Luca Toni - Ritorno al futuro
Dopo tanta panchina in Baviera, Luca Toni torna in patria alla conquista di Roma e di Johannesburg: c’è un Mondiale da giocare e Lippi lo tiene in caldo.
di Joni Scarpolini - foto di Dario Altamura
Volendo (e volando), c’è posto anche per lui. Alitalia sta uscendo dalla crisi, e se a giugno Lippi avrà puntato il sigaro su Borriello, Amauri o chicchessia, un corso accelerato per steward potrebbe tornargli utile, cosicché salire sul volo Roma-Johannesburg non gli costerà la fatica di dover segnare no stop da qui fino al termine del campionato. “Pur di andare in Sudafrica farei l’assistente di volo†confessa scherzosamente Luca Toni, consapevole però che la via del gol è l’unica che lo porterà dritto ai Mondiali. Per questo ha scelto la Roma, dopo un triennio - quello al Bayern Monaco - iniziato bene e finito male: l’allenatore Louis Van Gaal non lo vedeva, se non al suo fianco. In panchina.
LUCA, CI SPIEGHI COSA DIAVOLO È SUCCESSO TRA VOI DUE?
Scusami, ma del rapporto col mio ex mister non voglio parlare, cambiamo argomento.
OK, PERÒ È INNEGABILE CHE SE LE COSE FOSSERO ANDATE IN UN’ALTRA MANIERA NON SARESTI TORNATO IN ITALIA.
Certo, proprio per questo preferisco parlare solo del presente. Al Bayern Monaco auguro comunque tutto il bene possibile, come squadra e come società .
ORA LA ROMA. UN INCIPIT DA (DOPPIO) URLO.
Sì, la doppietta segnata al Genoa mi ha regalato un’emozione pazzesca. Il primo gol, poi, è stato proprio come lo avevo immaginato alla vigilia.
LA PRIMA RETE DI PIEDE, LA SECONDA DI TESTA. ALLA FACCIA DI COLORO CHE DICEVANO: NONOSTANTE L’ALTEZZA, TONI IN AREA NON STACCA BENE.
I detrattori ci sono ovunque e ci saranno sempre, figuriamoci quando diventi un calciatore importante.
E FIGURIAMOCI QUANDO SEI REDUCE DA MESI VISSUTI FRA PANCA E TRIBUNA.
C’era tanta, troppa gente che mi dava per finito, tutta gente che ora deve ricredersi.
LI MANDERESTI A QUEL PAESE, EH?
No, semplicemente continuerò a smentirli coi fatti. Le parole servono a poco.
ECCO, A PROPOSITO DI PAROLE, ANZI PAROLACCE. QUANTE NE DICEVI IN TEDESCO?
Bè, come fanno un po’ tutti, la prima cosa che impari quando vai a vivere in un Paese straniero sono le parolacce. In campo - ma questa non è un’imprecazione - dicevo spesso “weiter weiterâ€, che significa “andiamo andiamoâ€, per incoraggiare i miei compagni, soprattutto quando eravamo in svantaggio.
IN GERMANIA ERI UN SEX SYMBOL, OLTRE CHE IL NOSTRO “MINISTRO DEGLI ESTERIâ€.
Ero diventato un personaggio, sono sempre stato coccolato e mi hanno persino dedicato quella canzone, ormai celebre, sullo stereotipo italiano.
E TI CHIAMAVANO LUCA “TORIâ€.
Perché “tor†in tedesco significa gol. E mi sembra di non averli fatti mai mancare, quando giocavo…
SUONA BENE ANCHE IN ROMANESCO.
Già me lo sento: ah Tori, e facce ‘sto gol!
IL BOATO DELLA SUD È COME QUELLO DELLA FIESOLE (LA CURVA DELLA FIORENTINA, ndr)?
I tifosi giallorossi sono caldi quanto quelli viola, che sono stati fondamentali per me e che porterò sempre nel mio cuore.
