp. è una situazione nuova per me: dal 2003 sono sempre stato prima guida. Stiamo lavorando perchĂ© io, un giorno, possa essere il numero uno della squadra. Ma finchĂ© c’è Rossi sarĂ  molto complicato. Vedremo cosa riserverĂ  il futuro.

Intanto l’hai eguagliato negli show organizzati in pista, per festeggiare le vittorie. Ora aspettiamo un duetto…
Difficile, siamo due persone con idee diverse. Suppongo che quando ci sarĂ  da festeggiare lui farĂ   il suo show e io il mio. Siamo due piloti che vogliono dare spettacolo, questo è positivo. Non mi piacciono i piloti freddi. Però va detto: Valentino è stato il primo a fare spettacolo in pista, io sono arrivato alcuni anni dopo.

Metteresti la firma per chiudere il tuo primo Mondiale MotoGp 50 punti dietro a Valentino?
Sarebbe la dimostrazione di un esordio alla grande, perché sono sicuro che Rossi sarà lì davanti, in lotta per il titolo. Ma preferisco evitare i pronostici: potrebbe succedere di tutto. Quest’anno sono in MotoGp per maturare, diventare uomo, e trasformarmi a poco a poco nel pilota che vorrei essere.

Perché hai scelto il numero 48?
Ho ereditato il numero 48 da Dani Amatriain, il mio manager. Sono dieci anni che corro con il 48, un numero che ho abbandonato soltanto la stagione scorsa, per sostituirlo con il numero 1 del campione mondiale in carica. Mi sono affezionato al 48: credo che non lo lascerò mai.

A che punto è il feeling con la tua YZR-M1?
Tutto bene, direi. Il motore è migliorato e la mia guida sta diventando sempre più naturale. Intendiamoci, non sono ancora pronto per lottare per il Mondiale. Però ho molta fiducia in me stesso e pochissima pressione addosso. In questo senso, il secondo posto ottenuto nel GP dia apertura in Qatar, è molto incoraggiante. La stagione non avrebbe potuto iniziare in maniera migliore. Non c’è dubbio.

Sul tuo sito scrivi che il tuo idolo è Max Biaggi, un antipatico e primo “nemico” di Valentino. Confermi tutto?
Max è stato l’idolo della mia gioventù e di molti miei coetanei. Lo ammiravo in tivù dominare il mondo della 250 con la sua guida davvero pulita. Poi, quando è passato alla 500, si è trovato davanti Valentino. Senza di lui Biaggi sarebbe stato campione diverse volte. Ma Valentino ha vinto tantissime corse, conquistando el cariño (l’affetto) del pubblico e diventando uno dei più grandi di tutti i tempi, se non il più grande. Questa è la verità. Spero di imparare molto da Vale.

Tre cose che ami dell’Italia e tre cose che proprio non ti piacciono.
Mi piacciono la pasta e la vostra stampa: i giornalisti italiani hanno sempre parlato bene di me e voglio ringraziarli tutti. Adoro, poi, i paesaggi. E anche le ragazze chiaramente (ride).

A proposito di ragazze: sei fidanzato?
No, da un anno e mezzo sono single. Niente di male, per ora è meglio così. Sono giovane: devo pensare alla mia car­riera. Vivo il presente come un m­o­mento importante per la mia
professione.

Qual è la tua donna ideale?
Amo le ragazze intelligenti e indipendenti, e quindi anche le italiane (ride). Mi piacciono brune, della mia statura (1.72 m) e magre il giusto. Ah, dimenticavo: adoro le belle gambe!

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