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Come lui nessuno mai. Campione olimpico nell’halfpipe e trionfatore agli X-Games di skate. Roba da fantascienza.

di Matteo Valle

Guardate bene il ragazzo qui a fianco, perché dietro a quegli occhiali a specchio si nasconde un campione (medaglia d’oro alle Olimpiadi, tra gli altri trofei) che a soli 22 anni è già entrato nella storia.

Cominciamo dal passato recente: com’è andata l’avventura Big in Japan?
Il viaggio è stato davvero entusiasmante. C’è qualcosa di meglio che girare per il mondo con i tuoi amici divertendoti? Credo di no. Avevo bisogno di staccare un po’ con le gare, liberarmi della pressione e tornare semplicemente a fare quello che amo: andare in snowboard. In Giappone abbiamo visitato posti meravigliosi e conosciuto tonnellate di persone incredibili.

La cosa che ti è rimasta più impressa del Giappone come Paese?
Dei giapponesi adoro lo stile: da quelle parti la moda è davvero ad un altro livello e quando si parla di abiti, sanno sempre come coniugare al meglio look e comfort.

A proposito di abbigliamento: hai appena fi rmato un accordo di sponsorizzazione con Burton che ti legherà all’azienda americana per i prossimi dieci anni…
È decisamente una bella sensazione. I ragazzi di Burton mi hanno appoggiato fin dall’inizio aiutandomi a crescere come snowboarder, ma soprattutto come persona. Non avrei potuto trovare un gruppo migliore.

Tu faresti la felicità di qualsiasi sponsor: tra le mille offerte che ricevi, come fai a capire quali sono i contratti più giusti per te?
Questa è una buona domanda. Per me, scegliere di firmare un contratto piuttosto che un altro ha a che fare con il tipo di rapporto che posso costruire. Ogni sponsor deve avere un senso. Io voglio costruire un rapporto che duri, che mi permetta di crescere, ma anche di far conoscere meglio alle persone con cui lavoro la cultura snowboard.

Parliamo un po’ di skateboard: quali sono i tuoi piani per questo 2008?
Essenzialmente penso che quest’estate oltre ad andare un po’ in giro con gli amici, mi concentrerò prevalentemente sugli X-Games: lì il livello di competizione è altissimo, ma l’energia che riesci a percepire e l’entusiasmo dei fan ti danno una carica incredibile. Adoro lo skate, ma le competizioni sono molto dure. Voglio portare il mio modo di fare skateborad verso nuove direzioni e per questo ho intenzione di frequentare molto gli skate park: sono divertenti e rappresentano costantemente una sfi da.

Tu sei un uomo con la valigia: come passi il tuo tempo libero quando torni a casa?
L’hai detto: sono sempre così in viaggio che a volte quando sono a casa mi sento strano. Sto lì seduto e un po’ mi viene l’ansia perché non è che ci sia da fare tutto questo granché.

La tua è una famiglia molto unita. I tuoi genitori viaggiano ancora con te?
Io e i miei genitori siamo molto legati ed è bellissimo sapere di avere il supporto incondizionato della propria famiglia. È un po’ che non viaggiano più con me, ma in occasione degli X-Games e delle Olimpiadi saranno di sicuro al mio fi anco.

Punta il dito sul mappamondo e scegli un luogo in cui ti piacerebbe andare.
Adoro i posti caldi e per questo sto tentando di organizzare un viaggio in Indonesia: sole, mare, surf, pesca e uscite con gli amici… sarebbe fantastico. (ride, ndr).

Il gadget che non può mancare mai nella tua valigia.
Te ne dico due. Il primo della lista è ovviamente l’iPod: non posso stare senza musica, sono un grande fan del rock and roll d’autore. Uno dei miei pezzi preferiti? Back in black degli Ac/ Dc. Poi c’è la mia Fernandez, una mini chitarra con amplifi catore incorporato. Appena posso, mi metto a suonare e mi scateno.

Hai solo 22 anni: Come fai a convivere così bene con il successo?
Crescere avendo sempre puntati addosso i riflettori dei media è stato molto importante, mi ha insegnato a mettere quel che mi capita nella giusta prospettiva. Non è sempre facile gestire un certo tipo di pressione, ma è proprio grazie ai media che riesco a rimanere in contatto con i miei fan.

Parliamo un po’ di donne. La notorietà è un fattore da sfruttare oppure no?

Di certo ha i suoi vantaggi. L’altro giorno ho sedotto 10 ragazze, 14 mamme, 3 figlie. Un bel bottino, no? (ride, ndr).

Fammi i nomi di qualche “collega†il cui talento ti spinge a dare il massimo.
Ci sono un sacco di atleti là fuori che mi spronano a fare sempre meglio: gente come Kevin Pearce, Nicolas Muller, Travis Rice e Hiekki Sorsa. Sono ragazzi fenomenali e una continua fonte di ispirazione.

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