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Brasileo è cosa buona e giusta
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Brasileo è cosa buona e giusta

Delirio sul Lago Maggiore: in 20mila a far festa. E far del bene.

di Lorenzo Lucon

Una splendida villa con oltre 20mila metri quadrati di parco in riva al Lago Maggiore, 3500 persone che diventano protagonisti consapevoli per una notte, open bar presi d’assalto che regalano birra e spritz, il suono della migliore musica del momento e un unico obiettivo: fare del bene. Non c’è bisogno di strofinare lampade di Aladino per avere un menu così sfizioso perché i Leo Club Lago Maggiore, Verbania e Cusio Ossola hanno realizzato un sogno che viene portato avanti con una passione fuori dal comune. Ora si può dire: il gioiellino cresciuto in casa è diventato grande e conosciuto in tutta Italia. Per vederlo si arriva da Torino, Milano, Genova, Aosta, per goderselo una volta l’anno non si prendono impegni perché non si riesce a mancare all’appello. Il suo nome è Brasileo, uno degli appuntamenti più cool dell’estate, giunto alla sua 18esima edizione e svoltosi sabato 26 giugno all’interno di Villa Palazzola a Stresa.

Superata la maggiore età, il Brasileo ha voluto strafare, concedendo ai tantissimi giovani presenti un programma ricchissimo. E non stiamo parlando solo delle consumazioni libere ma di spettacoli e musica fino all’alba. La presentazione in anteprima mondiale della Nuova Mini, lo show dei ragazzi di MilanMonkeys, spettacolari atleti di strada che hanno fatto del parkour (una disciplina metropolitana che sta spopolando anche in Italia) un vero e proprio stile di vita, la presenza di cinque artisti della musica tra cui Dj Tato direttamente da Radio Deejay, di una brava e splendida violinista di fama internazionale, Luvienne, di una vocalist aggressiva e sensuale come Alexandra Voice, di Tenja, nuovo talento che ha presentato il suo brano inedito e del Trio Mat, una contaminazione di sonorità jazz, house e rock, hanno permesso che la Villa si trasformasse per una notte in un villaggio globale carico di adrenalina. E con la pioggia scesa per circa un’ora che non ha tolto la voglia di ballare e divertirsi.

Il merito è del Leo Club, un’associazione che riunisce ragazzi e ragazze tra i 16 e i 32 anni il cui scopo è quello di privilegiare un impegno sociale diretto e profondo. Il motto del Leo è “offrire ai giovani di tutto il mondo l’opportunitĂ  di crescere e di dare il proprio contributo, sia a livello individuale sia collettivo, come membri della comunitĂ  locale, nazionale ed internazionale”. E anche in questa edizione i risultati sono stati eccellenti: 50mila euro raccolti per regalare un sogno alla regione di Chakama in Kenya con la costruzione di un villaggio che dia autosufficienza economica ed alimentare, all’Ospedale S.Biagio di Domodossola per acquistare apparecchiature di rianimazione per i neonati e allestire una camera presso il Country Pediatrico e al gruppo di Verbania del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta per realizzare un impianto iperbarico mobile.

A proposito di numeri: sono state cento le persone dello staff che hanno lavorato sodo per oltre tre giorni, per permettere il successo della serata. Che si ripeterĂ  tra un anno, come sempre. Anche se i giovani vorrebbero riprovare le stesse emozioni senza dover aspettare dodici mesi. Stessa location, stesso divertimento, stessi obiettivi. Ma ora il gioiello merita riposo, non si deve stancare troppo. Lui saprĂ  farsi attendere, noi con lui.

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