Vittorio Brumotti - Extreme Biker
Con la sua bici calpesta record del mondo a ripetizione. Vittorio 100% Brumotti trasforma il bike trial in uno show.
di Livio Bottegal foto di Matteo Cappè
Un tattoo spiega molto. Per alcuni racconta il 100% della personalità , l’intero angolo giro del carattere. È il caso del pazzoide di Finale Ligure che ha deciso di sbalestrare uno sport, il bike trial, per renderlo uno spettacolo di destrezza, palle e forza fisica digeribile a tutti. Come? Innanzitutto battendo record su record (7 volte primatista del mondo) in prove folli per i normodotati, poi (tanto per speziare il piatto) confrontandosi con una normale mountain bike preparata da solo in competizioni dove gli avversari manovrano special bikes.
Questo per il ventisettenne significa essere 100% Brumotti. “Significa amare la sfida. Sono molto legato a questo tatuaggio che ho sul braccio: 100% Brumotti. È una specie di marchio di fabbrica. Siamo in tre al mondo ad averlo: mio padre, mia zia e io. Quest’anno poi il marchio raddoppia, e diventa 100% Brumotti, 100% Daihatsu, grazie a uno sponsor speciale. Daihatsu, la più antica casa costruttrice di automobili giapponese, ha creduto in me e mi assiste in tutte le mie imprese, dandomi anche due auto, Terios e Materiaâ€. Vittorio Brumotti ha la criniera da leone ribelle e la sicurezza del predestinato.
Chi è? Probabilmente lo avrete visto saltare con la sua bici Luca e Paolo nel programma di Italia Uno Le Iene o qualche mese fa infrangere il record del mondo per il ‘Must Hurdless Jumped’ superando 24 transenne alte 4 metri collocate a distanza di un metro e mezzo tra loro (una performance andata in onda nel programma Lo Show dei Record). Si è superato così per la settima volta ed entrerà nel World Guinness Book del prossimo anno. “Forse è questo che mi dà più adrenalina. Entrare nella storiaâ€.
Missione trial
Ora tenterà di entrare nella storia il prossimo 19 luglio all’International Bike Trial di Luino, Varese, quando stupirà di nuovo il pubblico e se stesso con tricks a sorpresa da panico. Infatti dopo essersi laureato campione mondiale nel 2006, il savonese ha capito che qualcosa non andava e ha intrapreso una strada ancora più ardua. “Volevo ancora più contatto con la gente. Ho capito che dimostrare di essere il migliore in sella a una bici speciale confrontandosi con gli avversari non era il massimo a cui potevo aspirare. Non era più una sfida eccitante. Volevo che il maggior numero di persone capissero che fare bike trial era questione di talento e tecnica, lavoro e fatica. Non di bici speciali preparate ad arteâ€. Detto fatto, Vittorio Brumotti ha portato la sfida sul terreno della gara contro se stesso. Ha adottato una bici ‘normale’ – mountain bike di serie con la sola modifica del manubrio completamente girevole e ha iniziato a far capire che il bike trial “è prima di tutto un grande spettacoloâ€.
Biker nato
L’unico spettacolo sportivo che abbia mai pensato di fare da grande: “ho capito subito che lo sport sarebbe stato la mia grande liberazione. Ho chiesto in regalo la mia prima bici a tredici anni. Ho tatuato la data, 11.11.91, perché è un momento importanteâ€. Anche se, per qualche anno, più che correre in bici Vittorio correva dietro alle ragazze: “non che ora sia cambiato… ma in quegli anni ci sono stati i momenti di maggiore disattenzione. Ho resistito e ce l’ho fatta. In quegli anni correvo dietro anche alle moto da trial, la prima vera passione che ha innescato quella per il bike trialâ€. Da allora è rimasto sempre in sella alla bici, anche in frangenti complicati: “ci sono state prove sofferte. A Singapore, in una gara del campionato mondiale, sono stato attaccato da una scimmia. Mi ha morso. Sono riuscito a terminare la gara con grande fatica. Sull’aereo che mi riportava in Europa per la successiva a Burgos, in Spagna, non volevano farmi salire perché le cicatrici nella cabina pressurizzata dell’aereo sarebbero saltateâ€. Ride e sdrammatizza, ora che tutto ha il sapore dell’aneddoto gustoso. Pensa oltre. Il futuro per lui parla di “altri dieci anni di carriera magari con il sogno di fare un film a Hollywoodâ€, e nell’immediato dell’appuntamento con i mondiali in Giappone a fine luglio. In cui gareggerà con la una bici di serie al contrario dei suoi avversari. “Parto sfavorito ma non è detto che non riesca a vincereâ€.



Commenti
sei il mio idolo ti stimo un casino!!
CHE TRISTEZZA SENTIR DIRE IL MIO IDOLO QUI IL MIO IDOLO QUA..
RAGAZZI SVEGLIA!
ANDATE A SCUOLA E ABBIATE DEI VALORI CHE SIANO DEI VALORI!
sei un grande vittorio ...
ti adoro vorrei avere io la tua bici e saper fare quello che sai fare tu sei un pazzo 100 %brumotti ti stimo troppo :) grande
grande vittorio!!!!!!
sei una bestia!! anke io vado in bici solo che faccio freeride…
ma te da dove vieni??
by luca rispondi al + presto!!!
100brumotti sei un grande !!
sei il mio idolo!
ho incominciato anchio a fare trial bike
da qualke mese e me la cavo
spero che piu avanti nel tempo riesco a diventare come te !
volevo farti vedere la mia bici da trial.
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spero che ti piaccia
ciao aspetto una tua risposta al piu presto !
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