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Vita da Stuntman
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Vita da Stuntman

Volano da auto in corsa, prendono fuoco al posto dei divi, non vincono nemmeno un Oscar. Ma un premio rende giustizia alla categoria.

di Valentina Martelli

Da anni a Hollywood si vocifera di una categoria dedicata agli stuntman nella celebre notte degli Oscar. Da anni la proposta viene “snobbataâ€. Così il mondo dei cascatori si è inventato un premio per conto suo. Se dobbiamo essere onesti, lo show è più divertente di tutte le cerimonie di Oscar, Golden Globe ed Emmy messi assieme. Gli attori, quelli veri, fanno a gara per parteciparvi, non tanto per farsi vedere, come accade di solito, quanto per godersi lo spettacolo e supportare questa dimenticata categoria. Il premio si chiama Taurus World Stunt Awards e quest’anno, alla sua sesta edizione, vi hanno partecipato star del calibro di Harrison Ford, Jessica Alba, Will Ferrell, Ken Watanabe, Dennis Hopper. A questi si sono aggiunti la nuova icona dei film d’azione, Gerard Butler, il potente Re Leonida di 300, e Burt Reynolds, uno dei più grandi sostenitori del mondo degli stunt e uno dei pochi attori che gira(va) di persona le scene più spericolate. Tutti presenti dunque per celebrare chi li fa apparire coraggiosi, temerari, sexy, insomma perfetti. Ma, ricordiamolo, anche per onorare chi al posto loro rischia la pelle.

La Taurus Foundation
L’esistenza del premio è legata a quella di una fondazione. Entrambi sono stati voluti da Dietrich Mateschitz, il papà dell’energy drink Red Bull. Scopo della fondazione è quello di intervenire per dare aiuto economico agli stunt che sono vittime di incidenti sul lavoro. Dopo tutto, per quanto questi professionisti si preparino e si sottopongano a continui allenamenti, diventano sempre più difficili le prestazioni che vengono loro richieste e la maggior parte delle scene sono girate senza protezioni. Come la comunità degli stunt sa perfettamente, ma forse è oscuro allo spettatore, ogni anno molti cascatori rimangono vittime di drammatici incidenti. Alcuni di loro rimangono fermi per mesi, certi per anni. Poi ci sono quelli che devono dire addio alla carriera e alcuni, purtroppo, alla vita. La Taurus Foundation entra in gioco quindi per sostenere chi, in queste occasioni, si ritrova senza stipendio per lunghissimi periodi. Quest’anno la fondazione ha scelto di aiutare Tony Angelotti e Larry Rippenkroeger. Angelotti è rimasto ferito durante le riprese di una delle scene più spettacolari di Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma, quella in cui Johnny Depp viene gettato da un’altura completamente avvolto in una corda che si srotola durante la veloce caduta, mentre Rippenkroeger ha rischiato la vita per una rovinosa caduta in una scena di Live Free or Die Hard.

Prima di tutti
Molto prima degli effetti speciali, c’erano gli stunt. Molto prima degli scontri ad alta velocità, c’erano gli stunt. Anzi forse sarebbe il caso di dire che gli stunt sono arrivati addirittura prima delle auto. Basta pensare che i primi a usufruire delle loro prestazioni furono grandi nomi del cinema muto come Buster Keaton e Douglas Fairbanks. Anche miti del calibro di John Wayne e l’inimitabile Katherine Hepburn se ne sono serviti. In seguito sono arrivati gli effetti sonori con un’interminabile varietà di fischi, campane, esplosioni e quant’altro, e poi prodigi tecnologici sempre più sofisticati e sorprendenti, questi temerari hanno continuato a cimentarsi in performance da togliere il fiato. E quando alcune delle scene più incredibili sono state fatte rivedere, durante lo show, erano in molti a credere che fossero il risultato di effetti speciali.

Uno show di fuoco
Lo spettacolo è stato un vero e proprio successo, e parte del merito va al produttore Michael Dempsey, un esperto riconosciuto in questo genere di show, visto che c’è lui dietro agli MTV Music Awards 2004 e 2005, ma anche ai Billboard Music Awards e alla sfilata più famosa del mondo dell’intimo, quella di Victoria’s Secret. Anche ai Taurus Awards la sfilata non è mancata. La più “calda†nella storia della TV, sarebbe il caso di dire. Alcune modelle (delle stuntwomen) sono state ricoperte di uno speciale gel e date letteralmente a fuoco. Cosa da lasciare senza parole persino The Rock, a cui è spettato il compito, tra le altre cose perfettamente eseguito, di condurre la serata. L’attore, ex wrestler, ex giocatore di football, non si è sottratto ad alcune prove da stunt aprendo la serata a bordo di un’auto blindata che si è capovolta sul palco. “Ammiro profondamente questa categoria - ci ha subito detto - per questo ritorno volentieri a presentare il Premio. Per quanto riguarda il mio stuntman, voglio svelare che è mio cugino. Lui è molto più temerario di me. Se mai dovessi contemplare il suicidio, mi direbbe: ti prego lascia fare a me. Per ripagarlo lo vizio, stasera gli ho persino trovato un biglietto, a prezzo scontato, per l’Award. È in ultima fila ma l’importante è esserci, no?â€
ha concluso scherzando. Quella del rapporto tra il mondo degli attori e quello degli stunt è in realtà una piccola ferita aperta. Mentre le star delle ultime generazioni sembrano infatti più disposte a creare una connessione con i loro “doppi†in passato la cosa non era minimamente concepibile. “Era impensabile fermarsi a parlare con gli attori una volta finito di girare, anzi era apprezzabile se proprio non rivolgevi la parola a nessuno di loroâ€, ci ha raccontato Terry Leonard uno dei padri del mestiere. “Se te ne uscivi con la frase sbagliata potevi ferire l’ego di qualcuno. E se accadeva questo, allora avevi finito di lavorareâ€. Ma per una sera, i protagonisti sono stati loro, premiati in categorie che prevedevano, tra le altre, la miglior scena con fuoco, la miglior scazzottata, il miglior impatto, la miglior performance stunt femminile e maschile. Tra la categoria stunt specialità anche una nomination italiana, per Christian Garufi, sciatore spericolato nel film Last Holiday con Queen Latifah.

Le promesse del governatore
Arnold Schwarzenegger è stato una delle sorprese della serata. Tornato per una volta attore il governatore della California non solo si è prestato a una scena girata tra le nevi nella quale riproponeva la rovinosa caduta che gli è costata recentemente la rottura di una gamba, concludendo la scena con il suo “I’ll be backâ€, ma è salito sul palco per consegnare il premio alla carriera a Burt Reynolds e per confermare il suo impegno a che gli stunt abbiano, il prima possibile, una categoria anche agli Oscar. E se lo promette lui…

Commenti

MaxZero
da MaxZero il 05/10/2009

Io vorrei farlo tanto lo stuntman ^

Wrarcodaspara
da Wrarcodaspara il 28/04/2009

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