Accordo Google-NSA
La guerra fredda al tempo del web.
di Gabriele Ferraresi
Una volta era lo spazio aereo, quello cruciale da difendere in caso di conflitto: c’erano le porta-aerei mosse come pedine nei mari del pianeta e c’erano i bombardieri atomici in volo h24, riforniti in volo. Storie vecchie: ora il cielo è il cyberspazio. Non hanno ancora ufficializzato l’accordo, Google e la NSA, la National Security Agency, ma la partnership che stringeranno segnerà il futuro del web e della sicurezza – strategica, geopolitica – legata al suo controllo. Secondo alcuni analisti, Google avrebbe voluto coprirsi le spalle, dopo l’attacco subito in Cina. Spiegandola semplice: il Governo cinese si era intromesso nei database della grande G.
Ma perché la più finanziata agenzia governativa Usa, un mostro che succhia più dollari di FBI e CIA, un ente zeppo di esperti ai massimi livelli mondiali in sistemi di crittografia, dovrebbe unirsi al più importante motore di ricerca del pianeta, un vortice che inghiotte ogni nostra ricerca, ogni nostra abitudine? Dati. Il controllo dei dati che transitano sul web è il vero obiettivo strategico dei prossimi dieci anni. Un obiettivo strategico da perseguire con molta attenzione: controllando - senza censurare, in teoria - garantendo la sicurezza, ma continuando ad assicurare anche un grado accettabile di libertà . O al massimo, una sua temporanea sospensione: tutti slogan che ricordano molto il motto “vigilando reprimere” della Polizia Penitenziaria italiana.

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