Rafa Nadal - Numero Uno
Ha da poco vinto gli Australian Open, battendo per la seconda volta Roger Federer. Rafa Nadal ci spiega perché vincere aiuta a vincere.
di Joni Scarpolini - foto di Daniel Ochoa De Olza e William West
Vincere è bello, ma pure imbarazzante. Come quando ti tocca fare da baby-sitter al tuo eterno rivale, che a fine gara scoppia in un pianto da telenovela perché gli hai ribadito ancora una volta che il più forte sei tu. Rafael Nadal, l’uomo delle imprese, ha fallito in una soltanto: non è riuscito a consolare Roger Federer, punito dal suo sinistro micidiale nella finale degli Australian Open dopo cinque lunghissime ore e altrettanti set. La Spagna lo venera come un dio pagano, Sua Maestà Juan Carlos gli presterebbe persino la corona. Nadal, però, preferisce stare sul trono del tennis mondiale. Così, a nemmeno ventitré anni. Come se fosse un gioco. Da ragazzi, appunto.
RAFA, COME SE LA PASSA UN “NUMERO UNO�
Come quando era il numero due, non ci sono grosse differenze.
ORA NON FARE IL MODESTO.
Ammetto che non me la sto passando affatto male.
DA PECHINO, OLTRE ALLA MEDAGLIA D’ORO E AL PRIMO POSTO NEL RANKING MONDIALE, QUALE “SOUVENIR†TI SEI PORTATO NEL CUORE?
Conservo molti souvenir e non riuscirei ad indicarne uno in particolare. Del resto, tutti i successi della mia carriera sono stati importanti. Finora mi sono tolto grandi soddisfazioni, tra queste il trionfo all’Olimpiade. È proprio vero che vincere aiuta a vincere e a porsi obiettivi sempre più alti.
QUINDI LA PENSI COME FABIO CAPELLO, EX ALLENATORE DEL REAL MADRID: LA VITTORIA PIÙ BELLA È SEMPRE LA PROSSIMA.
Sì, è anche il mio credo: non bisogna mai accontentarsi. Il raggiungimento di un traguardo deve darti lo stimolo per raggiungerne un altro, subito dopo. Io guardo al futuro, non al passato. Però certe emozioni vanno sempre ricordate.
IL 2008 È STATO UN ANNO STREPITOSO NON SOLO PER TE, MA PER TUTTO LO SPORT IBERICO: COSA AVETE IN PIÙ DEGLI ALTRI?
In effetti è stato proprio un anno fantastico e noi spagnoli non possiamo che andarne fieri. Abbiamo regalato alla nostra gente momenti di gioia. Sastre e Contador hanno vinto il Tour de France e il Giro d’Italia nel ciclismo, la Nazionale di calcio ha conquistato gli Europei: abbiamo centrato gli obiettivi con tenacia e dedizione tipiche dello spirito spagnolo. E, nel mio caso, ho realizzato i miei sogni.
TRA CUI GLI AUSTRALIAN OPEN VINTI UN MESE FA. A PROPOSITO. A MELBOURNE LO HAI STESO, MA SAI BENE CHE FEDERER È INTRAMONTABILE. TEMI UN SUO RITORNO?
No, perché Roger non è mai andato via. Ha concluso l’anno come numero due, ha vinto gli Us Open e disputato finali prestigiose. Lui è sempre lì, ai vertici. Non molla mai ed è il miglior avversario che io abbia mai affrontato.
SEI IL NUOVO TESTIMONIAL DELLE ISOLE BALEARI. CHE EFFETTO TI FA ESSERE IL SIMBOLO DELLA TUA TERRA?
Sono orgoglioso di essere nato nelle Baleari e quindi di essere spagnolo. Penso che abbiamo un Paese meraviglioso e in particolare la “mia†Maiorca, che io considero un paradiso nel Mediterraneo.
TI INTERESSA LA POLITICA? PREFERISCI ZAPATERO O OBAMA?
Sono sincero, non è che le questioni politiche mi importino molto. Con questo, però, non voglio dire che non abbia una mia personale opinione su ciò che accade nel mio Paese e nel mondo, semplicemente non la sbandiero in pubblico. Comunque ho un debole per Obama: solo lui è in grado di offrire una speranza per tutti. Non sarà facile, ma intanto gli Stati Uniti hanno intrapreso una strada diversa.
RECENTEMENTE HAI CAMBIATO LOOK IN CAMPO: ORA GIOCHI A MANICHE LUNGHE. COME MAI? TI SEI STUFATO DI ESIBIRE IL TUO BICIPITE SINISTRO DIVENUTO ORMAI CELEBRE?
In realtà , era già da tempo che volevo cambiare e la Nike mi ha lanciato diverse proposte. Ho optato per le maniche lunghe e il nuovo completo si è rivelato un portafortuna, visto che ogni volta che l’ho indossato non sono andato poi così male.
SEI MODAIOLO?
Diciamo che mi piace avere il mio modo di vestire e che ho molta cura di me stesso. Seguo con attenzione il mondo della moda. Conosco le marche, gli stilisti e cerco di capire i gusti dei consumatori.
AI FORNELLI COME TE LA CAVI?
Bene. Mi diverto a cucinare e mi ritengo bravo a fare la “vostra†pasta. L’estate scorsa, durante Wimbledon, ho affittato un appartamento per tre settimane e sono venuti a trovarmi alcuni miei amici italiani che hanno apprezzato molto la mia cucina.
IN UN FILM FARESTI IL PROTAGONISTA BUONO O CATTIVO?
Lascerei decidere al regista. Ma se proprio dovessi scegliere, farei il personaggio buono. Anche se in campo dò l’immagine del cattivo. Almeno così dicono.



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