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Ballate con noi
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Sono Giulia e Giulia. Anzi: Cuji e Joolie, due promesse della break dance italiana che si muovono al ritmo di James Brown.

di Giacomo Brunoro

Cuji e Joolie sono due ragazze abituate alle sfide: a soli 23 anni hanno già vinto le selezioni italiane dell’Italian Bboy Cup/Battle Of The Year, e hanno rappresentato il tricolore alla big battle di Hannover, sfi orando il podio per un soffio (sono arrivate quarte). E tutto questo all’interno di un mondo che non è abituato a lasciare molto spazio alle donne: “l’hip hop culture è tremendamente maschilista e per noi è stata davvero dura”. La cosa però non preoccupa Joolie, se è vero che “alla fi ne sono arrivata a considerare il maschilismo di questo mondo come una sfida per migliorarmi, dato che mi ha permesso di sviluppare un lato della mia personalità che altrimenti sarebbe rimasto nascosto”.

Rap commerciale, no grazie!
Loro non sono certo due tipiche ragazze italiane: Giulia e Giulia, una nata a Torino (Cuji, http://www.myspace.com/cugi1) e una a Firenze (Joolie, www. myspace.com/bgirljulie), sono state folgorate dalla break-dance: “l’hip hop è uno stile di vita, e la break ne fa parte al 100%: non puoi parlare solo di musica, di ballo o di moda”. Non si riconoscono nell’Italia che vedono in tv, dato che “da noi siamo ancora all’anno zero per quanto riguarda l’hip hop culture. Del resto finché il punto di riferimento dei giovani è Amici…”. Ormai la miccia è accesa: “quando ci esibiamo la maggior parte delle persone ci considera delle specie di saltimbanco, l’idea che la break possa essere arte non viene minimamente presa in considerazione”. Alla base di tutto, la musica: per Joolie tutto è nato dalla collezione di vinili jazz e funk del padre (James Brown è stato il suo primo amore), ma come sottolinea Cuji “l’importante è che si tratti di buona musica e che riesca a emozionarci”. Di fronte al rap commerciale si tappano le orecchie: “l’underground è il nostro mondo, c’è poco da fare: il Fabri Fibra che si sente adesso, soltanto per fare un esempio, non è più quello di 5 anni fa”. Emergere è dura, loro lo sanno bene, ma sanno anche che l’unico modo per farlo è quello di “lavorare sulla propria identità, fregandosene dei pareri degli altri e fi dandosi delle sensazioni che si provano mentre si balla”.

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