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Mostro marino
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Il mondiale offshore è partito. Marco Pennesi ha scatenato la sua bestia.

Powerboat GPS è l’Olimpo della motonautica agonistica. Bolidi, spettacolo, colori, posti incantevoli. Anche quest’anno il mondiale offshore vede fra i suoi alfieri Marco Pennesi a bordo del monocarena MetaMarine-Foresti&Suardi. Poltu Quatu (secondo weekend di luglio) e Siracusa (terzo weekend di settembre, che a breve verrà messo in palio per i visitatori di Maxim.it) sono le due tappe italiane previste dall’attuale edizione, la quarta nella storia del campionato offshore. Per tenere a bada questa specie di Cracken, Pennesi non ha bisogno di procurarsi la testa della Gorgone come fece Perseo. Gli basta avere fra le mani un gioiello del Made in Italy applicato alla motonautica. E una marcia in più, l’aver concepito e progettato il bolide nel cantiere navale Metamarine creato proprio da lui nella splendida San Benedetto del Tronto. Ne conosce ogni sospiro, ogni battito, come un padre conosce il proprio figlio.

Un cantiere, Metamarine, che nel 2010 ha avviato anche una collaborazione con la mitica Isotta Fraschini. I motori dello storico marchio inizieranno a breve dei test in mare con le imbarcazioni da diporto della Metamarine. Per il Mondiale Powerboat, invece, il monocarena di Pennesi monta propulsori diesel Seatek da 850 cavalli. Tutti i concorrenti hanno motori a benzina, ma Pennesi,pioniere del diesel nelle gare, ci spiega come ha colmato lo svantaggio: “Grazie ai nostri sistemi di trasmissione, nelle virate non subiamo perdite di potenza. Abbiamo un sistema di correttori dell’assetto che è paragonabile a un sistema di controllo aeronautico”. Volare sulle onde a 110 miglia marine con gli occhi sempre attenti ai parametri, ai pesi, all’equilibrio. Puoi permettertelo se conosci tutti i segreti del tuo ‘mostro’, se sei Marco Pennesi. Allora la trasmissione delle sensazioni dal ‘mostro’ al pilota è naturale. E i risultati ti premiano.

Un mondiale iniziato a Yalta, e che proseguirà a Malta. Due location assonanti nel nome, ma tra il secondo posto ucraino e il primo posto a cui miri ora c’è una bella differenza: cos’è andato storto all’esordio?
Aldilà di un secondo posto comunque onorevole, il dato più importante è che Metamarine si è confermata fra le tre imbarcazioni più veloci al mondo. Purtroppo abbiamo avuto un inizio stentato che ci ha fatto perdere terreno, ma alla fine abbiamo chiuso al secondo posto dietro la Snav con soli 7 secondi di ritardo. Un risultato comunque soddisfacente, che ci fa pensare positivo.

Esattamente un anno fa resuscitasti da un brutto incidente proprio a Malta. Qual è la prima regola di un driver per dominare il proprio bolide e la propria tensione emotiva?
L’unica regola è che non ci sono regole. A bordo devi improvvisare, le strategie possono diventare inattuali nel giro di pochissimo tempo. In mare le variabili sono tantissime, e mutano velocemente.

Che differenza c’è con i bolidi di terra?
In mare per andare forte devi essere quasi totalmente incosciente. Hai domande veloci a cui devi dare risposte in tempi record. Sotto di te non hai uno spazio piano e liscio, ma una superficie viva, devi governarne l’attrito mentre ti fa ballare. Il mio monocarena ha un sistema di comandi tutto particolare.

Tu e Giampaolo Montavoci siete di nuovo una coppia affiatata. I vostri progetti ora coincidono di nuovo?
Giampaolo è uomo di esperienza, mi ha dato tanta tranquillità. A Yalta abbiamo dimostrato di essere tornati in sintonia. Lui governa l’accelerazione, io l’assetto e la direzionalità. In passato abbiamo avuto divergenze, perché il mio stile punta tutto sull’assetto. Ma ora ci siamo capiti.

La tua passione per la meccanica ti ha portato dalla terraferma all’acqua: adesso ti manca l’aria…
Da Icaro in poi il desiderio dell’uomo è sempre stato quello di volare. In Ucraina, per via di un amico titolare di una piccola compagnia aerea, mi è venuto in mente di salire in cabina. Poi non se ne è fatto nulla. Chissà, magari dopo la pensione…


MARCO PENNESI - PROFILO DI UN PILOTA (E NON SOLO)

Marco Pennesi nasce a Grottammare (Ascoli Piceno) nel 1960. Cresce nel segno dei motori, partecipando dall’età di 14 anni ai campionati di motocross. La sua avventura professionale segue il solco della sua non comune genialità verso la meccanica e l’automazione. Totalmente autodidatta, con l’azienda MetaMeccanica Evoluzione si dedica alla progettazione e alla produzione di originali macchine ed impianti per l’industria alimentare.
Approda alla nautica nel 1997. Genialità progettuale e talento motoristico trovano così la via dell’avventura nella motonautica sportiva. I suoi monocarena compiono il primo exploit nel 2004, quando si laurea campione del mondo vincendo tutte le gare. Da lì in poi si aggiudica classiche come il Giro del Lario, titoli italiani e ottimi piazzamenti nel mondiale Powerboat.

Commenti

Peter van Gameren
da Peter van Gameren il 01/06/2010

Featured in Maxim. Good work guys. Congrats!

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