TOTTI È STATO IL PRINCIPALE SPONSOR PER IL TUO SBARCO NELLA CAPITALE. CHI HA PIÙ POSSIBILITA DI ANDARE AI MONDIALI: TU, LUI O ENTRAMBI?
Il sogno è di andarci insieme. Intanto dobbiamo fare bene nei prossimi quattro mesi: le premesse sono ottime.
SECONDO PAZZINI, TUO RIVALE NELLA CORSA ALL’ULTIMO POSTO DA CENTRAVANTI RIMASTO IN NAZIONALE, UN BRASILIANO NON DOVREBBE VESTIRE L’AZZURRO. CHIARO RIFERIMENTO AD AMAURI DELLA JUVE.
Sono decisioni che prenderà Lippi. A mio parere, ai Mondiali deve andare il centravanti più forte del momento.
E IL TONI DEL FUTURO CHI SARÀ?
Alessandro Matri del Cagliari. Anche se ha caratteristiche molto diverse dalle mie, mi piace molto: è rapido e ha un ottimo fiuto del gol.
CI RIMANDI UNA CARTOLINA DA BERLINO?
La cosa più bella che ricordo del Mondiale 2006, aldilà della vittoria finale, è stato il nostro arrivo in città . Dal pullman vedevano la gente quasi più tesa di noi, completamente esaurita. Insomma, non ci sentivamo soli quanto a stato emotivo…
ITALIA VUOL DIRE ANCHE MARTA (CECCHETTO, LA SUA FIDANZATA, ndr).
Marta veniva a trovarmi a Monaco ogni weekend, ma ora che possiamo stare assieme più tempo è tutta un’altra cosa.
IL TUO GOL PIÙ BELLO.
Quello segnato al Genoa, il primo, perché mi ha sbloccato dopo tanta astinenza. Non sai quanto l’ho voluto.
HAI RECUPERATO IL TEMPO PERDUTO, PERÒ COME MAI SEI ESPLOSO UN PO’ TARDINO?
Ho fatto un po’ di gavetta partendo dalla C1. Si vede che ai tempi non ero ancora pronto per certe squadre e per certe platee. Il destino ha voluto che facessi una strada più lunga.
È VERO CHE UNA DECINA DI ANNI FA, QUANDO ERI AL VICENZA, RISCHIASTI DI ANDARE AL MANCHESTER UNITED?
Sì, allo Stadio Menti vennero alcuni emissari di Ferguson per visionarmi. Disputai una buona partita, volevo fare bella figura. A fine gara dissi che quello in campo era mio fratello che faceva finta di parlare in inglese. La storia finì lì, e visto come sono proseguite le cose, direi meglio così.
TI PIACE MOURINHO?
Sì, è schietto, dice quello che pensa. Tutti i suoi giocatori ne parlano bene.
CHI È IL PIÙ FORTE IN CIRCOLAZIONE?
Un certo Toni: è fortissimo (ride)! Scherzi a parte, Ribery, mio ex compagno al Bayern, è un genio. Assurdo.
TONI TRA DIECI ANNI?
Sereno e appagato con la sua famiglia.
LA PRIMA COSA CHE PENSI LA MATTINA?
Mi tocca ad andare agli allenamenti…
L’ULTIMA COSA CHE PENSI LA SERA?
Speriamo che domani sia un buongiorno.
SEI UN WEBBARO?
Mi piace internet, ma se sto ore davanti al pc mi ricoglionisco.
COM’È LA CUCINA BAVARESE?
Io mangiavo praticamente solo italiano: a Monaco ci sono una marea di ristoranti nostrani. Ma ogni tanto due wurstel con un boccale di birra non me li levava nessuno.
E LA CUCINA SUDAFRICANA? LA CONOSCI GIÀ…
Sì, ho mangiato qualcosina l’estate scorsa alla Confederations Cup, ma è andata così male che ho azzerato tutto, e siccome sono ottimista di natura non vedo l’ora di provare altre specialità . A giugno…



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