Liquid Gate
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Liquid Gate

il b-live atterra all’aeroporto Marconi di bologna. Passeggeri entusiasti per una festa decollata al ritmo di dj set incessanti.

di Carlo Croci

Voli cancellati. Monitor che riportano di un solo ed unico atterraggio previsto il 18 giugno al terminal 2 dell’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna. Migliaia di persone in piedi in fibrillazione. Macchine ovunque nel piazzale antistante. Detta così, la scena potrebbe essere quella del nuovo apocalittico film di Shymalan in cui il mondo è sottosopra e in preda a un epidemia. Panico? No. Ansia? Tanto meno. Tutto il contrario infatti. Adrenalina? A mille. Eccitazione? Da tagliare. Questi gli effetti reali dell’arrivo in città (e in Italia) del Bacardi B-Live, per cui un intero terminal dello scalo emiliano è stato riconvertito in un Liquid Gate in cui a decollare era esclusivamente la musica con il meglio dell’elettro- nica italiana e internazionale. Area check-in trasformata in un chilo- metrico bar, area privè ad accesso sopraelevato mediante scala mobile, baggage claim reso guardaroba, e soprattutto: due palchi ricavati dai lati della gigantesca hall. Il colpo d’occhio parla chiaro: la serata è un tuffo in un liquido al sapore di sudore, cocktail, divertimento, contatto (parlato e, chissà, fisico), estate e festa. Gli ingredienti per ogni party che si rispetti.

Check in

Il check-in dura poco. Stewardess bellissime risolvono la questione in un attimo e tutti i passeggeri invitati hanno subito la loro classe (area) di riferimento in cui gustarsi un mojito fatto su misura dai barmen (consiglio: rum sour con l’ottimo Bacardi Black) e lasciarsi miscelare il sangue dal ritmo coinvolgente dei bpm sbattuti in faccia dal cast dei performer. Nomi first class. Il fido bassista di Lorenzo Jovanotti Saturnino, Luca De Gennaro, le coreografie acqua- tiche del gruppo Waterwall, N.H. Brown, il coro gospel Africa Roots e gli Ococo hanno gonfiato la serata a dovere prima dell’ingresso degli headliner dell’evento: il duo tedesco Tiefschwarz. Una calamità naturale e benvenuta che si abbatte sul terminal con l’intensità di un diluvio di mojito. Per due ore e mezza i fratelli Schwarz violentano i piatti della Bat console del B-Live costringendo le quasi 3mila persone a sudare fino all’ultima goccia le proprie bevute (sempre responsabili, s’intende). La gente reagisce alla grande agli scratch dei berlinesi.

Liquid Gate

Per tutta la notte l’aria pulsa di energia. La potremmo ribattezzare elettronica terminale. Non per via dello stato di salute precaria dei musicisti che la suonano – e tanto meno del pubblico che l’ascolta, piuttosto perchè è la priva volta che questo genere viene suonato all’interno in un terminal aeroportuale. Qualche mojito piu tardi ci si scopre gia all’alba. Sicuri di una cosa semplice: la terza edizione è un ricordo da conservare. Almeno fino alla quarta, italiana, o almeno fino alla prossima tappa. Buona festa.

 

 

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